Diario olimpico: Rio 2016, tempo di bilanci28 min read
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Giorno 9
– Greg non era stanco –
Aveva addosso il peso di tutta la spedizione olimpica italiana. Alla voce “ori certi”, nelle previsioni di chi poco sa dell’imprevedibilità dello sport, Gregorio Paltrinieri faceva compagnia a Rossella Fiamingo, Arianna Errigo, il fioretto maschile a squadre tra le medaglie pregiate che non potevano mancare. Nessuno di questi, finora, aveva rispettato le aspettative.
Sulle spalle di Gregorio Paltrinieri c’era poi il macigno della deludente nazionale di nuoto azzurro. Fino a qualche ora fa l’Italia aveva conquistato una sola medaglia, il bronzo di Detti nei 400, fallendo tutti gli altri obiettivi che si potevano fallire. Non solo speranze di medaglia come Federica Pellegrini, ma anche la delusione di Dotto fuori da entrambe le finali (50 e 100 stile), delle staffette tornate a decine di secondi dai primi, di una serie di prestazioni ben inferiori rispetto ai migliori tempi in carriera e stagionali dei nuotatori azzurri.
Gregorio si è tuffato in vasca con molto più dei 71 kq dichiarati dalla sua scheda in Federnuoto. Aveva addosso il carico di aspettative di chi non può fallire, di chi deve solo vincere.Sulle spalle di Gregorio Paltrinieri c’era poi il macigno della deludente nazionale di nuoto azzurro.
Un cambio di passo che nessuno ha avuto il coraggio di seguire, e il vuoto alle sue spalle che piano piano diventava sempre più ampio. Quando le telecamere stringevano un po’ l’inquadratura sulla corsia numero 4 di Gregorio, non si vedeva nessun’altro nuotare. L’unica avversaria sembrava essere la linea che segnava i tempi del record del mondo di Sun Yang, il solo obiettivo che manca, oggi, alla carriera di Greg.
Un paio di corsie più in là, un altro azzurro, Gabriele Detti, chiudeva la gara aumentando il ritmo, rimontando sull’americano Wilimovsky e andando a bissare il terzo posto dei 400, confermandosi una delle sorprese più belle di Rio 2016.
Il podio con due facce azzurre, il secondo nella storia del nuoto italiano alle Olimpiadi, è un’impresa eccezionale. Rio 2016 diventa automaticamente la seconda Olimpiade più vincente del nuoto azzurro, dopo Sidney 2000. Eppure restano ancora nelle orecchie le mille interviste del dopo gara di azzurri stanchi, di carichi di lavoro sbagliati, di picchi di rendimento non ottimizzati.
Gabriele e Greg non erano stanchi, per fortuna.
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