Corbetta Little free library: intervista a Paolo Testori

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Corbetta Little free libraryDopo esserci occupati della Little free library Roma, la prima d’Italia, intervistando la sua fondatrice Giovanna Iorio ci trasferiamo oggi a Corbetta, comune di 18mila abitanti in provincia di Milano, per raccontare l’esperienza della Corbetta Little free library.

L’iniziativa è attiva dal giugno 2012, quando la Biblioteca Comunale della città ha posizionato la ormai nota casetta di legno nel giardino antistante l’edificio della biblioteca. A questa prima casetta se ne sono poi aggiunte altre in due frazioni di Corbetta, in modo da raggiungere anche zone più periferiche.

Il caso è ghiotto perché si tratta della prima esperienza di Little free library promossa da una biblioteca pubblica, perciò abbiamo intervistato il referente Paolo Testori, responsabile del Servizio Cultura e Biblioteca del Comune di Corbetta, proprio per capire come il servizio pubblico istituzionalizzato può coniugarsi con esperienze innovative, perseguendo lo stesso obiettivo della promozione della lettura e della socialità.

Paolo, sul vostro sito scrivete che la Corbetta Little free library è “la prima in assoluto di una biblioteca pubblica”. La prima al mondo o in Italia?

In Italia sicuramente. Credo anche al mondo, ma non abbiamo fatto il monitoraggio di tutte le 10mila Little free library.

Come mai avete deciso, per primi, di aprire una Little free library in biblioteca?

Perché riteniamo che la sensibilizzazione dei cittadini alla lettura e alla libera diffusione del libro passi anche da iniziative innovative che possano suscitare curiosità nei cittadini. In questo senso la Corbetta Little free library può essere considerata anche una mossa di marketing della biblioteca, ossia di promozione – attraverso iniziative diverse da quelle tradizionali – del suo ruolo e funzione di servizio pubblico per la diffusione del libro e della lettura.

Nella sua intervista Giovanna Iorio, fondatrice della prima Little free library in Italia, ha indicato nella capacità di ridurre le distanze tra libri e persone uno dei fattori per cui le Little free library possono integrare il ruolo della biblioteca pubblica. Come motivi dunque la presenza di una casetta di legno proprio davanti alla biblioteca? Non rischia di risultare ridondante?

Come dicevo si tratta in parte di un’operazione di marketing, ma ha anche un risvolto pratico: spesso non possiamo mettere a catalogo i libri donati alla biblioteca (perché doppi, datati, rovinati) e la Corbetta Little free library è un modo per recuperarli e farli circolare. Inoltre l’abbiamo inserita nella Carta dei Servizi come elemento di razionalizzazione del fenomeno del bookcrossing, che da noi ha assunto così una cornice strutturata.

Avete dei dati sull’utilizzo della Corbetta Little free library? Numero e profilo degli utenti, numero e tipo di libri scambiati…

No non ne abbiamo. Basandomi sull’osservazione posso tuttavia dire che il profilo degli utenti della Corbetta Little free library è molto vario, e va dai bambini ai pensionati. Anche la circolazione dei libri è buona, non rimangono sempre gli stessi. La maggior parte degli utenti sono già utilizzatori della biblioteca, ma conosco qualche caso personale in cui la casetta è servita come mezzo per attrarre qualcuno di nuovo.

Una cosa che ti dà soddisfazione dell’esperienza della Corbetta Little free library.

La Corbetta Little free library è utilizzata da tutti, c’è curiosità. Un dato significativo è che non è mai stata oggetto di atti vandalici, cosa che temevamo. Dà soddisfazione anche l’interesse che crea: hanno chiamato almeno altre cinque biblioteche italiane, i giornali, alcuni blog specializzati, e ora anche Le Nius!

In base alla tua esperienza, quali sono gli ingredienti per far funzionare al meglio una Little free library?

È molto importante la promozione nell’ambito di istituzioni come scuole, centri educativi, oratori, giardini condominiali, luoghi che possono essere facilmente controllabili, dove ci sono famiglie e bambini.

Quando ho conosciuto l’esperienza delle Little free library mi sono subito chiesto che rapporto potessero avere con le biblioteche pubbliche. Mi sono anche chiesto se non ci fosse un rischio di “concorrenza”. Ecco voi, da biblioteca pubblica che gestisce una Little free library, cosa potete dire in proposito?

Io penso che non siano in concorrenza, entrambe hanno l’obiettivo di promuovere la diffusione del libro, più iniziative ci sono meglio è. È un’integrazione, un arricchimento originale e innovativo.

Apriamo una finestra sugli aspetti sociali legati al fenomeno: secondo i suoi promotori la Little free library innesca processi socio-culturali benefici per gli individui e la collettività, facendo circolare cultura, favorendo la lettura e promuovendo la socialità. È tutto vero? Ci sono differenze rispetto ai risultati ottenuti su questo punto da una biblioteca pubblica tradizionale?

Sì è vero, iniziative come queste trasmettono l’idea che la biblioteca non è un luogo polveroso ma una realtà che promuove anche iniziative innovative e divertenti. Basta vedere come poi l’iniziativa si sia diffusa, tanto che abbiamo messo altre casette in due frazioni di Corbetta (Castellazzo e Cerello), e questo ha sicuramente una valenza socio-culturale.

Siete in qualche modo collegati con il movimento delle Little free library in Italia e nel mondo? Se sì, come e con che obiettivo?

Sì siamo collegati con il blog di Giovanna Iorio in Italia e abbiamo partecipato all’iniziativa del compleanno della sua casetta. Siamo poi registrati al registro ufficiale delle Little free library, quindi dagli Stati Uniti ci mandano newsletter e altre comunicazioni.

Infine, il futuro: quali prospettive per la Corbetta Little free library? Avete in mente altri progetti?

Al momento no, ma si potrebbero sviluppare collaborazioni con altre realtà presenti in Italia. Penso soprattutto ad altre biblioteche pubbliche con cui già siamo in contatto, magari si potrebbe organizzare qualche iniziativa assieme a chi possiede le Little free library.

Immagini | bibliocorbetta

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

1 Comment

  1. Bravi anche solo perché parlate di cosa accade in provincia!
    Già solo questa è un’operazione encomiabile ma fatta così è un gesto toccante, commovente… andate avanti, Corbetta è molto vicina a Inveruno, dai, non ci fate un servizio su Inveruno?

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