Boca-River, la sfida infinita

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boca-riverNel 1966, con tre decenni di anticipo sulla Uefa, la Conmebol decide di allargare la partecipazione alla Copa Libertadores alle squadre che sono arrivate seconde nei rispettivi campionati; la proposta è del presidente del Peñarol, subito accusato di voler garantire così il duopolio delle due grandi squadre uruguaiane. La storia avrebbe poi dato ragione a Washington Cataldi, ma soprattutto avrebbe garantito la riproposizione dell’eterno duello Boca Juniors-River Plate sullo scenario internazionale. Dal 1966 a oggi, Xeneizes e Millonarios si sono incrociati in 24 occasioni nelle competizioni sudamericane, a volte anche quattro volte nello stesso anno tra le varie fasi a gironi. Per arrivare a uno scontro a eliminazione diretta, però, bisogna aspettare fino al 1994.

Si giocano i quarti di finale della Supercopa Sudamericana, una strana competizione cui possono prendere parte soltanto squadre che abbiano già vinto la Libertadores. L’andata al Monumental finisce 0-0 con tre espulsioni, il ritorno alla Bombonera non risolve la questione nei novanta minuti: il Boca passa in vantaggio con un gol di Luis Alberto Carranza, degno rappresentante degli anni ’90 argentini con il suo codino, il River risponde con il Principe Francescoli su punizione. Niente regola dei gol in trasferta, ma calci di rigore per decidere il vincitore: il Negro Gamboa, che proprio quell’anno ha lasciato il River per il Boca, la mette nell’angolino alto alla sinistra del Mono Burgos. La partita non è forse tra le più celebri della storia, anche giustamente, considerato che la finale sarà risolta per l’Independiente da un gol del futuro interista Sebastian Rambert, ma è un utile manuale di istruzioni per capire cosa succederà negli anni a venire: quando la partita è da dentro o fuori, è il River a restare fuori.

È infatti innegabile che, almeno negli ultimi quindici anni, il Boca Juniors abbia dimostrato un rapporto privilegiato, quasi morboso, con le competizioni internazionali, vincendo un po’ di tutto in Sudamerica e nel mondo: la chiamano ‘mistica copera‘, un po’ quello che per il Milan è (non ridete) la ‘musichetta della Champions’, e anche alla vigilia di questa semifinale della Copa Sudamericana 2014 è stata evocata da Rodolfo Arruabarrena, attuale allenatore ed ex giocatore.

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Boca-River: sfida infinita

Dal 2000 ad oggi il Boca Juniors ha vinto quattro volte la Libertadores, due volte la Sudamericana, quattro la Recopa e due la Coppa Intercontinentale, ma non va dimenticato che il River, che in questi anni ha raggiunto soltanto una finale di Sudamericana (peraltro perdendola contro i peruviani del Cienciano), ha avuto l’occasione di fermare tutto sul nascere.

Quarti di finale della Libertadores del 2000: al Monumental il colombiano Juan Pablo Angel apre le marcature, ma Riquelme pareggia con uno dei suoi calci di punizione e la rete del 2-1, firmata da un giovane Saviola, non è abbastanza. Alla Bombonera, in una serata memorabile per più di un motivo, i padroni di casa si impongono per 3-0: è la partita del celebre caño de Riquelme a Yepes, un tunnel del 10 al difensore colombiano reso immortale da You Tube, ma anche del ritorno in campo, dopo 6 mesi e 14 giorni, di Martin Palermo, che entra dalla panchina per segnare il terzo gol, dopo quelli del Chelo Delgado e di Riquelme, e scatenare un comprensibile delirio, Carlos Bianchi che sorride come un bimbo felice e il telecronista che quasi perde la voce.

Quattro anni dopo la posta in palio è ancora più alta: chi vince va in finale. Il fato punta su nomi meno scontati e ne viene fuori una delle semifinali più emozionanti della storia del torneo: il Flaco Schiavi, che una leggenda purtroppo smentita vuole amante di Sandra Bullock per una notte a Cancún, porta avanti il Boca alla Bombonera con un colpo di testa in una partita segnata dalla doppia espulsione di Marcelo Gallardo, oggi allenatore del River, e Alfredo Cascini. Al Monumental il comandante Lucho Gonzalez illude i suoi pareggiando i conti, ma all’89’, con le squadre rimaste in 10 contro 10, Tévez uccide le speranze del pubblico di casa e pensa bene di festeggiare mimando una gallina, tanto per ricordare ai tifosi presenti al Monumental cosa pensa di loro: gallinas. Viene espulso, ma non è finita qui, perché al 94′ un improbabile Christian Nasuti, difensore, trova il gol che manda la partita ai rigori. L’unico a sbagliare dal dischetto è un biondissimo Maxi Lopez e il Boca, ancora una volta, è in finale: Tévez, magnanimo vincitore, chiede anche scusa per quella cosa delle gallina.

Un decennio è passato. Sulle panchine delle due squadre siedono due tra i protagonisti di quelle sfide e il dibattito sull’importanza di questa semifinale è aperto, perché vincere la Copa Sudamericana è bello, ma non è come vincere la Libertadores. Sulla risonanza mediatica, invece, pochi dubbi: l’incontro, che avrebbe dovuto essere visibile solo sulla pay tv, sarà trasmesso dalla Tv Publica in Argentina e, via YouTube, a tutto il mondo: a dare l’annuncio è stato niente meno che il capo di gabinetto del governo argentino, Jorge Capitanich.

Difficile dire chi abbia di più da perdere, se il Boca, che ha nella Copa Sudamericana l’unico obiettivo di questo 2014, o il River, che nelle ultime settimane sembra sentire un po’ di stanchezza e che potrebbe chiudere l’anno alla grande, conquistando il secondo titolo nazionale e tornando a trionfare a livello continentale, o vedere le sue certezze demolite sul più bello.

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2 Comments

  1. Sto guardando la partita in diretta su Publica tv. Primo tempo molto combattuto, pochi tiri, molti falli. Ma che spettacolo la Bombonera!

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