Come parlare di filosofia ai bambini? Il pensiero ludosofico

di

come parlare di filosofia ai bambini

In un mondo che insegue certezze come se certezze ce ne fossero, c’è chi invece pensa che la cosa che conta sia fare domande. Sono i bambini e i filosofi. Non solo loro, ma soprattutto loro. C’è poi chi di questa affinità elettiva ne ha fatto una ragione di vita partendo, naturalmente, da una domanda: come parlare di filosofia ai bambini?

Che la filosofia sia una roba importante, per cui vale la pena appassionarsi anche da bambini, lo ha certificato l’Unesco, che nel 2002 ha istituito la Giornata Mondiale della Filosofia, con queste motivazioni: la filosofia è una disciplina che da sempre incoraggia lo sviluppo di un pensiero critico ed indipendente contribuendo allo stesso tempo ad una migliore comprensione del mondo e richiamando ideali quali la tolleranza e la pace.

Da allora la Giornata Mondiale della Filosofia si celebra ogni anno il terzo giovedì di novembre. Nel 2016 cade il 17 novembre, che poi sarebbe oggi, almeno per me che scrivo, chissà se anche per te che leggi.

Ma in una giornata, cosa si potrà mai fare di una sola giornata? È questo che devono aver pensato i Ludosofici, che sono filosofi un po’ bambini che di una giornata non si sono accontentati. E la festa per la filosofia la fanno durare un mese intero.

I Ludosofici sono maestri di come parlare di filosofia ai bambini. Da sei anni raccontano concetti filosofici a bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni, e nel 2016 hanno fatto le cose in grande, trasformando i giorni in mesi o, per essere più precisi, ideando “il mese della filosofia”, con iniziative che riempiono l’Italia di domande stimolanti in questo mese così autunnale e malinconico.

Chi meglio di un ludosofico può quindi spiegarci come parlare di filosofia ai bambini? Abbiamo girato la domanda, e molte altre domande, a Francesco Mapelli, che dei Ludosofici è co-fondatore (e, peraltro, fa anche parte della redazione del blog che state leggendo).

Come parlare di filosofia ai bambini? Intervista ai Ludosofici

come parlare di filosofia ai bambini
Francesco alle prese con un laboratorio ludosofico

Ciao Francesco, andiamo subito sul filosofico: chi sei?

Domanda difficile. Pensa che quando lo chiedo ai bambini di solito ridono e mi dicono è facile rispondere. Ma io sono un tipo che non si accontenta del nome e immagino neanche tu. Ti risparmio tanti aspetti di me, ma ti dico che mi sono innamorato della filosofia già al primo anno di liceo e durante gli anni dell’università ho pensato che sarebbe stato importante portare un po’ di filosofia anche all’esterno. Ed è forse il motivo principale per cui con un’amica conosciuta proprio in università ho fondato l’associazione Ludosofici.

Se poi proprio vuoi saperne di più su questa domanda noi Ludosofici ci abbiamo pure scritto un libro! Si chiama “Tu chi sei?”, e lo trovi qui.

E che cos’è questa storia dei Ludosofici? Chi siete? Cosa fate? Perché lo fate?

I Ludosofici organizzano eventi e percorsi didattici utilizzando strumenti che provengono dal mondo della filosofia e della didattica dell’arte. Lavorano con i bambini invitandoli a pensare in modo autonomo, a guardare con occhi diversi la realtà circostante e a rapportarsi a nuove prospettive e punti di vista. Mettono da parte le parole e si fanno ispirare dall’arte, dalla musica, dai film, dalle stampanti 3D, dai colori, dalle foglie, dai palazzi, dalle fabbriche e dalle altre persone.

Lo facciamo in primis perché ci piace un sacco! Abbiamo iniziato più di sei anni fa a proporre laboratori didattici ispirati ai temi della filosofia. Fin da subito abbiamo avuto interessanti scambi e collaborazioni coi dipartimenti didattici di diversi musei: abbiamo lavorato subito col mondo dell’arte affascinati dalla capacità di alcuni artisti di rendere visibili concetti invisibili.

Oggi i Ludosofici si dedicano a progettare iniziative per la didattica e ci divertiamo sempre a sperimentare cose nuove. Lo facciamo spesso insieme a comuni, biblioteche, musei, festival, scuole e altre realtà sul territorio. Progettiamo anche laboratori per insegnanti, genitori, bibliotecari e operatori culturali in cerca di nuove domande. A Milano, ad esempio, ci siamo inventati il festival A spasso con Sofia per mostrare alle famiglie della città tutta la filosofia che abita le nostre piazze e i nostri palazzi.

E come lo fate? Voglio dire, mica facile parlare di filosofia ai bambini. O no?

Lo facciamo prendendo in prestito cose da altri mondi: dalla didattica dell’arte prendiamo il senso del laboratorio, imparare facendo. In un certo senso direi che parliamo meno di quanto si creda.
Giochiamo con le domande e offriamo ai bambini strumenti per smontarle, per capovolgerle, per scomporle in cerca di quella risposta che spesso non arriverà mai.

Nessuno ci resta troppo male perché da questo gioco di scomposizione, nascono tante nuove domande che rendono il mondo intorno, a partire da sé stessi, sicuramente più affascinante da esplorare.
Di cosa parliamo quando incontriamo i bambini? Ad esempio, abbiamo proposto attività sul significato di sé, sul senso del tempo, sulla percezione dello spazio, sull’infinito, sui numeri.

E i bambini la prendono bene?

I bambini ci seguono alla grande. Siamo fortunati perché facciamo filosofia con bambini dai 4 ai 18 anni. Pensa che pochi mesi fa, eravamo a Palazzo Marino, la casa del sindaco di Milano, con un gruppo di bambini eravamo nel pieno di un laboratorio ispirato alla città ideale, l’Utopia di Thomas More. Immagina questi bambini che decidono come pianificare la loro città spostandone fisicamente i pezzi che avevano appena preparato, Margherita sorride e dice: “ho capito perché nessun filosofo è riuscito a pensare ad una città ideale. È impossibile farlo da soli, bisogna deciderlo insieme!”

come parlare di filosofia ai bambini
Bambini esterrefatti di fronte alla magia della ludosofia

Tutti gli anni, a novembre, cade la Giornata Mondiale della Filosofia. Quest’anno voi Ludosofici ci date dentro coi festeggiamenti. Ci racconti cosa combinate in questo mese di novembre?

La Giornata Mondiale della Filosofia merita una certa visibilità, così abbiamo chiesto a Gallerie d’Italia e a Unesco di aiutarci a festeggiarla degnamente. Abbiamo deciso di eleggere novembre il mese della filosofia affinché la Giornata Unesco sia l’occasione per invitare tutte le scuole a frequentare il museo e l’arte in un modo nuovo, dal punto di vista particolare offerto dal pensiero filosofico.

Quest’anno siamo partiti in sordina con un’iniziativa pilota su tre territori diversi in Italia: Milano, Napoli e Vicenza. Ogni sede ha inserito nel suo catalogo una selezione speciale legata alla filosofia e curata dai Ludosofici.

Abbiamo strutturato un calendario di attività dedicato alle scuole elementari, medie e superiori per imparare a farsi domande e guardare il mondo con curiosità e senso critico.

I bambini e i ragazzi partecipano ad una visita molto particolare degli spazi museali: attraverso attività creative e momenti di gioco, i partecipanti vengono guidati in una riflessione su loro stessi, sul significato delle immagini e dei messaggi contenuti nelle opere.

Per i prossimi anni vorremmo rinnovare, sempre a novembre, l’invito a bambini e ragazzi delle scuole in percorsi ad hoc, dedicati al connubio tra arte e filosofia, nei diversi musei di tutta Italia per fare una super festa filosofica!

“Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare” diceva Aristotele. Insomma, Francesco, la filosofia è inevitabile?

Certo che sì: ci siamo immersi continuamente! Il bello è che la filosofia regala momenti di meraviglia e ci invita ad assecondare la nostra curiosità, la stessa che da bambini impegnava gran parte delle nostre giornate.

Segnala un errore

Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale (più info qui). Si gingilla a decifrare le trame della società, scartabellando dati e raggranellando storie. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

Commenta

Ultimi

Torna su