Democratellum: la proposta di Grillo per entrare in gioco4 min read

18 Giugno 2014 Politica Politica interna -

Democratellum: la proposta di Grillo per entrare in gioco4 min read

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democratellumTra mondiali, cronaca nera dilagante e “bombe d’acqua” capitoline la bella stagione porta con sé anche l’interessante cambio di passo pentastellato. Con due post-lettera aperta sul blog e una conferenza stampa a palazzo Madama il MoVimento lancia il suo appello a Matteo Renzi per discutere insieme la riforma elettorale, a partire dal Democratellum partorito dalla consultazione interna degli iscritti al non-partito.

Iniziamo col dire che il Democratellum (il cui testo integrale è scaricabile dal sito di Grillo) sarà anche democratica e “dal basso” ma di certo non di immediata intelligibilità, da qui il suo nome alternativo, ovvero “complicatellum”. In soldoni si tratta di un proporzionale “corretto” che applica uno sbarramento “di fatto” intorno al 5% nelle circoscrizioni “piccole” mentre lascia spazio di rappresentanza ai piccoli nelle circoscrizioni più grandi.

Le circoscrizioni ricalcano più o meno i territori provinciali con l’accorpamento delle province meno popolose e la creazione di tre grandi collegi metropolitani a Roma, Napoli e Milano-Brianza. La cosa più difficile, che potrebbe richiedere ore per lo scrutinio e far diventare i capelli bianchi a più di un presidente di seggio, è il sistema delle preferenze, per spiegare il quale preferiamo riportare integralmente le parole del legislatore:

Ecco in sintesi il sistema di attribuzione delle preferenza proposto:

a. l’elettore deve scegliere una lista;

b. l’elettore può esprimere una preferenza o, nelle circoscrizioni in cui si assegnano almeno 15 seggi, due, anche a favore di un candidato di una lista diversa da quella votata;

c. l’elettore può cancellare dalla lista che ha prescelto un candidato che non gradisce o, nelle circoscrizioni in cui si assegnano almeno 15 seggi, due. In questo modo, l’elettore penalizza di una frazione di voto (1/X, dove X rappresenta il numero di seggi assegnati nella circoscrizione) la lista che ha prescelto e sottrae una preferenza al totale di quelle accumulate dal candidato sgradito con i i voti di preferenza espressi sulla seconda scheda;

d. nelle 3 circoscrizioni metropolitane (Milano con Monza-Brianza, Roma e Napoli), al fine di evitare liste troppo lunghe, le circoscrizioni sono suddivise al loro interno in collegi plurinominali da 9 a 13 seggi, così che ogni elettore possa esprimere una sola preferenza negativa ed una sola preferenza positiva. Va precisato che comunque la formula per la distribuzione dei seggi tra le liste è anche in questo caso rigorosamente applicata a livello circoscrizionale e non di collegio.”

Appena lette queste righe i sindacati degli interpreti LIS e quello dei creatori di infografiche e filmati esplicativi dei sistemi di voto sono immediatamente entrati in agitazione. In sostanza si tratta di uno (o due voti nelle circoscrizioni più grandi) a favore e altrettanti “contro” uno o più candidati della lista che si è scelta o di un’altra (ma solo nel caso dei voti a favore). Un voto “disgiunto”, quindi, dove il voto alla lista potrebbe trasformarsi in un voto sfavorevole (non solo per i singoli candidati, ma anche per la lista stessa) qualora l’elettore decidesse di “cassare” uno o più candidati.

democratellum

Democratellum, proporzionale piuttosto complicato

La ratio è, secondo i 5 stelle, quella di bilanciare l’effetto perverso e clientelare della preferenza con l’ostracismo. Di fatto l’elettore, sempre che non ci siano altre elezioni in contemporanea, si troverebbe a dover esprimere due voti di lista e otto diverse preferenze (due favorevoli e due contrarie per la Camera e altrettante per il Senato). Noi già tremiamo all’idea di doverlo spiegare al seggio alle nostre nonne.

Il sistema inoltre, non prevedendo le coalizioni, eviterebbe che “i partiti debbano annacquare la propria proposta elettorale a causa di alleanze tattiche obbligate”. Il problema è che, nonostante la correzione del proporzionale favorisca i partiti più grandi (soprattutto nelle circoscrizioni più piccole), quelle stesse (o peggiori) coalizioni potrebbero rendersi necessarie nella fase post voto a causa della mancanza di un vero premio di maggioranza e quindi della frammentazione politica del parlamento.

Il Democratellum, insomma, sembra avere difetti perfettamente speculari a quell’Italicum di cui ci siamo abbondantemente occupati, con l’aggravante di essere infinitamente più complicato del suo opposto. Nonostante ciò Renzi ha scelto di raccogliere la sfida di Grillo, riconoscendo forse il ruolo ormai subalterno di quel Berlusconi che fino a ieri sembrava un indispensabile stampella delle riforme. Serve inoltre considerare come in Forza Italia, ormai terza forza politica del Paese, non sia più visto di buon occhio l’Italicum, troppo forte il rischio di una vittoria al primo turno di Renzi come di rimanere fuori dal ballottaggio, troppo oneroso lo sforzo di ricompattare il centrodestra per provare un ultimo assalto al cielo.

Qualcuno avanza l’ipotesi che per il premier possa trattarsi di una trappola, ma vista la netta superiorità elettorale dimostrata dal PD alle ultime Europee, Grillo potrebbe aver scelto, per il momento, di accreditarsi come seconda forza politica del Paese e principale opposizione (costruttiva, se necessario) al Partitone renziano. Non è forse un caso che, dopo infiniti post contro l’ebetino di Firenze e il PD meno elle, ieri Grillo sia tornato a scagliarsi, con un post feroce, contro lo “psiconano”.

Ancora una volta, insomma, il futuro del Paese è affidato alle giravolte e ai coup de theatre dei due capi (sempre più assoluti) di PD e M5S. L’unica speranza è che dallo streaming possa nascere un fiore, ovvero che da due leggi elettorali francamente orribili partoriscano una mediazione quantomeno decente.

Immagini| formiche.net | tech.fanpage.it

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Quest'anno ho fatto il blogger, il copywriter, il cameriere, l'indoratore, il web designer, il dottorando in storia, il carpentiere, il bibliotecario. L'anno prossimo vorrei fare l'astronauta, il rapinatore, il cardiochirurgo, l'apicoltore, il ballerino e il giocatore di poker prof.
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