Barcellona visita e partita: il Clàsico

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@MorBCN

Decidete di andare a Barcellona per una visita e una partita? Volete ammirare le bellezze della città e amate il calcio? Recatevi allora nel capoluogo della Catalunya in concomitanza con il match dei match, el Clàsico, il derby di Spagna tra il Barcellona e il Real Madrid. Una sfida che va ben oltre lo sport e il calcio e che assume toni politici e sociali.

Durante il Clàsico, infatti, non si affrontano solo due squadre di calcio, ma due regioni: la Catalunya e la Castiglia. Nella storia recente le mire indipendentiste della prima non hanno probabilmente mai raggiunto un consenso pubblico tale da far pensare ad un’effettiva indipendenza, ma non c’è dubbio sul fatto che il movimento sia cresciuto tanto negli ultimi anni e che la sfida al governo di Madrid sia lanciata più che mai.

In questa cornice extra-calcistica il prossimo 22 marzo andrà in scena il 230° Clàsico. Una partita che, come tante altre volte, potrebbe avere conseguenze decisive sulla Liga e un’ottima ragione per unire alla visita di Barcellona la possibilità di vedere la partita dal vivo. I blancos hanno infatti solo 2 punti di vantaggio e, se questo dovesse aumentare dopo la partitissima, i ragazzi di Ancelotti riceverebbero una bella iniezione di fiducia in vista del finale di campionato. Una vittoria degli uomini di Luis Enrique rimetterebbe invece tutto in discussione riportando in carreggiata non solo la squadra blaugrana ma anche i campioni in carica dell’Atletico Madrid, “cugini” del Real. La partita è quindi di quelle uniche e per questo ve la raccontiamo nella nostra rubrica sui Luoghi dello sport. Ma cominciamo dalla città.

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@MorBCN

Barcellona visita e partita: raggiungere la città e visitarla

Raggiungere la città catalana dall’Italia è facile e nemmeno tanto costoso. Le compagnie low cost offrono voli da varie città italiane a tariffe spesso vantaggiose: un altro buon motivo per passare un weekend in terra iberica e in particolare catalana, dove il turismo ha permesso di sopperire in parte alla crisi industriale che ha colpito quella che era considerata uno dei “motori d’Europa”.

La città è enorme e le cose da vedere tantissime. Cercheremo di concentrarci su quelle immancabili e, ovviamente, su quelle inerenti al fùtbol. Il tour di Barcellona non può che partire dalle opere di Antoni Gaudì. Massimo esponente del modernismo catalano, i suoi lavori sono celebri tutto il mondo: la Sagrada FamiliaParc Guell e Casa Battlò non possono mancare nel vostro itinerario. I prezzi d’ingresso per Sagrada Familia e Casa Battlò si aggirano sui 20€, mentre a Parc Guell si accede con 7€. Quest’ultimo e la Sagrada Familia sono aperti dalle 9 alle 18, mentre casa Battlò dalle 9 alle 21. Si possono visitare separatamente ma è anche possibile effettuare un Gaudì tour.

Intorno a ora di pranzo, andiamo a gustare qualcosa di tipico al Mercat de la Boqueria (situato in corrispondenza del numero 91 della Rambla, la principale arteria pedonale del centro). Un mercato caratteristico, animato oggi per lo più da turisti, che si trova a ridosso del quartiere gotico, una zona in cui vale la pena perdersi nelle viuzze e tornare a vivere una serata tra bar e movida. All’interno del quartiere si trova anche La Catedral un bel chiostro.

Sempre in orario serale, andate a vedere gli spettacoli colorati della Font magica de Montjuic, una fontana che delizia i visitatori con le sue luci.

Come già detto, a Barcellona le cose da vedere sono tantissime e, anche se si predilige visitare alcuni musei, l’offerta è ampia e di alto livello: Picasso, Mirò ma anche Storia dell’arte catalana e Storia di Barcellona. Prezzi più bassi rispetto all’Italia e musei aperti tutti i giorni: insomma ce n’è per tutti i gusti!

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@juanedc

Barcellona visita e partita: il calcio a Barcellona

Al di là del riuscire ad impossessarsi di un biglietto per il Camp Nou, la leggendaria casa del Barcellona, un tour dell’impianto sportivo è doveroso. E’ decisamente uno degli stadi più belli d’Europa e quando si riempie (quasi sempre) lo spettacolo è assicurato. Il tour vi permetterà di visitare il museo della squadra con i trofei, gli spogliatoi, lo spazio dedicato ai giornalisti, addirittura un’area riservata esclusivamente a Lionel Messi, fino ad entrare sul campo di gioco.

Qualora rimaneste conquistati davanti a tale imponenza e colpiti dall’identità catalana, sappiate che da qualche anno è possibile anche farsi seppellire all’interno dello stadio per mantenere eterno il legame con la squadra. I prezzi del tour vanno dai 17 ai 23 €, gli orari variano in base al periodo ma a marzo è aperto dalle 10 alle 18.30. Lo stadio è facilmente raggiungibile sia con la metro (linee 5 e 3), sia con l’autobus e il tram.

Non possiamo però dimenticare che a Barcellona non ci sono solo i blaugrana. Nella Liga spagnola gioca stabilmente (solamente due retrocessioni in seconda divisione negli anni 60′) l’Espanyol. Palmarès sicuramente meno ricco della rivale cittadina (qualche Coppa del Re e quasi due coppe UEFA mancate all’ultimo atto – l’ultima negata meno di 10 anni fa), questa squadra può permettervi un’esperienza diversa del calcio a Barcellona. Se il Camp Nou registra spesso il tutto esaurito (l’anno scorso la media è stata di 72.000 tifosi a partita) e l’acquisto di un biglietto è quasi impossibile per una normale partita di campionato (figuriamoci per un clàsico o una partita di Champions League), lo stadio dell’Espanyol raramente si riempie del tutto. Se invece non potete resistere al fascino di una partita al Camp Nou, dovrete probabilmente sborsare una grossa cifra tramite i siti di agenzie che rivendono i tagliandi.

Se per caso foste folli e aveste una simpatia per il Real Madrid, anche a Barcellona è possibile trovare  dei tifosi delle merengues con i quali seguire le partite.

“Bienvenidos in terra comanche!”

Benvenuti in trincea! Così vi accoglieranno se vi recate alla Pena Madridista Badalona.

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@Marc Puig i Perez

Barcellona visita e partita: storia di una rivalità

Barça, mes que un club

Così recita il motto della principale squadra di Barcellona. In poche parole si racchiude lo spirito sportivo ed extra-sportivo di una delle società calcistiche più famose al mondo. Spirito animato da milioni di persone che vedono la squadra come un’ambasciatrice dell’identità catalana e come un modo per prevalere su Madrid. La rivalità sportiva tra le due squadre è data da molteplici motivi ed ha una storia tanto lunga quanto avvincente. Anche i non amanti del calcio non possono sottrarsi da questa passione pervasiva e seguono il match sperando che trionfi la squadra della propria regione.

Gli episodi che hanno animato la sfida sono tantissimi: da quel Real-Barça del 1943 pieno di mistero e polemiche, terminato addirittura 11-1, all’incredibile vicenda per l’acquisto di un certo Di Stefano, prima ad un passo dal Barcellona e poi stella del Real, che porterà a trionfare cinque volte di fila in Europa senza mai passare per la Catalunya se non per sfidare i rivali blaugrana; il Real della propaganda franchista che trionfa e porta la Spagna in Europa e il presunto aiuto che la squadra ricevette dal governo (a questo proposito è interessante, seppur di parte, questo documentario trasmesso da un’emittente catalana); le incredibili sfide guidate dai campioni di una parte o dell’altra; l’amore di Cruijff per la Catalunya; il lancio contro Luis Figo (colpevole di essere passato dal Barcellona al Real Madrid) prima di bottiglie e poi addirittura di una testa di maiale al suo ritorno al Camp Nou; sino ad arrivare alle accesissime sfide degli ultimi anni in cui le due squadre si contendono lo scudetto in maniera sempre più equilibrata. Non possiamo non ricordare la rivalità Guardiola-Mourinho e quella tra Ronaldo e Messi. Cambiano alcuni attori ma la sostanza non cambia. Al netto della storia, questa ci dice che a guidare è il Real con 32 titoli mentre il Barcellona si ferma a 22. Toccherà agli 11 di Luis Enrique vendicarsi della sconfitta dell’andata (3 a 1 per i madrileni) e provare a inseguire il 23° titolo a danno degli eterni avversari. Dunque, appuntamento al 22 marzo prossimo direttamente dal Camp Nou, il “nostro campo” catalano.

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@Aperture Photo

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21 anni, genovese ma soprattutto genoano. Genoanità esportata a Bologna dove presto dovrebbe conseguire una laurea in Economia anche se, nel dubbio, dà un’occhiata ai corsi di antropologia, neuroscienze e scienze politiche. Parola preferita: aneddoto.

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