L’alimentazione durante l’allattamento5 min read

19 Agosto 2017 Cucina -

L’alimentazione durante l’allattamento5 min read

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alimentazione durante l'allattamentoL’allattamento materno è il proseguimento fisiologico della gravidanza, in quanto segue un programma ormonale iniziato con il concepimento. Dopo aver discusso qualche suggerimento naturale sulla alimentazione in gravidanza, oggi parliamo della alimentazione durante l’allattamento.

Subito dopo il parto il corpo della donna si prepara a nutrire il neonato producendo colostro che contiene anticorpi e poi il latte vero e proprio. Si avverte tensione al seno, turgore, congestione e aumento della temperatura locale delle mammelle. La suzione del capezzolo stimola la montata lattea e infatti il neonato deve essere attaccato al seno prima possibile (per facilitare la montata lattea).

Ho avuto la fortuna di potere allattare i miei figli e, per mantenere costante la produzione di latte, ho fatto tesoro di vecchie ricette casalinghe tradizionali che vi racconto in seguito.

alimentazione durante l'allattamentoL’alimentazione durante l’allattamento

Il pancotto preso al pasto che precede l’allattamento ha un’azione galattogoga per la sinergia degli alimenti utilizzati nella preparazione. Come si prepara il pancotto?

Soffriggete due spicchi di aglio in circa cinquanta grammi di olio extravergine d’oliva, aggiungete trecento millilitri di acqua fredda, mantenendo il fuoco vivace e al fine di formare un’emulsione tra acqua e olio. Quando l’acqua inizia a bollire, aggiungete 100 grammi di crosta di pane e cuocete per un quarto d’ora. Infine, condite con parmigiano reggiano grattugiato. Il sale è già presente nel pane e non serve aggiungerlo alla pietanza.

Bere latte o spremute o estratti e tisane mentre allattavo è stato ottimale per integrare l’organismo di sostanze cedute con l’allattamento.

In ogni caso, l’alimentazione quotidiana della donna che sta allattando deve essere sana ed equilibrata e deve pertanto prevedere carboidrati, proteine, grassi, sali minerali e vitamine.

Fate sempre cinque pasti al giorno:

  • prima colazione
  • spuntino
  • pranzo
  • merenda
  • cena

Se l’apporto nutrizionale è ben bilanciato non si ingrassa!

La prima colazione è il pasto più importante e non bisogna saltarlo. Latte se non si è intolleranti, tè caldo, pane, burro e della marmellata fatta in casa o frutta fresca, oppure pane e uova strapazzate, oppure pane, ricotta e miele. Un buon pasto nutriente insomma.

Spuntino: un piccolo panino o un toast accompagnato da una spremuta fresca di arancia o pompelmo, facili da digerire.

Pranzo: una minima porzione di carboidrati circa cinquanta grammi (scegliete voi il tipi, tra pasta integrale o altri cereali in chicco), un secondo, un contorno e della frutta (meglio se di un tipo unico). Un pasto completo dunque.

Merenda: uno yogurt naturale (o vegetale) con frutta fresca, o un bicchiere di latte, o una tisana con due fette biscottate.

Cena: minestrina in brodo, un contorno cotto e un frutto oppure un primo piatto, un secondo di carne bianca oppure latticini se tollerati, verdura cotta e frutta.

La pastina in brodo di gallina è eccezionale per incrementare la montata lattea. Come si prepara? Mettete mezza gallina pulita, fiammeggiata e lavata in una pentola con due litri di acqua fredda, una carota, una costa di sedano e una cipolla. Lasciate cuocere per almeno due ore. Filtrate poi il brodo, rimettetelo sul fuoco e, alla presa del bollore, aggiungete del sale marino e cuocetevi la pastina. Completate a fine cottura con la carne di gallina sfilacciata e un cucchiaio di parmigiano reggiano o altro grana a piacere.

Ho scoperto alcuni alimenti che hanno proprietà specifiche per favorire la montata lattea: la borragine e l’ortica.

E la tisana di cardo mariano. Come si prepara il cardo mariano? Bollite una foglia apicale di cardo mariano in mezzo litro di acqua per quindici minuti. Oppure guardate anche questa ricetta per un tortino di cardo mariano. Certi alimenti invece non sono indicati: gli asparagi perché conferiscono un sapore sgradevole al latte, i carciofi perché possono inibirne la produzione.

Gli alimenti dal sapore intenso come aglio, cipolla, cavoli, peperoncino in realtà non hanno controindicazioni: dipende, però, da quanto e come l’organismo della mamma e del neonato li tollerino.

I legumi è bene evitarli e non esagerare durante l’allattamento perché generano forte meteorismo e sono poco tollerati dal sistema digerente, ancora immaturo, del neonato.

alimentazione durante l'allattamentoE lo svezzamento?

Il passaggio dall’alimentazione lattea all’apporto nutrizionale solido è segnato dallo svezzamento, o per meglio dire ‘divezzamento’ che deve essere graduale e rispettare i tempi e le necessità organiche del bambino.

Prematuro sarebbe svezzare prima dei quattro mesi, infatti, la comparsa dei denti (di solito intorno ai 6 mesi) è indice della maturità digestiva. La dentizione ci informa che il piccolo individuo è pronto ad alimentarsi diversamente.

Per favorire l’eruzione della dentizione, lasciare rosicchiare al bambino la crosta di pane o la buccia del parmigiano reggiano o la cotica del prosciutto o la cotenna del maiale, priva dello strato esterno.

Dal latte si passa a un pasto ricco di sali minerali, per esempio il brodo vegetale. Ma attenzione a iniziare con con poche verdure per testarne la reattività del bambino/a e non appesantire. Per esempio, potete preparare un brodo vegetale con zucchina, carota, sedano e cipolla.

Escludiamo la patata che, ricca di amidi e cioè zuccheri, può dare fastidio all’intestino per via della sua fermentazione.

Di giorno in giorno si inserisce un nuovo alimento, per individuarne una eventuale intolleranza. Trascorsi alcuni giorni, al brodo vegetale si sostituisce quello di carne bianca, con tacchino o vitella o coniglio (il pollo può essere allergizzante, meglio aspettare). Ma al bambino se ne da solo il brodo con l’aggiunta di una farina per creare la pappina. Successivamente, anche la carne passata.

La frutta nello svezzamento si comincia a somministrare dopo un po’ di tempo e un solo tipo alla volta, per osservane l’impatto sull’organismo del bambino.

Il kiwi, mi raccomando, per ultimo, perché può dare allergia. Lo si può verificare posandone un pezzettino sulla lingua: se la punta si gonfia significa che c’è una risposta allergica.

Il formaggio meglio evitarlo nella pappa della sera, crea eccitazione e disturba il sonno.

Per il pesce aspettiamo un anno di vita.

Il passaggio dal latte materno a quello vaccino deve essere molto graduale. Basta diluire quest’ultimo: 75% di acqua e 25% di latte, quindi 50% e 50% , 25% di acqua e 75% di latte, infine il latte intero.

I consigli sono tracce, ma non tutto va bene per tutti e bisogna comunque seguire sempre il buon senso.

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Naturopata esperta di bionutrizione, scrivo di buona alimentazione, quella per cui non è necessario privarsi del piacere di mangiare al fine di raggiungere e mantenere il peso-forma e star bene. L'alimentazione può condizionare l'umore, la concentrazione, la resa energetica, fisica e mentale. Mangiare bene significa mangiare meglio ;-) Mi trovate anche sul mio blog.
2 Commenti
  1. Anto

    Molte inesattezze, ma almeno vi ponete il problema.

    • Angelica Agosta

      Mi farebbe piacere “discuterle” le inesattezze. È sempre un bene confrontarsi e avere modo di spiegarsi meglio.

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