Cercare casa: una tipologia semiseria di agenti e acquirenti

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cercare casaSe di recente vi è capitato di cercare casa, allora avete conosciuto l’ebbrezza del gioco d’azzardo a carte completamente coperte. Le regole sono chiare e i bluff sono dietro la porta: il proprietario della casa stabilisce il prezzo di partenza, che di solito consiste in una cifra enormemente più alta del valore reale; quindi, tramite un’agenzia, il potenziale acquirente fa un’offerta, di solito basata su percezioni o su informazioni incomplete, oppure ascoltando gli amici, da poco usciti più o meno vittoriosamente dal giro, che dicono che bisogna ribassare di almeno il 30%.

Dal punto di vista di chi è alla ricerca, cercare casa è un dispendio di energie e tempo enorme: niente più cinema in prima serata o birrette con gli amici, perché ci sono gli appuntamenti dopolavoro con gli agenti immobiliari, che peraltro possiedono un potere magico tutto loro: lo splendido trilocale con terrazzo proposto al telefono si trasformerà alla vista in un bilocale da riadattare.

Nel valzer delle compravendite, è facile sia per chi cerca casa sia per chi la offre finire in alcune categorie specifiche. Vediamo quali.

Cercare casa: i 3 acquirenti tipo

1. Il Professionista. Alle visite si munisce di tabella a doppia entrata per appuntarsi le caratteristiche di ogni immobile (metratura, spese condominiali, misure catastali ecc.) e la sera riporta tutti i dati su un foglio excel, producendo indicatori complessi e un voto di sintesi per ogni casa.

2. L’Abitudinario. Fa sempre le stesse domande, perché in realtà non vuole comprare, semplicemente gli piace curiosare nelle case altrui, oppure ha solo il problema di come passare il tempo. È anche la tipologia di quelli che cercano casa da anni, a volte decenni, è diventato una specie di hobby, quasi una dipendenza.

3. L’Incubo degli agenti. Lui sì che ha fretta, gli si sta allargando la famiglia ed è già in ritardo, è uno di quelli che cerca l’ampio trilocale con terrazzo ma che vuole spendere poco, fa offerte al super ribasso e subissa gli agenti immobiliari di domande sibilline per scovare possibili inganni o malfunzionamenti.

Cercare casa: i 2 agenti tipo

1. Il Trasandato. Si presenta senza cravatta, ti descrive le case omettendo i fronzoli e sembra che non gli importi troppo di vendere. Dà subito del tu e fa domande a volte indiscrete sulla composizione della tua famiglia, sui figli, su dove passi le vacanze. Poi porta la sua esperienza di padre e/o marito entrando in particolari imbarazzanti. Mi sono sempre chiesto se sia una tecnica per risultare simpatico e quindi vendere con facilità.

2. Il Sicuro di sé. È il tipo più frequente, di solito ben vestito e laccato, usa termini da manuale e fa passare avanti le donne. È agguerrito e si è studiato con precisione le caratteristiche degli immobili, ma basta che gli facciate una domanda fuori dagli schemi e si perde in un bicchier d’acqua.

In poche parole cercare casa è un secondo lavoro e in alcuni casi può diventare un incubo. È una cosa seria che va affrontata con una certa leggerezza di spirito, sapendo che bisogna vedere almeno una cinquantina di case prima di trovare quella giusta, il che significa un buon numero di agenti da conoscere, una gran mole di informazioni da raccogliere, una montagna di fogli excel da compilare, niente cinema e niente birrette con gli amici.

Si dice che la casa di proprietà sia una specie di must per noi italiani, che preferiamo pagare le rate del mutuo piuttosto che l’affitto. Ci dona prestigio, ci fa sentire più stabili, anche se in fondo è un tetto sotto cui trascorrere parte della nostra vita, che un domani può cambiare, facendoci piombare in un baleno nella categoria di chi la casa cerca di venderla, categoria che qui, per non tediare oltremodo, non ho descritto. Ma in breve sono quelli che la sera devono stare a guardare agenti e potenziali compratori che pascolano in casa propria. E allora niente cinema, niente birrette…

Immagine | Eduardo Gaviña

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Vive a Milano, si occupa di progetti per l'infanzia in Italia, è appassionato di economia civile, cucinare lo rilassa e non scriverà mai di calcio. Finora ha avuto la fortuna di viaggiare molto, crede sia un grande privilegio. Da quasi dieci anni la mattina scrive i suoi sogni su un quaderno.

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