Brodo di giuggiole: esiste davvero ad Arquà Petrarca

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brodo di giuggiole Arquà Petrarca
@dueinsella.com

Siete mai andati in brodo di giuggiole davanti a qualcuno o qualcosa? Ossia, vi siete mai trovati in quello stato di grazia che sembra racchiudere in sé tutta la dolcezza del mondo, come se aveste appena bevuto un buon bicchiere di brodo di giuggiole?

Eh già, perché il brodo di giuggiole non è solo un modo di dire, ma esiste davvero. Per saperne di più bisogna viaggiare fino ad Arquà Petrarca, in provincia di Padova, nei Colli Euganei.

Arquà Petrarca, il borgo che ha fatto andare in brodo di giuggiole anche l’Unesco

Brodo di giuggiole Arquà Petrarca Oratorio della S.S. Trinità
@Cristina Giuntini

E come avrebbe potuto essere altrimenti? Arquà Petrarca è, a buon diritto, uno dei Borghi più Belli d’Italia e dal 2011 fa parte anche del Patrimonio Culturale dell’Unesco. Il paese ha un’origine antichissima (vi sono ritrovamenti relativi all’Età del Bronzo) e una struttura medievale su due livelli: il Borgo di Sopra e il Borgo di Sotto. Anche se piccolo, è uno splendore per le sue stradine, le case in pietra e le chiese che lo popolano.

Due fra tutte: la Chiesa di Santa Maria Assunta, dove si tennero i funerali del Petrarca e l’Oratorio della S.S. Trinità, molto caro al poeta, con la caratteristica torre campanaria dalla base allargata. Un piccolo gioiello estremamente suggestivo, adatto a passeggiate culturali e molto romantiche.

Il paese e Francesco Petrarca

Chiare, fresche et dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna

Chi va in brodo di giuggiole davanti alla poesia probabilmente saprà che Arquà Petrarca non è il luogo natale dell’immenso poeta. Infatti Francesco Petrarca, l’illustre autore del Canzoniere con le sue immortali liriche dedicate all’amata Laura, era originario di Arezzo.

brodo di giuggiole casa del Petrarca Arquà Petrarca
@collieuganei.it

Fu solo in tarda età, probabilmente verso i 60 anni, che Petrarca conobbe il borgo che avrebbe preso il suo nome. Si dice che si trovasse in cura presso la vicina Abano Terme e che circa cinque anni dopo abbia ricevuto in dono dal padre la casa di Arquà, nella quale visse, alternando soggiorni a Padova, fino alla morte.

Obbligatorio, quindi, visitare la casa del Petrarca, ma anche la sua fontana e, ovviamente, rendere omaggio alla sua tomba, magari con in mano una copia del Canzoniere per ripassare ancora una volta quei versi d’amore che l’hanno consegnato all’eterna memoria di intellettuali e innamorati.

Ma cos’è il brodo di giuggiole?

brodo di giuggiole
@Cristina Giuntini

Eh già: a forza di parlare di poesia stavamo dimenticando il protagonista del nostro articolo! Per chi non le conosce, le giuggiole sono un frutto dolce dall’aspetto di olive di colore scarlatto. La consistenza è quella più o meno di una pesca.

La loro produzione è di solito molto limitata, ma ad Arquà Petrarca se ne trovano in abbondanza: per questo, proprio qui viene distillato il cosiddetto brodo di giuggiole, un particolare liquore talmente dolce da lasciare completamente estasiato chi lo assaggia. Da qui nasce, appunto, il modo di dire andare in brodo di giuggiole.

Ma ad Arquà Petrarca non troverete solo liquore: potrete acquistare marmellate, giuggiolotti (deliziosi cioccolatini ripieni di brodo di giuggiole), torte, biscotti e perfino prodotti cosmetici a base di brodo di giuggiole, in grado di mandare in sollucchero qualsiasi donna!

Un giro nei dintorni

brodo di giuggiole Cittadella
@Cristina Giuntini

Se volete andare in brodo di giuggiole davanti a un altro bellissimo borgo arrivate fino a Cittadella, a circa un’ora di distanza in auto. Si tratta di una città medievale completamente fortificata che è possibile visitare compiendo il giro completo delle mura oppure osservandola dal basso, girando per le sue strade. Interessanti il Duomo, con la Pinacoteca, e la Torre di Malta con il Museo Archeologico. Il borgo di Cittadella è facilmente accessibile alle auto e se pensate di fermarvi a dormire qui vi consiglio il piccolo ma delizioso B&B Ai Fiori, poco fuori dal centro ma veramente confortevole e dall’atmosfera piacevole e suggestiva. Per un’ottima cena, potete provare il ristorante Taverna degli Artisti. E non dimenticate di ordinare i bigoli, la pasta tipica di queste regioni!

Come si arriva al brodo di giuggiole?

È il caso di ripetersi: quando si gira per borghi e borghetti, a meno che non si abbiano la voglia e l’energia per un lungo, faticoso, ma rilassante viaggio in bicicletta, il mezzo da usare è l’automobile. Deve comunque trattarsi di un mezzo privato: giostrarsi fra treni e bus locali è davvero troppo complicato e rischiereste di impiegare gran parte del tempo negli spostamenti. Certo, si può andare in brodo di giuggiole anche davanti al paesaggio, ma arrivare a sera per trovare la porta della casa del Petrarca sprangata e i giuggiolotti che vi guardano malinconici dalla vetrina del negozio ormai chiuso non sarebbe una gran bella esperienza: meglio evitarla.

Buon brodo di giuggiole a tutti!

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Fiorentina per nascita, pratese per residenza, cittadina del mondo per vocazione. Ama viaggiare, studiare le lingue, scrivere racconti, cantare, ballare, la musica, il teatro, i musei, l’arte. Scrive per ogaeitaly.net e recensisce libri per sololibri.net. Il suo peggior difetto è essere curiosa della vita. O è un pregio?

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