Clean Power Plan, il nuovo piano di Obama contro i cambiamenti climatici

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Clean Power Plan, il nuovo piano di Obama contro i cambiamenti climatici

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama sta per presentare in questo ore il suo piano d’azione contro i cambiamenti climatici. Secondo la stampa statunitense, il provvedimento conterrà la versione definitiva, e più incisiva, delle regole annunciate dall’Agenzia federale per la protezione dell’ambiente (Epa) nel 2012 e nel 2014. Ma che cosa prevede il nuovo piano?

1. Il primo tra gli obiettivi fissati, infatti, sarà quello di ridurre l’inquinamento provocato dalle centrali a carbone del 32% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Ad oggi il 40% dell’energia elettrica consumata negli Stati Uniti è ancora prodotta nelle centrali termoelettriche alimentate a carbone.

2. Raggiungere l’obiettivo del 28% di produzione da fonti rinnovabili entro il 2030, alzando l’asticella rispetto al 22% previsto nei piani precedenti.

3. Una campagna di sensibilizzazione sarà lanciata insieme al nuovo piano, in vista dei negoziati per un trattato internazionale per la riduzione dei gas a effetto serra in programma a dicembre a Parigi.

Barack Obama userà tutti i suoi poteri – tra cui quello di veto – per difendere i suoi impegni per la lotta ai cambiamenti climatici, nella testa del presidente sin dal primo discorso d’insediamento alla Casa Bianca nel 2008. In un’intervista rilasciata la settimana scorsa, Denis McDonough, chief of staff della Casa Bianca, aveva già evidenziato la volontà del presidente di di non retrocedere rispetto alle decisioni prese:

Se parliamo del Clean Power Plan, lasciatemi dire questo: noi non vogliamo tornare indietro. Attueremo misure stringenti e vincolanti. Se necessario useremo il potere di veto contro i tentativi ideologici di limitare le futura normativa per la lotta ai cambiamenti climatici. Andremo avanti in nome del popolo americano con la visione impostata dal Presidente Obama

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Il piano, atteso in questo ore, dovrebbe inoltre dare a stati e società elettriche un extra di due anni – fino al 2022 – prima dell’entrata in vigore dell’obbligatorietà del taglio delle emissioni. Il ritardo nella pubblicazione del piano, previsto nelle scorse settimane, è stato visto come un tentativo di disinnescare l’opposizione dei repubblicani e delle imprese energetiche. In particolar modo sono già sul piede di guerra gli stati produttori di carbone – West Virginia, Virginia, Wyoming, Texas, etc. – che hanno annunciato l’intenzione di riccorre alla Corte Suprema in opposizione alle nuove regole delineate dall’Environmental Protection Agency (EPA). In totale si prevedono che 25 stati si uniranno al ricorso. Va ricordato però come il 1 Aprile 2007, la Corte Suprema abbia già emesso una sentenza con cui si riconosce il diritto all’EPA di regolare le emissioni di biossido di carbonio, considerate inquinanti e dannose per la salute. Lo stesso vale per altre sostanze nocive e già limitate dal Clean Air Act.

In questo quadro va ricordato come sia in corso una confusa battaglia per le primarie, con il palazzinaro populista Donald Trump in testa tra i repubblicani davanti al moderato Jeb Bush e una dominante Hillary Clinton, sfidata a sinistra dal senatore socialista Bernie Sanders e, forse, perfino dal vicepresidente Joe Biden, e dunque la Casa Bianca impone misure concrete su cui i contendenti dovranno a forza dibattere e misurarsi. Obama sa che le metropoli, le coste del Pacifico e dell’Atlantico, base del partito democratico, saranno galvanizzate dall’annuncio, ed è consapevole che il settore più innovativo dell’economia americana, meccanica, chimica, energia comprese, ha ormai adottato il business verde come fonte di profitto, non spauracchio militante. Prodotti più efficienti, meno inquinanti, dalla traccia di carbone non greve, sono apprezzati dai consumatori e aprono un mercato florido, domestico ed internazionale, alle aziende. Il piano rafforza le speranze ed il ruolo degli Stati Uniti in vista della Conferenza delle Parti che si svolgerà a Parigi a Novembre.

Clean Power Plan, il nuovo piano di Obama contro i cambiamenti climatici

Prima della Conferenza, Obama presenterà l’iniziativa in un discorso che leggerà nella pittoresca Alaska, non lontano dal Circolo Polare Artico, per denunciare gli effetti tragici del cambiamento di clima. A settembre incontrerà Papa Francesco e ne condividerà l’agenda verde, rispetto dell’ambiente come comandamento etico non solo pratico. Il primo presidente afroamericano degli USA, discusso durante la sua presidenza per le troppe incertezze ed ambiguità, nel Congresso come nel mondo, sembra voler chiudere alla Casa Bianca come aveva cominciato: leader idealista e capace di ispirare. E l’Europa? Resterà a guardare, scontenta e spaccata, come per la crisi Greca, o saprà rigenerarsi?

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Fondatore di Climalia, prima società italiana di servizi climatici per la resilienza territoriale. Collabora con il Kyoto Club come responsabile della cooperazione internazionale e come esperto di politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. Consulente del Ministero dell’Ambiente, Acclimatise UK, AzzeroCO2 e Commissione Europea.

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