Gabriele D’Annunzio era una specie di fashion blogger

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d'annunzio moda

Poeta, drammaturgo, politico, militare. La poliedrica personalità di Gabriele D’Annunzio ha saputo lasciare un segno profondo nella storia e nella letteratura italiana. Noto soprattutto per le sue poesie e le sue imprese politico-militari, l’artista abruzzese ha intrapreso anche una meno nota, ma altrettanto florida, attività di giornalista di moda, con modalità estremamente contemporanee, che lo rendono quasi un antesignano di quei fashion blogger tanto influenti nella nostra era digitale.

Lo scrittore aveva già capito l’importanza di promuovere la moda attraverso i media e la fotografia, e aveva visto nella moda uno tra i linguaggi più innovativi del mondo moderno. Oggi assistiamo a processi molto simili, con blogger e influencer che si servono dei social network per promuovere un prodotto, per dettare tendenze o dare consigli.

L’attrazione di D’Annunzio per la moda, il lusso e il buon gusto è testimoniata dagli scritti giornalistici, nei quali il giovane poeta racconta riti e rituali della vita mondana romana su giornali come La Tribuna, La vita a Roma e Capitan Fracassa.

Analizzando questi testi, emerge una precisa e dettagliata rassegna di ogni outfit o abito sfoggiato dalle nobildonne romane durante feste, cerimonie ed eventi pubblici. Leggete, ad esempio, questo estratto da un articolo apparso nel 1885 su La Tribuna:

“Li abiti neri hanno questo di veramente buono: comportano tutti i gradi dell’eleganza. E inoltre piacciono moltissimo a noi. Vestiteci una donna di nero, e l’ameremo ardentissimamente:

1. Toilette per una signora giovane: costume di bison senz’altro ornamento che una trina di lana; piccola giacca di panno, tagliata a foggia maschile, cappello amazone di paglia nera ornato di un gran nodo;

2. Toilette per una signora non molto giovane: gonna di faille con tunica di merletto di lana, mantelletta corta fino a vita di velours frisè, oppure just au corps di taffetà lucidissimo velato di gaze brochée;

3. Toilette per visita o per carrozza: gonna di merletto con uno o più voltants, mantelletta scintillante di jais”.

Questo articolo avrebbe potuto benissimo intitolarsi una cosa tipo “Tre toilette nere per essere eleganti in ogni occasione”. Scritti come questo rendono D’Annunzio un precursore degli attuali fashion blogger. Ciò che dice il Vate rispetto a un outfit, o a un evento, viene infatti preso in grande considerazione.

Le donne seguivano spesso alla lettera i suoi consigli di stile, facendolo diventare un vero e proprio arbiter elegantiarum, un modello di raffinatezza, un uomo esteta dal buon gusto (il termine fu inventato per indicare lo scrittore Petronio alla corte di Nerone).

Il rapporto tra D’Annunzio, le donne e la moda non si fermava al giornalismo. Anche nel privato, il poeta si trasformava in una sorta di personal stylist, scegliendo le “vesti magiche” delle sue donne, da indossare per l’incontro o il ricevimento in programma. Proprio come fanno gli stylist di oggi, selezionando vestiti e accessori per le modelle durante le sfilate, oppure per i personaggi famosi nelle occasioni pubbliche.

Oltre che scrivere di abiti, e suggerirli ad amiche e amanti, D’Annunzio era anche collezionista d’abiti per sé. Voleva apparire adeguato in ogni situazione fino ad autodefinirsi, in una lettera all’editore milanese Emilio Trèves, un “animale di lusso”.

Il suo prezioso guardaroba è ancora oggi custodito nella casa Museo del Vittoriale a Gardone di Riviera. Si tratta di capi pregiati, giacche e completi di varie stoffe; gli accessori, scarpe, papillon, cravattini, potrebbero esser inseriti tranquillamente in una collezione di alta moda contemporanea.

Gabriele D’Annunzio è dunque senza dubbio un artista dotato di un talento straordinario, e un pioniere del giornalismo del fashion. Grazie a un linguaggio dettagliato, ricercato, e preciso, e al sapiente uso dell’ironia e del sarcasmo riesce a raggiungere i lettori in un modo che ancora oggi fa scuola.

Immagine | molisenetwork.net

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Laureando in Scienze dell'Informazione Editoriale, curioso per natura, esteta e attratto dall’universo moda e lusso, cerco sempre di essere informato sulle ultime tendenze. Pugliese nato e cresciuto a Bari, amo la mia terra e la bellezza del Made in Italy. In fondo la bellezza salverà il mondo, no?

2 Comments

  1. In disparte il mio amore per D’Annunzio, il tuo articolo è molto interessante per contenuti innovativi e ‘inediti’. Quel che è più encomiabile e che vale a distinguere il buon Gabriele da tutti/e fashion blogger/influencer del momento mi sembra la capacità di proiettare all’esterno la propria critica al costume e, con essa, i canoni approvati: semplificando, D’Annunzio proiettava il proprio gusto sia nel ‘giudicare’ il costume del periodo come indossato o non indossato dalle persone sia nell’abbigliarsi secondo quello che era non il suo ma LO stile; diversamente, i fashion blogger indossano quel che le case di moda richiedono o – anche al di fuori di queste ipotesi che ormai sono pressoché totali – quel che producono e che, in quanto tale, è considerato ‘di tendenza’. Difficile riconoscere lo stile in qualsiasi fashion blogger palesatasi tra il 2010 e oggi; è un modo di vestire che cambia a seconda di quel che si indossa, ed è ben lontano dalla versatilità.
    Spesso vedo sui social qualcuna/o di questi neofiti e penso: ma davvero piacerà loro quel che indossano? Per D’Annunzio non mi sarebbe mai sorto l’interrogativo o avrebbe comunque avuto risposta affermativa 😉
    Ciao!

  2. Salve ,
    la ringrazio per l’interesse apportato verso il mio articolo. Sicuramente quello di D’Annunzio era uno scrivere di stile di altri livelli e di altri tempi. La particolarità nel suo modo di scrivere è la capacità di esser un precursore di una moda che oggi spopola. Certo i contenuti d’annunziani sono imparagonabili, ma perché la società è cambiata e lo scopo è sempre quello di vendere, una perenne strategia di marketing.

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