Donne che hanno fatto la storia dello sport

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donne storia sport
@gannet.com

Sinceramente sono la persona meno adatta a parlare del rapporto tra donne e sport, la mia pratica sportiva preferita essendo: come faccio a bere quella lattina di Coca Cola conservata nel frigo senza alzarmi dal divano. Ne sarei campionessa olimpica, se solo fosse una disciplina. Ma il comitato olimpico non è d’accordo con me.

Eppure qualcuno crede ancora che io sappia qualcosa di sport e in particolare di sport femminile, mentre i miei lettori più attenti sanno benissimo che sta roba dello sport è un grande bluff, come quello di Emiliano che si scinde dal Pd. Sottolineo per chiarezza che la definizione “i miei lettori più attenti” comprende nell’ordine: mia madre, mia sorella e la mia amica Laura.

E quindi per scrivere un articolo sulle grandi donne dello sport di tutti i tempi ho dovuto necessariamente documentarmi. Quale migliore occasione per sfruttare l’abbonamento a Sky Sport che, mio malgrado, pago tutti i mesi insieme a mio marito? Ma su Sky Sport non ho trovato nulla.

Lo so, sembra assurdo anche a voi. Federico Buffa, che sarebbe capace di distendere la sua verbosità pure su quella pallina da ping pong che si allontanò, rotolò e scoppiò sotto la ruota della golf car che proprio in quel momento passava, ebbene, quel Federico Buffa non ha mai raccontato nulla di donne e sport. C’è chiaramente un problema di genere. D’altronde, già le Olimpiadi greche escludevano le donne, a cui invece erano destinati i Giochi Erei, di cui molti di voi non hanno mai sentito parlare e questo la dice lunga sulla loro importanza.

Ma non è necessario arrivare fino all’antica Grecia: basta ricordarsi di tutte le partite a calcio, a tennis, a basket, a baseball, a softball che abbiamo disputato con i nostri coetanei maschi. Non ve ne viene in mente neanche una? Ecco, appunto: nello sport c’è un problema di genere serio, anche se noi ci stiamo un po’ ridendo su. E nell’ultimo secolo i passi in avanti sono stati molti, visto che quando Pierre de Coubertin ideò la Olimpiadi moderne, pensò a competizioni solo maschili. Eppure delle donne hanno cambiato il corso della storia dello sport. Facile citare il femminismo di Simone de Bouvoir e Beyoncé, ma sapete chi è Krisztina Egerszegi?

Non state morendo anche voi dalla voglia di sapere chi è Kriszitina Egerszegi*?

Partiamo dall’inizio. Londra, 1900. Sono le primi Olimpiadi a cui le donne hanno diritto di partecipare: l’inglese Charlotte Cooper e la statunitense Margaret Abbot sono le prime donne a vincere una medaglia d’oro nel tennis e nel golf. Ai tempi sia il golf che il tennis erano sport maschi come oggi sono maschie, chessò, le fibre di cotone che si annidano nell’ombelico.

In Italia, sorprendentemente, dobbiamo aspettare qualche anno in più per avere una medaglia. Ondina Valla ha avuto la sfortuna di chiamarsi Trebisonda per fare prima Ondina, ma, a differenza delle atlete di quattro anni prima, ha potuto partecipare alle Olimpiadi di Berlino del 1936, trionfando negli 80 metri a ostacoli. Per il regime fu esempio di sana e robusta gioventù nazionale, mentre tutte le altre donne italiche potevano continuare a fare figli e preparare da mangiare, possibilmente in tempi diversi.

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Ondina Valla | @fidal.it

Restando sul tema di nomignoli idioti dati da giornalisti (maschi), Fanny Balnkers-Koen venne ribattezzata “la mammina volante” dopo aver vinto quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Londra del 1948, cosa che non sorprese tanto quanto il fatto che avesse avuto già due gravidanze.

Alle Olimpiadi del ’76 è stata una donna, anzi una ragazzina, a mandare in tilt il sistema di votazione della Omega, che non aveva previsto l’eventualità di dover valutare l’esercizio perfetto. Nadia Comaneci prese 10 dimostrando un controllo del corpo che faremmo bene a ricordarci quando stiamo per cedere a quella tartina con la salsa tonnata alle 5 di pomeriggio.

Se provate a cercare in internet tutti i tornei vinti nei mille anni di carriera della Navratilova, solo un’unità di misura vi balzerà alla mente: un botto. Un sacco. Insomma, una caterva. Ma la Navratilova non solo ha vinto più volte lei Wimbledon di Federer e Sampras, non solo ha vinto 18 titoli del Grande slam (vi ricordate la festa che abbiamo fatto quando la Pennetta ha vinto gli Us Open? Ebbene, lei ci è riuscita 18 volte) ma è soprattutto stata una delle prime atlete a dichiarare di essere omosessuale.

Avete presente quando le sessantenni fresche di wazzup vi inviano alle 7 di sabato mattina quelle terribili grafiche sul tema trito e ritrito del cadere/rialzarsi? Ebbene, io penso prima che palle e poi penso a Lindsey Vonn che, dopo Rocky Balboa, è la rappresentazione plastica del detto. È la sciatrice che ha vinto più Coppe del mondo in assoluto. Ed è forse l’atleta che ha collezionato più cadute e conseguenti infortuni. Da cui si è ripresa più forte di prima.

Come sempre, come tutte.

*Krisztina Egerszegi ha un nome molto difficile da scrivere e pronunciare ma è stata una delle più forti nuotatrici della storia. Ha vinto 5 ori olimpici in tre Olimpiadi differenti (prima donna a farlo nella storia) e svariate altre medaglie.

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I momenti più significativi della mia vita sono stati: quando, a dieci anni, ho interpretato Mary Poppins nel musical Mary Poppins e quando ho indovinato la definizione di integrale agli orali della maturità. Sono insegnante (non di matematica, of course) e ho una particolare predisposizione per i casi umani. Temo che le due cose siano collegate.

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