Abbiamo le mani sporche di sangue2 min read

20 Aprile 2015 Migrazioni -

Abbiamo le mani sporche di sangue2 min read

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950 morti canale sicilia
@nypost

La prima volta mi sono indignato davanti ad una tragedia che si poteva evitare, la seconda sono rimasto schifato dall’assenza di risposte, la terza il dolore è stato silenzioso e duraturo. Poi la quarta, la quinta, la sesta…e così fino ad oggi.

Leggo di 400 morti, poi di 100, poi di 40, poi di 900. E non so neanche più quale stato d’animo avere: muto, impotente, terrorizzato di arrivare ad abituarmi alla tragedia quotidiana.

Un’Europa che davanti alla ripetute tragedie non ha mosso un dito, fredda e distaccata, priva di qualsiasi umanità e volontà politica. Sono dovuti morire in 900 per far dire che “forse, domani, ci sarà un incontro sull’emergenza Mediterraneo”.

Migliaia di persone, migliaia di corpi affondati nel Mediterraneo, un vero e proprio genocidio di migranti, lasciati in balia della loro speranza, spesso diventata morte. Ragazzi coraggiosi, che sono partiti probabilmente sapendo di non avere nessuna certezza di sopravvivere: perché sì, ci vuole coraggio per affrontare un viaggio così, in balia di eserciti, militari e scafisti.

Fateci caso: si parla di economia, si parla di numeri, di debiti e di moneta, mai una cazzo di parola su migliaia di vite spezzate. L’Europa ha le mani sporche di sangue, noi abbiamo le mani sporche di sangue: da Mare Nostrum, operazione già debole e sulle spalle dell’Italia siamo passati a Triton, operazione militare di difesa che lascia questi ragazzi in balia degli scafisti.

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Non esiste modo di fare blocchi navali o favole di questo genere che richiederebbero guerre e mesi di occupazione, l’unico modo per evitare questa ecatombe è creare un canale sicuro che permetta ai migranti di arrivare qui e chiedere rifugio. Il resto sono speculazioni e vergognose bugie.

Ascoltiamo i Salvini, Meloni e gli sciacalli di varia appartenenza cospargere del loro inutile veleno queste tragedie per qualche voto. Un’Italia piccola, egoista, provinciale, non umana. Ci permettiamo di sentenziare che non li vogliamo più, come se scappare da una guerra o dalla fame o dalla tortura richiedesse un invito, o la sicurezza di un futuro. Scappano da un passato infernale, continueranno a scappare nonostante le inutili parole di inutili politici.

Oggi 900 (nella foto il punto dove la barca si è rovesciata), domani chissà quanti. E quella sensazione di terrore nel non sapere neanche più cosa provare davanti a questa tragedia senza fine. Abbiamo finito le parole.

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Le materie che lo hanno sempre affascinato di più sono la filosofia e la semiotica. Prova a prendersi cura della comunità di Le Nius, in pratica delle relazioni con le persone. Formatore nelle scuole. Per lavoro si occupa di strategie digitali. davide@lenius.it
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