Cinema di Ringhiera, le culture si incontrano in cortile

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Egitto, Cina, Filippine, Sri Lanka, Bangladesh, Ecuador, Perù, Romania, El Salvador, Ucraina. Il globo intero sembra essersi dato appuntamento a Dergano, quartiere della periferia nord di Milano. Qui un abitante su tre è straniero. Una concentrazione eccezionale, se pensiamo che a livello nazionale gli stranieri sono circa l’8%. È questo il contesto, sfondo e protagonista al tempo stesso del progetto Cinema di Ringhiera.

Cinema di Ringhiera è figlio della straordinaria esperienza di Io sto con la sposa, film del 2014 che aveva documentato il viaggio da Milano alla Svezia di un gruppo di migranti siriani. Il film è stato un successo globale, con centinaia di proiezioni in tutti i continenti.

Proprio durante questo tour mondiale, la squadra di Io sto con la sposa ha modo di conoscere a fondo cinematografie a noi per lo più sconosciute, come quelle dei paesi maghrebini, africani, sudamericani. Una produzione cinematografica spesso di alto livello, che non ottiene però distribuzione in Italia.

È un peccato che gli italiani si perdano tutto questo fermento.

dice convinta Alessia Bellarosa, una delle promotrici del Cinema di Ringhiera, che ha raccontato a Le Nius genesi, sviluppo e vision del progetto ideato da Antonio Augugliaro, già regista di Io sto con la sposa.

Alessia, cos’è Cinema di Ringhiera?

Cinema di Ringhiera è un progetto della società di produzione Gina Films, nata sulla scia del successo di Io sto con la sposa, in collaborazione con l’associazione Asnada. Asnada è una particolare scuola di italiano per stranieri, basata sull’idea che imparare l’italiano è importante almeno tanto quanto conservare e valorizzare le lingue di origine delle persone immigrate, un patrimonio che può anzi essere utilizzato per creare ponti, mettere in contatto le persone tra di loro. Al progetto collabora anche la compagnia teatrale Nuvole in Tasca, che prima delle proiezioni mette in scena alcuni racconti in doppia lingua curati da Asnada.

Cinema di Ringhiera è sostanzialmente un ciclo di proiezioni cinematografiche che si tiene nei cortili del quartiere di Dergano dal 28 maggio al 18 giugno 2016, ma è anche molto di più.

Sì, è molto di più. È una visione del mondo e al tempo stesso un nuovo servizio. L’interesse principale di Cinema di Ringhiera non è solo il cinema in sé, ma il cinema come mezzo per promuovere conoscenza e scambio tra persone e culture. Crediamo che il discorso sulle migrazioni debba spostarsi sul piano culturale, e non essere considerato solo un tema sociale a cui rispondere con servizi di assistenza sociale o economica. Il discorso culturale consente di abbracciare un noi che comprende tutti, non separare un noi che aiutiamo da un loro che vengono aiutati e che comunque rimangono un’altra cosa.

Cinema di Ringhiera è anche l’alba di un nuovo servizio. Conosciamo moltissime persone immigrate che nei loro paesi frequentavano il cinema e che ora scaricano molti film prodotti nei loro paesi, ma è un ambito di consumo privato, che non ha dimensione pubblica. Non c’è un cinema per i tanti stranieri residenti a Milano e in Italia, che trasmetta film stranieri in lingua originale. Per questo Cinema di Ringhiera è un servizio che manca e che speriamo si possa sviluppare.

cinema di ringhiera

Come avete scelto i film che verranno proiettati? Avete coinvolto le comunità di immigrati presenti nel quartiere?

Abbiamo scelto sei film rappresentativi di sei tra le comunità più numerose del quartiere. La scelta dei film è stata fatta con le persone delle comunità che abitano il quartiere, in modo che avessero un significato per loro, che potessero scegliere un film con cui presentarsi alle altre comunità. Questo lavoro è il vero valore aggiunto del progetto, la preparazione della serata è quasi più importante della serata stessa. Noi promotori del progetto, o almeno alcuni di noi, abitiamo a Dergano, e conosciamo molto bene il quartiere e le persone che lo abitano, comprese le persone e le comunità straniere.

Abbiamo inoltre tenuto un tema di fondo, che è la famiglia. La famiglia è un tema che unisce, che crea legami immediati a tutte le latitudini. È un tema anche spinoso, certo per noi la famiglia è un concetto molto allargato, che comprende tutte le esperienze di famiglia.

E questa storia della ringhiera?

Le case di ringhiera sono modalità abitative molto diffuse a Milano (che, cari lettori, hanno fecondato anche la nascita di Le Nius, ndr). Le case di ringhiera ruotano attorno al cortile come luogo dove le famiglie si incontravano, si aiutavano a vicenda, come luogo dove avveniva lo scambio. Parlo al passato perché ora è più difficile che i cortili siano vissuti in questo modo. Ecco, Cinema di Ringhiera si propone anche di restituire ai cortili questa funzione così spiccatamente sociale.

Dergano in questo senso è un quartiere molto significativo. Le case di ringhiera hanno ancora una presenza importante, ed è abitato da un mix sociale davvero intrigante: ci sono molti stranieri e molti italiani del sud immigrati per lavorare nelle fabbriche della zona. Ci sono però anche molti milanesi e, più in generale, molte situazioni e caratteristiche tipiche della vecchia Milano, come le botteghe artigiane e, appunto, le case di ringhiera.

Cinema di Ringhiera dura una ventina di giorni. E poi, c’è un poi?

Sì, stiamo lavorando per dare continuità al progetto, per farlo diventare, come dicevo prima, un vero e proprio servizio. Vorremmo che il cinema, e più in generale le occasioni di scambio interculturale, si consolidino come prassi di lavoro in tema di migrazioni. Milano è ormai una città multiculturale a tutti gli effetti: che facciamo allora, rimaniamo ognuno nel proprio guscio o approfittiamo di questa ricchezza?

Qui il programma del Cinema di Ringhiera

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale (più info qui). Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

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