Elogio di Sami Khedira: il calcio semplice e intelligente

di
sami khedira
@calcionow.it

Sono bastati 164 minuti a Sami Khedira per prendersi la Juventus. Due partite ufficiali, un gol e un assist. Ma soprattutto tanta qualità e tanta sostanza che hanno permesso ai bianconeri di Max Allegri di cambiare finalmente ritmo.

L’avventura torinese dell’ex centrocampista del Real Madrid non è iniziata nel migliore dei modi a causa di un infortunio rimediato a inizio agosto contro il Marsiglia. Infortunio che ha fatto storcere il naso a molti che lo hanno etichettato immediatamente come un giocatore di cristallo, che non può dare un contributo di qualità, nel lungo periodo, alla Juventus.
Ma per quel che si è visto nelle partite contro Siviglia – in campo da titolare a sorpresa – e Bologna, il tedesco, schierato da interno destro, ha confermato di trovarsi pienamente a suo agio in quella posizione e nel centrocampo bianconero. Per caratteristiche tecniche e intelligenza tattica è la mezzala perfetta per il calcio di Allegri.

Giocate semplici, quasi sempre a uno, massimo due tocchi, tanto dinamismo e ottimo tempismo per gli inserimenti sono i marchi di fabbrica del ragazzo cresciuto a Stoccarda, tutti elementi che non sono mancati nelle sue prime apparizioni tra le fila dei campioni d’Italia.

Chi è Sami Khedira

Figlio di un immigrato tunisino e di madre tedesca, Khedira è uno dei simboli della nuova Germania multiculturale. A 28 anni vanta un palmares di tutto rispetto: oltre a una Bundesliga con lo Stoccarda, ha vinto tutto con il Real Madrid, è stato campione d’Europa under 21 e campione del mondo con la nazionale di Löw.
Prendere un giocatore di questo livello a parametro zero è l’ennesimo capolavoro della premiata ditta Marotta-Paratici, duo che a certi colpi ci ha abituato negli ultimi anni.

Allegri se lo gode, come in passato hanno fatto due tecnici del calibro di Mourinho e Ancelotti. Proprio con il tecnico portoghese ci fu il rapporto migliore: l’attuale allenatore del Chelsea lo ha voluto fortemente a Madrid pagandolo pochi spiccioli per quello a cui ci hanno abituato le merengues, 14 milioni di euro. Tra i due è stato amore a prima vista, con parole al miele ripetute più volte via stampa.
A chi, come l’esigente pubblico madrileno, osava criticare Khedira, Mou rispondeva: “Non conosco nessuno meglio di lui in quel ruolo”. E come dargli torto? Il tedesco è il prototipo ideale del centrocampista “box to box”. È un incursore a tutto campo dotato di ottima intelligenza tattica.

Non si tratta sicuramente solo di un caso se la quadratura del cerchio alla Juve sembra essere stata trovata con il rientro dall’infortunio del numero 6. La personalità e il carisma servono sempre in mezzo al campo, soprattutto quando fai a meno di due giocatori del calibro di Vidal e Pirlo nella stessa estate.

Sami Khedira, di fatto, è uno dei pochi con le caratteristiche tecniche e mentali per essere uno dei leader della seconda Juventus di Allegri, essendo anche tra gli elementi della rosa bianconera con più esperienza e curriculum di livello: il suo ruolo di guida sarà ancora più importante in un gruppo che vanta 10 giocatori nuovi e tanti giovani privi di esperienza. Sono bastati 164 minuti per capirlo.

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Tendenzialmente nerd, i Big Data come pane quotidiano. Credo nel 4-3-3 e nelle serate con tanta birra. Prima o poi mollerò tutto per aprire un ristorante. Italo serbo o serbo italo, non lo so nemmeno io. Orgoglioso di entrambe le nazionalità. Vivo connesso.

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