Calciomercato Juve, l’analisi: intervista a Romeo Agresti

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Calciomercato Juve – Gli ultimi giorni di calciomercato sono stati molto turbolenti in casa Juve. Tra operazioni saltate all’ultimo, cessioni impreviste e arrivi improbabili solo pochi giorni prima. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Romeo Agresti, giornalista di Goal.com. Uno che l’ambiente bianconero lo conosce molto bene. 

Iniziamo dal caso più spinoso del mercato bianconero. Raccontaci cos’è successo con Draxler. Era fatta ma è saltato tutto sul più bello. Il giocatore e l’agente hanno fatto il doppio gioco?
“Premetto: nel mercato non esiste la verità assoluta. È una materia a dir poco volubile. Lo scorso sabato, secondo le informazioni in mio possesso, la Juventus per diverse ore ha maturato la convinzione di avere Julian Draxler in mano. Perché? Semplice: lo Schalke 04 aveva accettato la proposta dei bianconeri – 26 milioni più 6 di bonus –, successivamente è successo qualcosa di inaspettato, ovvero l’inserimento del Wolfsburg. I Lupi, forti delle cessioni di Perisic all’Inter e soprattutto di De Bruyne al Manchester City, hanno potuto fare la voce grossa; facendo saltare il banco al fotofinish. Non ha retto, in pratica, l’asse Draxler-Juventus”.
 
La Juventus si è ritrovata a cercare il giocatore che l’allenatore chiede da un anno a fine mercato: gestione della vicenda completamente sbagliata? Come valuti l’assenza di un vero piano B?
“Sicuramente quando non centri l’obiettivo primario, ovviamente, sotto il profilo mediatico ne paghi le conseguenze. Subentrano, tuttavia, tanti fattori. Impossibile conoscere l’intera dinamica della vicenda. Ci dobbiamo fidare di fonti e sesto senso giornalistico. Tuttavia, però, è palese che qualcosa sia andato storto”.

Quando nasce l’interesse per Hernanes? Pensi che Allegri lo utilizzerà anche come regista basso?
“La Juventus nel 2012 ha tentato concretamente di prendere Hernanes dalla Lazio. Quindi, seguendo questa chiave di lettura, possiamo ritenerlo un interessamento datato. In corso Galileo Ferraris, parallelamente all’operazione Draxler, hanno anche pensato di fare sul serio per Axel Witsel dello Zenit. Ma poi, alla fine, credo che Allegri abbia spinto in prima persona per il Profeta brasiliano: può giocare dietro le punte, davanti alla difesa e anche come mezzala. Non è poco”.

Capitolo Coman. Allegri in conferenza sembrava parecchio infastidito dal comportamento del giocatore. Il francesino ha spinto per la cessione oppure la società ha ritenuto giusto cederlo davanti ad una simile proposta?
“Credo che la Juventus abbia valutato il doppio binomio: aspetto tecnico e offerta. Oggi è impossibile rispondere a questa domanda, solamente il tempo sancirà la bravura o della Juventus o del Bayern Monaco, sicuramente non mi sarei mai aspettato – soprattutto dopo due partite da titolare – che Coman partisse”.

In molti sono rimasti colpiti dall’operazione Alex Sandro. Non si vede tutti i giorni la Juventus pagare un terzino 26 milioni. Da quanto tempo i bianconeri erano sulle sue tracce e come si è sviluppata la trattativa?
“La Juventus ha dovuto alzare il tiro. Se il giocatore fosse andato in scadenza, probabilmente, sarebbe andato a guadagnare soldoni al Manchester City. Gli scout della Juventus hanno seguito Alex Sandro per parecchio tempo. In Portogallo e in Champions League”.

Dybala deve giocare punta? Per alcuni può giocare alle spalle degli attaccanti o più defilato sulla fascia in un attacco a tre. Come credi verrà impiegato?
“Dybala per me è una seconda punta, deve giocare vicino alla porta, non è un caso che abbia già segnato due reti da quando veste la casacca bianconera. Con l’ordine di Marchisio e le geometrie di Hernanes, senza grandi dubbi, l’argentino potrà trovare la conclusione con maggiore continuità. Presente e futuro della Juventus”.

Zaza è un pupillo di Paratici, questo lo sappiamo. Ha la fiducia anche dell’allenatore? Non sembra godere di particolare considerazione.
“Zaza, praticamente, nei giorni scorsi è stato ceduto al West Ham in prestito oneroso con diritto di riscatto. Il giocatore, tuttavia, ha preferito giocarsi le sue carte a Torino. Le dinamiche del mercato cambiano rapidamente, alla fine se n’è andato Llorente, ma sarebbe sbagliato dire che la Juventus non abbia maturato qualche dubbio sull’ex Sassuolo. Se vuole conquistare una convocazione per Euro 2016, d’altro canto, dovrà lottare e dimostrare tutto il suo valore”.

Cosa aspettarci in questa stagione da Rugani? Quante presenze credi possa fare?
“Il suo entourage si aspetta 20 partite. Vedremo. La concorrenza è delle più agguerrite”.

Un tuo giudizio sul modo di operare della Juventus. I tifosi si dividono tra pro e contro Marotta. Tu che vivi quotidianamente l’ambiente che idea ti sei fatto?
“Otto trofei e una finale di Champions League. Io credo che nel calcio parlino i fatti. L’era Andrea Agnelli si sta rivelando estremamente proficua. Grazie anche al contributo di Marotta, Paratici e tutti gli altri dirigenti che compongono l’Area Sportiva. Certo, potremmo per ore analizzare ogni singola operazione messa a segno dall’attuale management bianconero, ma la sostanza non cambierebbe: finora hanno avuto ragione loro. Bacheca”.

Per quanto riguarda il settore giovanile, ci puoi dire i movimenti più interessanti di questa sessione?
“Poca roba. La Primavera ha deciso di tenere i suoi pezzi pregiati come Romagna e Vitale. Puntano molto sulle promozioni effettuate dagli Allievi Nazionali. E, a proposito dei ragazzi di Felice Tufano, occhio a Filippo Marricchi – portierino preso dalla Ternana – il ragazzo promette davvero bene”.

La tua carriera procede a gonfie vele, sei partito dal basso e da qualche anno sei ritenuto il più grande esperto di mercato bianconero. Vieni seguito quotidianamente da juventini di tutto mondo. Sei consapevole di essere ormai una certezza assoluta e di godere di tanta stima?
“Quotidianamente cerco di profondere il massimo impegno. Un percorso di crescita passa attraverso gli errori, ne commetto ancora troppi. I mostri sacri sono altri”.

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Tendenzialmente nerd, i Big Data come pane quotidiano. Credo nel 4-3-3 e nelle serate con tanta birra. Prima o poi mollerò tutto per aprire un ristorante. Italo serbo o serbo italo, non lo so nemmeno io. Orgoglioso di entrambe le nazionalità. Vivo connesso.

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