Donne che hanno fatto la storia dello sport21 min read

1 Giugno 2021 Genere -

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Antropologa

Donne che hanno fatto la storia dello sport21 min read

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2. Ondina Valla

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Ondina Valla | @fidal.it

In Italia dobbiamo aspettare qualche anno in più per avere una medaglia, precisamente il 1936, quando Ondina Valla trionfa negli 80 metri ad ostacoli alle Olimpiadi di Berlino.

Nata nel 1916 a Bologna con il nome di Trebisonda, in onore della città turca ritenuta di grande bellezza dal padre, Valla mostra da giovanissima le sue abilità nell’atletica leggera. Fin dai campionati studenteschi di Bologna la sua più grande rivale è Claudia Testoni, con la quale gareggerà anche alle Olimpiadi del 1936 e, al tempo stesso, stringerà una forte amicizia.

A 14 anni, Valla diventa campionessa italiana assoluta, specializzata nella velocità e nella corsa agli ostacoli, e viene inserita nella Nazionale. Consegue diverse vittorie, diventando un esempio di “sana e robusta gioventù nazionale” per il regime fascista, mentre tutte le altre donne italiche potevano continuare a fare figli e preparare da mangiare, possibilmente in tempi diversi.

Nel 1932 viene convocata ai giochi olimpici di Los Angeles, ma il Vaticano si oppone all’idea giudicata sconveniente che una donna così giovane, all’epoca sedicenne, possa affrontare un lungo viaggio in compagnia di soli uomini. Valla deve quindi rinunciare alla gara.

Ma nel 1936 ha la sua rivincita: alle Olimpiadi di Berlino gareggia negli 80 metri a ostacoli e vince la prima medaglia d’oro italiana in una competizione femminile, battendo il record mondiale. Alla gara è presente anche Claudia Testoni, amica e rivale di sempre.

Dopo le Olimpiadi, la popolarità di Valla esplode ed è in questo periodo che inizia ad essere soprannominata dai giornalisti sportivi “Ondina”, in seguito ad un errore in un articolo. Con il fascismo, la partecipazione femminile alle competizioni sportive comincia a essere maggiormente accettata perché il regime si serviva di questi eventi per la propaganda e l’esaltazione patriottica.

Ondina Valla continua la sua carriera sportiva dimostrando grande versatilità: nel 1937 stabilisce il record nazionale del salto in alto, con 1,56 metri. Valla continua a gareggiare fino agli anni quaranta, conseguendo vittorie anche in altre discipline, come il getto del peso e il lancio del disco.

Abbandona la carriera sportiva solo dopo essersi sposata negli anni cinquanta e muore a novant’anni, nel 2006. Ondina Valla è rimasta fino al 2004 la più giovane atleta italiana a vincere un oro olimpico, e certamente tra le donne nella storia dello sport, in Italia e non solo.

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Antropologa, si interroga su come la società occidentale possa cambiare il rapporto annichilente che intrattiene con la Terra e gli altri animali. Scrive di questi temi ed è convinta che le scienze sociali dovrebbero dare di più alla divulgazione. marianna@lenius.it
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