Balotelli, Leopardi e una donna di nome Fanny3 min read

3 Aprile 2014 Uncategorized -

Balotelli, Leopardi e una donna di nome Fanny3 min read

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Balotelli, Leopardi e una donna di nome FannyApprendo che Mario Balotelli e la sua ultima esplosiva fidanzata si sono lasciati mentre in classe sto spiegando Leopardi e il suo Ciclo di Aspasia, dedicato all’amata Fanny Targioni Tozzetti.

“Ah, si chiama come la ex tipa di Balotelli”, sento mormorare tra i banchi. Povero Mario, nessuno gli aveva raccontato che tra i molti versi struggenti di Leopardi, i più struggenti sono nati dall’atroce sofferenza d’amore per una donna di nome Fanny?

Non sai

Che smisurato amor, che affanni intensi,

che indicibili moti e che deliri

movesti in me; né verrà tempo alcuno

che tu l’intenda.

“No, veramente prof è stato lui a mollarla. E ha fatto bene. Sa quante ne trova Balotelli meglio di Fanny? Mica è come Leopardi, quello.” Quando un adolescente maschio parla di donne, generalmente l’approccio quantitativo vince sempre su quello qualitativo. Ecco perché decido incautamente di mandare avanti il discorso. Dico: “Ma meglio in che senso?”

“Meglio nel senso di migliore”.

Cioè più alta, più bionda, più formosa, più simpatica, più intelligente? Meglio come?

“Eh. Più figa prof.”

balotelli-leopardi-fanny

Ora io voglio dedicare un minuto di silenzio alla povera Fanny, che ha trascorso tutto l’inverno davanti ad uno specchio in reggiseno a farsi selfie.

Che ha sviluppato un lieve dismorfismo alla colonna vertebrale a furia di stare in pose innaturali con petto e glutei in fuori. Che si è tinta e stirata i capelli, eliminando l’effetto “Shakira dei poveri” e trasformandosi in una potenziale testimonial Intimissimi per la “seconda coppa Q”. Che ha sopportato le petulanze della Fico.

balotelli leopardi fanny

Sono stati tutti sforzi inutili. Balotelli si è sbagliato, di nuovo. Addio matrimonio. Addio foto sui social. Addio partite sugli spalti di San Siro dove, nel giro di una settimana, fa la sua apparizione una misteriosa e longilinea ragazza amante del minimal retrò.

Il punto è che io non posso accettare che l’educazione sentimentale di questi ragazzi stia nelle mani di Balotelli, il cui vertice di responsabilità affettiva è stato riconoscere sua figlia di un anno e mezzo via twitter. E senza neanche accorgermene mi ritrovo a spiegare loro che ci si innamora soprattutto con la testa, il che significa che oltre all’aspetto estetico è necessario trovare uno stimolo interiore che nutra la relazione. Che anche il ragazzo o la ragazza più belli del mondo ci vengono a noia se non hanno nulla da dirci.

È un attimo. Ed eccomi qui, trasformata nella professoressa di lettere che non può fare a meno del pippotto moralistico. La me stessa sedicenne che da quando sono diventata insegnante assiste a tutte le mie lezioni mi guarda sconcertata. Ma non riesco a fermarmi e mi sorprendo a istruirli sull’importanza centrale in ogni relazione della sincerità e dell’onestà. O no? Voi cosa ne pensate ragazzi?

Gli sguardi accigliati o annoiati. Ma finalmente una mano si alza, sono salva. Finché riesco a stabilire un contatto con almeno uno di loro io sono salva.

“Prof. era tutta presa dal suo discorso e non si è accorta che è suonata. Ora c’è l’intervallo. Ne parliamo la prossima volta, ok?”

Immagine| kruger.it

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I momenti più significativi della mia vita sono stati: quando, a dieci anni, ho interpretato Mary Poppins nel musical Mary Poppins e quando ho indovinato la definizione di integrale agli orali della maturità. Sono insegnante (non di matematica, of course) e ho una particolare predisposizione per i casi umani. Temo che le due cose siano collegate.
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