7 cose da non fare in vacanza

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7 cose da non fare in vacanza
@Thomas Abbs

Le 7 cose da non fare in vacanza: da tempo, forse da anni, covavo l’ambizione di scrivere questo elenco. Da quando cioè ho cominciato ad attraversare l’Italia in treno, o l’Europa con i voli low cost, e ho visto autisti riconoscere Dio in un navigatore e affidarsi a lui al punto di guidare sulle acque.

Come gli abitanti di una enorme Macondo, il popolo dei vacanzieri puntualmente ritorna su se stesso, non impara dai propri errori e ciclicamente ripropone le stesse scene, gli stessi timori e gli stessi stupori. Proviamo allora a dare un contributo per dissuadervi dal mettere in atto certe pratiche, proponendovi 7 cose da non fare in vacanza.

7 cose da non fare in vacanza

1. Consultare il sito viaggiaresicuri.it prima di partire: state pur certi che vi verrà prefigurato uno scenario di attacchi terroristici incombenti, insoliti picchi di diffusione della malaria previsti proprio nella settimana in cui dovete andare voi, estati torride senza soluzione di continuità. Per dire ho fatto l’errore di consultarlo prima di andare in Svezia, e ho vissuto nel terrore sapendo che: “sono molto frequenti casi di encefalite da morso di zecca (TBE), con la registrazione di un numero record nel corso del 2011 e 2012”.

2. Ascoltare Onda verde quando siete in macchina, o peggio ancora Isoradio. Guiderete con l’ansia che da un momento all’altro salti fuori una notizia che riguarda il vostro tratto di autostrada, che puntualmente daranno proprio mentre vostro cugino sta raccontando la barzelletta sul carabiniere in salumeria e voi impazzirete e uscirete al casello di Valle del Rubicone per evitare file immaginarie, trovandovi a trascorrere la notte in un motel al km. 783 della Statale Adriatica.

3. Prenotare un viaggio con Trenitalia via internet: puntualmente il vostro treno regionale Osteria Nuova – Bologna (tragitto di 8 minuti) sarà in ritardo di 42 minuti, facendovi perdere per 34 secondi la coincidenza col Frecciarossa Bologna – Roma prenotato online. Siccome l’avete prenotato online con la tariffa Economy però la richiesta di rimborso non potete farla allo sportello, e forse nemmeno la potete fare, anche se la responsabilità è chiaramente di Trenitalia. Ad ogni modo, informatevi meglio alla stazione di arrivo, tanto il presupposto è che voi abbiate la giornata libera. Nel frattempo prendete il biglietto a tariffa piena per il prossimo treno, dove peraltro pare essersi rotta l’aria condizionata.

4. Commentare con tono scocciato ogni visita di un venditore ambulante sotto il vostro ombrellone. È solo un lavoro duro che molto probabilmente la maggior parte di loro non vorrebbe fare. E vi lascia una libertà di scelta, a differenza della vostra banca di fiducia.

5. Eccedere con il bagaglio a mano di Ryanair. Ok, sarà pure una cosa a tratti grottesca ma l’abbiamo capito ormai che non devono pesare più di 10 chili e stare dentro certe misure. Che poi adesso ti lasciano pure portare una borsetta piccola in più. Lasciamo a casa il cane di porcellana da regalare alla cugina e vivremo tutti più sereni.

6. Fare viaggi in treno con sei valigie rigide da 55 chili l’una, soprattutto se poi non si è in grado di alzarle. Interi scompartimenti occupati da enormi valigie (solitamente rosa), figure traballanti che soccombono sotto il peso di bagagli più grandi di loro, rischiando ad ogni mossa lo svenimento all’indietro sullo sventurato vicino di posto (di solito un gracilissimo ultranovantenne), energumeni che si ergono a eroi della patria e mostrando tatuaggi mostruosi innalzano valigie rosa pesantissime come fossero trofei di caccia, pronti poi a rientrare al loro posto con il sorriso malizioso della virilità stampato sulle labbra. Tutte scene che non vorremmo vedere più: l’essenza è tutto.

7 cose da non fare in vacanza
@Alexander Katchkaev

7. Affidare qualsiasi spostamento al navigatore satellitare. Oltre a perdere il romanticismo di un mondo fatto di tentativi improvvisati e indicazioni in stretto dialetto locale, condannerete la vostra auto a impantanarsi in una strada di campagna senza uscita perché “il navigatore diceva di andare di là” oppure dovrete scusarvi con vostro suocero che vi aspettava a Valverde di Cesenatico per una settimana al mare dicendo che “eh ma io ho messo Valverde nel navigatore e sono finito qui”, dove per qui si intende a Valverde provincia di Catania.

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Sociologo freelance, lavora come progettista, ricercatore e formatore in ambito sociale. Per Le Nius è responsabile editoriale, autore e formatore. Crede nell'amore e ha una vera passione per i treni. fabio@lenius.it

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