Diario olimpico: Rio 2016, tempo di bilanci28 min read
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Giorno 8
– Ispirazione –
Michael, stavolta, era contento di perdere.
Andatevelo a vedere, il podio dei 100 farfalla. Sembra disegnato per celebrare l’addio del più grande atleta olimpico di sempre. Phelps è arrivato secondo, ma non è stato l’unico. Con lui, con lo stesso identico tempo, sono arrivati secondi anche Laszlo Cseh e Chad Le Clos, due compagni di viaggio, avversari fortissimi, rivali leali.
Se da bambino Michael Phelps avesse scelto di giocare a baseball anziché nuotare, Cseh sarebbe stato il dominatore indiscusso per più un decennio. Laszlo insegue Michael da una vita, fin dai mondiali di Barcellona 2003: oro a Phelps e argento all’ungherese. E ancora un bronzo ad Atene, tre volte argento a Pechino e così via, sempre dietro, nei misti e nella farfalla. Questa volta, l’ultima possibile, Laszlo ha raggiunto Michael, appaiato, bellissimo.
Chad Le Clos, sudafricano di 24 anni, è stato il nuotatore che ha dato a Phelps il dispiacere più grande della sua vita da atleta: la sconfitta nei 200 farfalla alle Olimpiadi di Londra. La gara di Phelps, quella con cui esordì a 16 anni al mondiale di Fukuoka 2001, vincendo l’oro con il record del mondo, il secondo di 39 (trentanove, sì). Michael si è preso la sua rivincita pochi giorni fa, tornando a dominare sui 200, Chad ha risposto sui 100, riprendendo di nuovo il suo rivale per un’ultima volta. Appaiato, bellissimo.
In cima al podio, per la prima volta nella storia olimpica, sventolava la bandiera del Singapore. Su quel gradino è salito Joseph Schooling, ventunenne che come avrete letto e visto, nel 2008 scattò una foto in compagnia del suo idolo americano: Michael Fred Phelps.
Si dice che non si dovrebbe mai incontrare i propri idoli, per non perdere quell’aurea eroica che li circonda quando noi pensiamo a loro. Joseph Schooling è andato oltre, chiudendo la carriera del suo e finendogli davanti.
Ma Michael, stavolta, era contento di perdere.
Volevo insegnare ai bambini a credere in se stessi, di non aver paura di sapere che il cielo è il limite.
La vittoria di Schooling, il bambino che 8 anni fa gli chiese una foto e oggi gli finisci davanti, dimostra che Phelps ce l’ha fatta. Ha avuto ragione lui.
Dopo 22 ori olimpici il più grande della storia ha perso la sua ultima gara individuale. Ci lascerà, molto probabilmente, con un oro olimpico questa notte nella staffetta mista. Poi, a meno di un altro quasi impossibile ripensamento, il nuotatore più forte di ogni tempo smetterà di nuotare.
Ma stavolta sarà contento.
Diario olimpico: Giorno 8




