Emigrati italiani | Chi sono, da dove partono e dove vanno?12 min read

23 Marzo 2021 Emigrazione -

Emigrati italiani | Chi sono, da dove partono e dove vanno?12 min read

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Italiani all’estero: dati 2018

L’emigrazione degli italiani all’estero è quindi una realtà consolidata con origini lontane. Secondo il rapporto dell’AIRE – Anagrafe Italiani Residenti all’Estero (pdf), gli emigrati italiani nel mondo sono 5.288.281, una diffusione capillare con lieve prevalenza di donne, provenienti in particolare da Sicilia, Campania, Lombardia, Lazio e Veneto. Sono soprattutto in Europa (tre milioni) e America Latina. In particolare l’Argentina ha il primato assoluto per presenza di italiani all’estero, e qui abbiamo raccontato le storie di emigrati italiani in Argentina.

Attenzione però, parliamo però di presenze registrate e non di movimenti migratori veri e propri: i dati dell’AIRE vanno letti considerando che l’iscrizione è un diritto-dovere previsto non solo per coloro che lasciano l’Italia e si trasferiscono in un altro Stato per oltre 12 mesi, ma anche per i discendenti di italiani nati all’estero a cui è stata riconosciuta la cittadinanza, i quali potrebbero non essersi neanche mai recati in Italia.

Ciò spiega la grande presenza italiana in paesi che sono stati mete di emigrazione nel passato, seppure più della metà risulta iscritta per espatrio e quelle stesse mete continuano a essere anche oggi destinazioni particolarmente attrattive. Per restituire un quadro più completo i dati dell’AIRE vanno quindi associati ad altre fonti, nazionali ed estere.

Gli emigrati italiani di oggi: dati 2018

A partire dagli anni settanta da paese di emigrazione l’Italia diviene paese di immigrazione, seppure si conta ancora una media di 50 mila espatri all’anno sia verso mete nuove, sia verso quelle già battute.

Le partenze degli italiani tornano a crescere in particolare dal 2008, al sopraggiungere della crisi economica, dando avvio a quella che viene definita “Nuova Emigrazione”. Da quell’anno il numero medio di cancellazioni anagrafiche per l’estero (e quindi il numero di cittadini espatriati) aumenta costantemente, per raggiungere quota 1.260.000.

italiani all'estero

Parallelamente diminuiscono i rientri dei nostri connazionali e il saldo migratorio con l’estero si assottiglia: nel 2018 le iscrizioni sono state appena 175 mila in più rispetto alle cancellazioni, con pesanti ricadute demografiche e socio-economiche, determinate anche da altri fattori, in primis il numero di decessi superiore a quello delle nascite, che risultano le più basse dall’Unità d’Italia.

Gli emigrati italiani degli ultimi anni sono prevalentemente giovani (18-34 anni) e giovani adulti (35-49 anni), oltre la metà sono laureati. Partono soprattutto da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Sicilia e Puglia, per raggiungere nell’ordine Regno Unito, Germania, Francia, Svizzera, Spagna, Stati Uniti e Brasile. È però il Portogallo a registrare la crescita più significativa. Data l’enorme presenza di comunità italiane, anche l’America Latina continua a essere vista come una terra in cui è facile sentirsi a casa.

dove emigrano italiani

I numeri però sono molto probabilmente sottostimati, in quanto non tutti gli espatriati effettuano prontamente la cancellazione anagrafica e la registrazione nel paese d’arrivo. Lo ha dimostrato quanto successo nel 2016, quando il timore della Brexit ha portato molti italiani in realtà già presenti nel Regno Unito a registrarsi all’anagrafe locale, cosa che prima non avevano fatto.

Secondo una ricerca curata da due ricercatori italiani, i nuovi migranti hanno spesso un titolo di studio medio-alto e alimentano la cosiddetta “fuga dei cervelli”, ma diversi dati provenienti dai consolati dei paesi di destinazione mostrano anche la numerosità di persone con titoli di studio inferiori, che cercano lavori poco qualificati nelle città di tutta Europa.

In entrambi i casi, ci si sposta per cercare migliori condizioni lavorative e in particolare una maggiore remunerazione rispetto a quella riconosciuta in Italia. I lavori meno qualificati sono anche il mezzo di sostentamento per quei giovani qualificati che, almeno all’inizio, pianificano un’esperienza all’estero di breve-media durata, per migliorare le loro competenze linguistiche e mettersi alla prova in un contesto socio-culturale nuovo.

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Martina Masi

Progettista sociale con spiccato interesse per le questioni politiche e sociali. Tenta costantemente la fuga dallo schermo del computer, ma inciampa spesso nel cavo di alimentazione, lo calcia e scappa tra gli alberi o tra i portici di Bologna. Vagheggia di mollare tutto per dedicarsi a viaggi squattrinati e alla sua principale passione: la polemica.
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