Diario olimpico: Rio 2016, tempo di bilanci28 min read
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Giorno 7
– Giornata nera –
È come perdere i preliminari di Europa League contro una squadra dell’Est Europa.
Come colpire con l’auto in retromarcia l’unico palo presente nel raggio di un chilometro quadrato (storia che potrebbe essere tratto da avvenimenti realmente accaduti, ma non confermo).
Come se qualcuno viene a dirti chi è Keyser Söze alla mezzora de I soliti sospetti, come se alla radio prendesse solo il segnale di M2o.
È come bere una birra prima di scoprire che è analcolica.
La giornata nera alle Olimpiadi arriva sempre, fa sempre male e non si è mai preparati.
È arrivata ieri – giovedì 12, per gli almanacchi – e poco importa se abbiamo comunque aggiunto un bronzo al nostro medagliere.
Il quattro senza pesi leggeri, quarto, era favorito e qualificato col miglior tempo in semifinale. Petra Zublasing, quarta, era in testa fino a 6 spari di carabina dal termine della finale. Fossi e Battisti, quarti, erano candidati a una medaglia. Stephanie Horn, ottava nella canoa slalom, aveva il miglior tempo delle qualificazioni. Clemente Russo, medaglia d’argento a Londra e Pechino nel pugilato, è uscito, ai quarti. La coppia Errani-Vinci, capace di vincere 5 titoli dello Slam in doppio, è stata eliminata. Ai quarti.
Se è una punizione per essermi lamentato dei troppi secondi posti, la lezione è chiara. Peggio i quarti.
Diario olimpico: Giorno 7




