Se tu non me voi bene: la Roma, tipo la vigilia di Natale

di
cesena-roma
@asroma

Cesena-Roma 0-1

Reti: De Rossi 41′ pt.
Ammoniti: Capelli, Lucchini, Mudingayi (Cesena) Ucan, De Rossi (Roma). Recupero 1’pt – 3’st.
Condizioni climatiche: cielo coperto, temperatura intorno ai 9 gradi.
Per chi ha fretta, per la cronaca e per gli almanacchi questo è quello che c’è da sapere su Cesena-Roma.

Per chi ha cinque minuti di tempo, invece, vorrei parlare di altro:

i tatuaggi fallici di Myley Cyrus, l’Isola dei famosi che entra nel vivo, Barbara D’Urso che intervista vecchi, Massimo Giletti in quanto se stesso, il Fatto Quotidiano e Libero ogni mattina in edicola, il traffico sulla via del mare a orari impensabili, chi litiga sui social network, il gossip su twitter, i gatti su facebook, le tette decadenti su instagram, la trepidante attesa per Il Volo all’Eurovision song contest, Maria apro la busta, anzi no non apro la busta, boh non lo so ci dovrei pensare, tatuaggio colorato sì, tatuaggio colorato no, la crisi Stefano-Belen, la vera storia dell’Amatriciana, il miglior kebabbaro de Roma, gli avvocati che dicono “ti aspetto a studio qui in Prati”, la gente che mi contatta in privato e mi dice che sono un pessimo imitatore di Kansas City 1927, la gente che mi contatta in privato e mi dice “te parli daaroma ma non ce vai tanto allo stadio eh?!”, cercare di spiegare a mio cuginetto perché la Lazio sull’album Panini dovrebbe essere attaccata a testa in giù e sul perché loro lo fanno con la Roma, la mia collezione di mini figures Lego e il loro scarso successo nella frase “vuoi salire a vedere la mia collezione di mini figures della Lego?” quando esco con una donna, del perché dopo i trenta il latte caldo inizia a essere indigesto e del perché mi piace fare colazione con latte freddo e caffè caldo, della deriva dei continenti e della tangenziale che unisce Roma Sud a Roma Nord, del nuovo film di Muccino Silvio, del prossimo film di Muccino Gabriele e dei film di Castellitto tratti da libri della Mazzantini…

Di queste e di tante altre cose inquadrabili nella fascia di attenzione livello sticazzi vorrei parlarvi, per non dover parlare della CRISI. Della Roma. E infatti non lo farò. Perché io al contrario di molti non ho risposte, non ho soluzioni, non ho spiegazioni. Io sono solo quello che sta nell’angolo delle feste con una mano in tasca e un bicchiere di birra nell’altra, che fa il vago e guarda i titoli sulle librerie in attesa che arrivi un’ora accettabile per poter andar via.

cesena-roma
@MicdeF

Tipo la vigilia di Natale. Quando cominci a friggere, non quando scarti i regali

A me due anni fa è crollato il mondo intorno, un mondo che mi ero costruito e che mi piaceva pure, guarda che te dico. Forse più che crollare è proprio mancato per un attimo il pavimento da sotto i piedi, e il botto è stato grosso. Tipo BOOOM.
Ma questi so’ cazzi miei. È solo per dire che si campa di emozioni, belle e brutte. E che gli eventi una volta elaborati devono tornare a occupare il giusto spazio dentro la propria memoria interna. Il titolo di questa rubrica non è casuale: (e che me dà coraggio) Se tu non me voi bene. Perché è questo banalmente, per me, la Roma. Un motore interno che muove e smuove. Che a volte dà un senso alle cose come un deus ex machina che mette una pezza là dove una vita normale non riesce a mettercela.

Perché c’è sempre un campionato che ricomincia e c’è sempre mio padre che a luglio se sente campione d’Italia e che mi chiama dopo le partite e dice solo: ‘mbè? hai visto? Sempre. Che si tratti di una sconfitta lancinante o di una vittoria trionfale; quando ero ragazzino il programma era: magnamo le fettuccine de mamma e poi ce sta la Roma.

Ché “la Roma” era un concetto esteso, un’attesa tipo sabato del villaggio, tipo la vigilia senza pensare ancora al Natale: il momento in cui cominci a frigge, per capirci, e non quando scarti i regali. Era l’evento in sé a fare la giornata. Come finiva, poi, erano dettagli. Nick Hornby dice che la magia del calcio sta nel fatto che c’è sempre una seconda chance. Che c’è sempre un campionato da ricominciare. Che puoi dimenticare in fretta e provare così a ricostruire qualcosa. A noi servirebbe questa visione e un po’ di memoria in più. Il giusto pizzico per distinguere tra ricordo bello o brutto. Cicatrice o lacrimuccia. Chi siamo e chi siamo stati. E poi si ricomincia. In ogni caso. Sapendo sempre che c’è Lei dentro a darmi coraggio, se tu non me vorrai più bene.
O per dirla alla maniera di mio padre:

Stasera gioca la Roma, chissà mamma che ce prepara per cena.

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Anche noto come Coso. Classe 1981, attualmente in vita. Nasce brutto e povero e non potendosi permettere di cambiare vita chirurgicamente è costretto a vendere il suo corpo al giornalismo, ma nessuno se lo compra. Casca, si rialza, non se rompe. È tipo il pongo. Scrive cose, fa lavatrici.

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