5 regole di moda e street style dal Giappone

di
5 regole di moda e street style
@ThisParticularGreg

Una recente conversazione con un’amica, anche lei espatriata in quel di Tokyo, mi ha permesso di giungere ad una maggiore consapevolezza degli assiomi che guidano lo sfuggente ma ineffabile fashion sense delle meglio gioventù tokyota e distillare le sfuggenti regole segrete dello street style nipponico, che qui vi propongo. Seguite le 5 regole di moda e street style per confondervi senza sforzo tra le luccicose vie di Shinjuku e Shibuya o per prendere spunto per uno style originale.

Tokyo: 5 regole di moda e street style

Regola prima: l’autunnavera

Nonostante tu avverta delle escursioni termiche e il paesaggio fuori dalla finestra cambi con il passare dei mesi, non farti ingannare, sciocchino! Esiste solamente una grande stagione: l’autunnavera. Non perdere tempo a cercare vestiti marcatamente pesanti o leggeri, non esistono. Il gilet ad agosto non è solo normale, ma doveroso. E il cappello di lana a settembre è un accessorio irrinunciabile. In fondo se belli si vuole apparire, un po’ si ha da soffrire, no?

5 regole di moda e street style
@Vincent Samaco

Regola seconda: il ghepardo

Il fucsia e il ghepardato sono colori neutri: ad essi puoi abbinare qualsiasi altro colore, preferibilmente più di uno alla volta (per non fare “il vecchio”) quindi non essere pudico. Ghepardato su fucsia è il nero su bianco del futuro!

Regola terza: i leggings

Se sei una ragazza tra i venti e i trenta anni, i leggings sono il tuo capo principale, la base del tuo impero, il sole del tuo sistema: a loro abbinerai camice da notte, accappatoi à porter, pellicciotti ecologici di pelo di scopa, salopette, gonne, pantaloni corti, pizzi, fiocchi, tutone da pulizie di primavera, un gatto vivo. Qualsiasi cosa purché sopra i leggings.

5 regole di moda e street style
@Brian Jeffrey Beggerly

Regola quarta: l’accessorio

L’unico capo di vestiario che conti veramente è l’accessorio. Non farti gettare fumo negli occhi: una bella borsa di Gucci o Louis Vuitton, o un pendente di Vivienne Westwood giustificano qualsiasi vestito con cui le porti, anche se l’hai ricavato dalla carta della focaccia e tinto con il sangue della capra che allevi in cortile o se ti è esploso addosso il corredo nuziale della nonna.

Regola quinta: le deformità

Non fare la schizzinosa con i numeri delle scarpe: se ti piacciono stringi un po’ i denti e vedrai che alla fine il piede ci entra! La deformità autoindotta è il must della nuova stagione.

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Mercante di parole giramondo. Mentre si dedicava allo studio delle humanae litterae nascosto dentro una giara di rupie, è naufragato sulle coste dell’arcipelago giapponese dov’è scampato alla morte venendo colpito in testa da un funghetto 1UP. Ha divorziato dai carboidrati complessi e benché si possa pensare che sia pigro, tecnicamente è solo impostato in modalità risparmio energetico perché mangia solo cibo ipocalorico.

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