Abbracci

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abbracci

Marta ha 12 anni appena compiuti. Ha i capelli troppo lisci e durante tutto il tragitto la sua coda di cavallo si scioglie di continuo. Lei però vuole apparire perfetta al suo ingresso in scena e quindi, poco prima di varcare la soglia, li stringe con forza, scoprendo il visino stanco ma felice. Indossa una tuta rosa e un piumino nero, al collo un cartellino che indica il suo nome, la sua provenienza, la sua storia.

Maria ha 34 anni e oggi è il suo giorno speciale. Insieme a suo marito si è data da fare per essere pronta. Porta in mano una busta gigante del Disney Store dentro la quale potrebbe esserci ogni meraviglia. Si è messa in prima fila, non vuole perdersi un istante del debutto.

Marco è teso. Si è deciso a comprare questo enorme mazzo di rose, ma ora è un po’ pentito perché si è reso conto che lo stanno guardando tutti. Lo stanno guardando tutti per le rose o per il ciuffo? Anche lui è in prima fila, ma dall’altro lato. Da un momento all’altro lei farà il suo ingresso. La suspense è alle stelle.

Mario ha 70 anni e porta al guinzaglio un cane piccolo dal pelo lungo, ipercinetico e puzzolente. La sua presenza infastidisce un po’ gli altri spettatori che si fanno spazio per vedere meglio. Sta aspettando di vedere Giacomo e di ascoltare il suo monologo sul lavoro in un’azienda importante.

Ecco che finalmente il sipario si apre e da quelle porte scorrevoli la luce illumina il volto della piccola Marta, scortata da un omone addetto ai bambini viaggianti da soli da molto lontano. Maria non resiste e varca il proscenio andando incontro a Marta con la sua bustona dei desideri.
Abbraccio.
Istintivamente Marta sistema i capelli della piccola, liberandoli sulle spallucce. Con il suo italiano sudamericano ringrazia l’omone e firma un paio di autografi su documenti e scartoffie.

Claudia si è fatta fare lo shatush. Sapeva che sarebbe stata sotto i riflettori e allora si è tolta il cappotto, scoprendo un po’ il suo seno prominente. Quando vede i fiori non sa bene che faccia fare, questo nelle prove non c’era. Decide di sorridere mentre viene avvolta da ciuffo e rose.
Abbraccio.
E bacio.
Ciuffo, rose, cappotto, valigie e shatush si fanno largo tra la folla, uscendo di scena.

Giacomo ha scorto Mario dal vetro e dai suoi occhiali precisini: che cavolo si è portato a fare il cane?! Manteniamo la calma, il Natale è appena passato.
Mario e pelo si avvicinano timidi. Non sanno bene cosa dire. Non sono abituati a tutti questi occhi.
Abbraccio.
Di quegli abbracci freddini che stringono solo la parte superiore del busto.
Come stai? Mi hanno dato una promozione. Complimenti. La mamma ti ha fatto il polp…
Andando fuori di scena l’acustica è pessima, man mano che i tre si allontanano le parole si impastano con il vocio generale.

Mi sono commossa, ho sorriso, mi sono intristita. Ora posso andare al mio gate. Buona festa dell’Epifania dall’aeroporto di Linate. Milano. Dove dicono che la gente non mostri i propri sentimenti.
Un abbraccio.

Immagine / Gli amanti, René Magritte

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Si laurea in Storia del Teatro e dello Spettacolo e conduce laboratori teatrali con ragazzi disabili e pazienti psichiatrici. Si specializza in Pedagogia e Didattica del teatro presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Fonda un centro di narrazione teatrale. Nel 2011 si trasferisce a Londra dove frequenta un corso per Drama Teaching e fa la steward per lo Shakespeare Globe Theatre.

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