Donne che hanno fatto, e fanno, la storia della politica29 min read

26 Dicembre 2020 Genere Politica -

Donne che hanno fatto, e fanno, la storia della politica29 min read

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3. Nilde Iotti

Nata a Reggio Emilia nel 1920, Leonilde Iotti (conosciuta da tutti come Nilde) è stata una partigiana e esponente di spicco del Partito Comunista Italiano nella Prima Repubblica, ed è forse la più nota tra le donne che hanno fatto la storia della politica in Italia.

Rimasta orfana di padre in giovane età, Nilde ereditò il suo attivismo da sindacalista dedicando buona parte della sua vita all’impegno politico. Dopo l’armistizio del’8 settembre 1943 entra nella Resistenza unendosi ai “Gruppi di difesa della donna”. Nel ’46 entra nel Partito Comunista e viene designata come membro dell’Assemblea Costituente per la nuova Carta Fondamentale dello Stato Italiano. Nel frattempo, entra a far parte della dirigenza nazionale del PCI e diventa la compagna del segretario Palmiro Togliatti.

Nel 1948 viene eletta alla Camera dei deputati e riconfermata per diverse successive legislature. Nel corso della sua carriera parlamentare, ha portato avanti diverse battaglie per le donne: fu la prima firmataria di una proposta di legge per istituire una pensione e un’assicurazione per le casalinghe; partecipò attivamente alla battaglia referendaria in difesa del divorzio; promosse la legge sul diritto di famiglia; diede un grosso contributo per far approvare la legge sull’aborto.

Nel 1979 viene eletta al primo scrutinio Presidente della Camera, prima donna in assoluto a ricoprire tale carica. Il suo incarico viene riconfermato per diverse legislature e addirittura nel 1987 ottiene dal Presidente Cossiga il mandato per la formazione di un nuovo Governo. Anche se il mandato si conclude senza esiti, Nilde Iotti rimane al momento la prima ed unica donna nella storia italiana alla quale sia stato affidato il compito di formare un esecutivo.

Nel 1991 declina l’invito di Cossiga per la sua nomina di Senatore a vita, preferendo proseguire il suo mandato come Presidente della Camera. Un anno dopo, comparirà fra i nomi dei possibili successori alla Presidenza della Repubblica proprio dello stesso Cossiga. Nel 1999 si dimette dalla carica di Presidente della Camera fra gli applausi dei parlamentari a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Muore nello stesso anno, lasciando un vuoto incolmabile nella politica del Paese.

@patria indipendente

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Matteo Margheri

Fiorentino di nascita, Web Marketing Specialist per diletto e Nerd di professione. Si nutre di cultura pop e vive la sua vita perennemente in direzione ostinata e contraria. Per Le Nius supporta l'area editoriale, in ambito politica, e l'area social. matteo@lenius.it
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