Accoglienza siriani a Milano: le novità e le paure

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migranti stazione milano

Molti cambiamenti importanti sono avvenuti nell’accoglienza siriani a Milano: in fuga dalla guerra e “parcheggiati”, fino alla prossima partenza verso il Nord, nella città meneghina i cittadini e le cittadine siriane hanno dovuto cambiare sede: l’incombenza dell’emergenza freddo per i senza fissa dimora ha reso indispensabile che gli spazi del centro in Via Aldini tornassero disponibili per il loro utilizzo originario. Così lunedì 9 Dicembre si è impacchettato tutto e ci si è trasferiti nell’ex-scuola in Via Fratelli Zoia 10.

L’edificio è più grande ed è stato organizzato in modo che al primo piano le famiglie siano sistemate in un’ala, mentre in un’altra stanno gli uomini soli. Al pian terreno invece ci sono gli spazi comuni, tra cui la stanza dedicata al Punto Giochi. Fortunatamente anche questa è più spaziosa, i bimbi infatti sono tornati ad essere numerosi. Il compito di gestione del soggiorno dei siriani è passato dalla Fondazione Progetto Arca alla Cooperativa Farsi Prossimo sempre affiancata dall’Associazione, Cooperativa e Fondazione L’Albero della Vita, che si occupa del Punto Giochi.

Il Comune di Milano eroga finanziamenti alla Cooperativa per l’accoglienza siriani, assicurando loro sostentamento, medicinali in caso di necessità, personale che si occupi della gestione della struttura, una mediatrice, che è anche coordinatrice del Punto Giochi. La nuova sistemazione potrebbe definirsi piuttosto dignitosa, se non fosse per quel costante pensiero che ritorna puntuale, preciso, inesorabile: cosa ne sarà di loro, una volta lasciato il centro per cercare un possibile futuro nell’Europa del Nord?

Questa domanda risuona forte nella mia testa, come un martello pneumatico, tutte le volte che col pensiero torno a rivedere i volti di Ġaaleb, di Roua e Noureddin, a sentire le loro risa e a giocare con loro. Sono partiti, con le loro famiglie, verso la Svezia e verso l’Inghilterra. Nessuno di noi ha più ricevuto loro notizie. Forse Ġaaleb avrà portato con sé il kazoo che gli ho regalato. Forse lui e la sua famiglia saranno riusciti a raggiungere i loro parenti al Nord. Forse no. C’è chi teme che siano stati bloccati in uno dei terribili centri di detenzione inglese come Brook House o in qualche altro IRC (Immigration Removal Centre).

Per fortuna l’accoglienza siriani al centro in Via Fratelli Zoia garantisce loro anche un po’ di tranquillità: i bimbi ad esempio sono entusiasti del Punto Giochi e su questo ormai non c’è ombra di dubbio: impazienti ed elettrizzati aspettano con ansia l’apertura della stanza già da un’ora prima dell’inizio previsto dell’attività. Quando poi li si invita ad entrare, invadono entusiasti lo spazio colorato e pieno di giochi. Ogni pomeriggio è una festa!

Da poco è iniziata una nuova coinvolgente attività: la costruzione del “Luogo Più Bello”. “Al-makan al-aHlu” è un luogo immaginario, che risiede nella fantasia di ogni bambino che passa per il centro. L’idea è nata con lo scopo di dare una continuità alle attività svolte al punto giochi. Ognuno dei bambini siriani, infatti, trova qualche elemento che contribuisce alla creazione di questo luogo fantastico, ed ognuno di essi lascia a sua volta qualcosa che renderà il luogo ancora più meraviglioso, qualcosa che altri bambini, dopo di loro, troveranno e integreranno con la loro aggiunta creativa.

Così i bimbi hanno costruito alberi, nuvole, stelle, fiori, animaletti, un enorme sole, perfino un laghetto di carta stagnola dove sguazzano beati pesciolini e paperelle. Paradossalmente, mentre il loro Paese viene ridotto in macerie, “Il Luogo Più Bello” diventa più ricco e più florido di giorno in giorno. Un altro aspetto importante dell’attività è che consente di far lavorare insieme bambini di tutte le età e la settimana scorsa se ne contavano ben quindici in totale, dai due ai dodici anni.

Purtroppo il vento sta cambiando in Via Fratelli Zoia e si teme che per l’accoglienza siriani non tirerà aria buona prossimamente. L’incontro pubblico tenutosi lunedì 3 Febbraio con Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche Sociali e Cultura della Salute, Fabrizio Tellini, Presidente del Consiglio di Zona 7 e Lorenzo Boati, Presidente della Commissione Diritti e Politiche Sociali del Consiglio di Zona 7 ha sollevato temi caldi e rilevato lo scontento di alcuni cittadini, che per mancanza d’informazione (o per informazioni volutamente omissive o distorte) si trovano a vivere l’accoglienza dei siriani in un vero e proprio stato d’allarme.

Immagine | Fabio Venni

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Migrante tra i migranti. “Ex-per il momento-arabista”, laureata in studi linguistici e culturali sul Mediterraneo, studia scienze sociali per la mediazione interculturale. Irrefrenabilmente attratta dal mutevole e dall’intangibile – vale a dire dalla natura del mondo e delle relazioni – cerca se stessa nell’incontro con l’Altro.

2 Comments

  1. Mi fa piacere sapere che le famiglie abbiano una sistemazione migliore. Speriamo possano trovare un periodo di tranquillità e poi partire verso le destinazioni a cui ambiscono. Il Comune intanto dovrebbe farsi carico -minimo minimo- di informare gli abitanti allarmati tristemente dalla diversità.

  2. Si, diciamo che la sistemazione è piuttosto dignitosa e consente loro di riposarsi per un po’ dopo tanto tormento e prima di riprendere il cammino.
    Per quanto riguarda il Comune, nonostante l’impressione sia che non intenda più prendersi carico di nulla, bisogna ammettere che la situazione è complicata.
    Quello che è importante capire, però, a mio avviso, è quanto le difficoltà nel continuare a tenere aperto il centro in via Fratelli Zoia siano legate esclusivamente ad un’effettiva difficoltà economica (dovuta alla mancanza di finanziamenti dal governo), e quanto entrino, invece, in gioco equilibri politici. Primo fra tutti il tentativo di mantenere a tutti i costi il consenso dei cittadini milanesi, anche a discapito della salute e della dignità di altri cittadini.

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