Calciomercato, quando il colpaccio vale pochi euro: top 5 video

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@calciocatania
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Nel 2015 la sentenza Bosman compirà vent’anni. Due decenni da una rivoluzione che ha consentito agli operatori del calcio di mettere a segno colpi clamorosi senza sborsare un euro per il cartellino, ma con il contraccolpo di dover pagare ingaggi faraonici ai giocatori svincolati. Pochi anni dopo è cominciato il declino del calcio italiano, che una volta finite le risorse si è dovuto arrangiare spesso ricorrendo ai parametri zero, ai calciatori in rampa di lancio o a quelli in cerca di riscatto. Vi offriamo cinque esempi di come i nostri club, spesso bistrattati per aver dato corda a un’esasperata esterofilia, hanno talvolta trovato l’oro dove altri pensavano di vedere ferro.

Calciomercato, quando il colpaccio vale pochi euro: top 5 video

5 – Marquinhos (Roma); uno dei motivi per cui Zeman, sotto sotto, non ha proprio fallito nella capitale. Ha valorizzato Lamela, venduto a cifre mostruose, e il brasiliano finito nel ricco Paris Saint Germain dietro pagamento di 31 milioni di euro. Un anno prima era stato acquistato a 4 milioni e mezzo complessivi, tra prestito e riscatto. Un classe ’94 in mezzo a una squadra con un baricentro altissimo, la situazione peggiore per un difensore centrale. Marquinhos è diventato una stella, tanto che il Barcellona ha provato più volte a strapparlo agli sceicchi. Non ce l’ha fatta, eppure Blanc sta concedendo spazio solo a tratti al brasiliano. Per conto nostro, è decisamente più continuo di David Luiz e se il ricciolo compagno d’avventura di Thiago Silva si spostasse a centrocampo il Psg avrebbe una diga quasi insuperabile davanti alla porta. https://www.youtube.com/watch?v=4asxegN9vLE 4 – Nocerino (Milan); acquistato per 500.000 euro, è stato un colpaccio per una sola stagione ma lo è stato. Undici gol in stagione, bottino super per un centrocampista di contenimento. Perfetto complemento di Ibrahimovic, grazie alla rapidità negli inserimenti, senza lo svedese si è perso per strada, lasciando i rossoneri e tornando oggi in Serie A nelle file del Torino. La stagione 2011/2012 è anche quella che gli permette di conquistare una finale nei campionati europei, persa contro la Spagna. https://www.youtube.com/watch?v=IHSkvBK50vw 3 – Immobile (Torino); l’unico rammarico del Torino, che si è trovato in casa il bomber principe del campionato quasi per caso, è che un titolo da capocannoniere poteva essere valorizzato meglio. Venti milioni, divisi a metà con la Juventus, sono meno di quanto altri avrebbero potuto chiedere. Un anno fa, però, in pochi avrebbero potuto pensare a una tale valorizzazione. Immobile valeva 2,75 milioni per la comproprietà, prima di segnare ventidue gol in A. Veniva da un’annata in cui le reti erano state cinque, con frequenti dissidi con i tifosi del Genoa. https://www.youtube.com/watch?v=hVjo_Jqpogc 2 – Barzagli (Juventus); non sarà un giocatore da Fantacalcio (quella nel video di seguito è la sua unica rete in campionato dal 2011), ma per i bianconeri è una colonna. Un pilastro acquistato a 600mila euro perché in rotta di collisione con il Wolfsburg, squadra con cui ha conquistato una Bundesliga. A Palermo qualcosa aveva dimostrato, tanto da entrare nel gruppo azzurro campione del mondo nel 2006. Un ruolo da comprimario, non da protagonista come quello che Barzagli si è costruito negli anni a Torino e in nazionale. Oggi gli infortuni lo hanno reso meno competitivo di un tempo e Conte si è spesso affidato a Caceres, lo scorso anno, per sostituirlo. Dovrà riprendersi dopo un lungo stop. Anche se non riuscisse a farlo resterebbe un colpo da novanta acquistato a prezzo stracciato. https://www.youtube.com/watch?v=kUAfSROFryI 1 – Cambiasso (Inter); dieci anni in nerazzurro e un palmares pieno di trofei. Doveva essere il vice-Davids, è diventato un simbolo dell’Inter vincente di Mancini e Mourinho. Poche volte, su un campo di calcio, si è visto un calciatore con un’intelligenza tale. Insieme a Zanetti, Samuel e Milito ha chiuso l’avventura all’Inter lo scorso maggio, alla scadenza del contratto. Lascia un’eredità pesante, nonostante negli ultimi tempi avesse perso un pizzico di brillantezza. Potrebbe tornare da dirigente, a dispensare quella conoscenza del gioco in grado di trasformare un buon giocatore in un campione. All’Inter verrà ricordato anche per come festeggiava i molti titoli vinti: con la maglia numero 3 di Giacinto Facchetti, regalatagli dal figlio del gigante di Treviglio per averlo ricordato pochi giorno dopo la sua scomparsa. Cambiasso aveva appena siglato una doppietta alla Fiorentina. https://www.youtube.com/watch?v=Ux4R73nBG_U

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Realizzatore di sogni parzialmente mancato, giornalista sportivo riuscito. Segno che qualcosa è andato per il verso giusto, dai venti in poi. Sostenitore convinto della necessità di pensare e divulgare, meglio se in un pub, peggio se in discoteca. Scrittore per diletto, con la fortuna di vivere del mio lavoro.

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