5 domande (e 5 risposte) sull’Australian Open 2017

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australian open 2017
@steveGTennis

Il primo Slam della stagione è sempre ricco di interrogativi. Da sempre, poi, il torneo australiano non ci ha mai risparmiato sorprese, anche se 4 delle ultime 6 finali sono sempre state dello stesso tipo: Djokovic contro Murray con vittoria serba. Potrebbe ancora ripetersi l’epilogo più scontato, con Nole che andrebbe in solitaria in vetta all’albo d’oro del torneo a quota 7 trionfi, ma ci sono tanti fattori da considerare. Ecco quindi 5 domande (e 5 risposte) per chiarirci le idee prima dell’Australian Open 2017.

Sarà il solito One Man show di Djokovic?

Se i problemi personali che ne hanno minato la seconda parte della scorsa stagione sono definitivamente superati, allora sì. La Rod Laver Arena è l’habitat naturale di Nole, dovesse giocarsi la partita della vita sceglierebbe sicuramente quel campo e state pur certi che la vincerebbe. Anche il sorteggio ha voluto dargli una mano, mettendogli dall’altra parte del tabellone tutti quelli che teoricamente potevano infastidirlo. Alla fine è molto probabile che sia ancora una lotta a due tra lui e Murray e in questo senso aver vinto la finale di Doha giocando meglio dello scozzese è un bel segnale, soprattutto verso il rivale che arriva a Melbourne da numero 1 ma con la consapevolezza di non essere il giocatore da battere.

Che cosa aspettarci da Roger Federer e Rafa Nadal?

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@businessinsider

Federer non può vincere il torneo. Inutile fantasticarci sopra, l’Australian Open era obiettivo difficile anche negli ultimi anni recenti a causa della lentezza dei campi, figuriamoci adesso che è appena rientrato da un lungo e complicato stop. Sarà più che altro una prova generale in vista dei mesi futuri, soprattutto quelli estivi che più gli interessano. Arrivare ai quarti sarebbe un buonissimo risultato, poi si troverebbe di fronte Murray e lì avrebbe poche chance, ma già gli ottavi contro Nishikori puzzano di bruciato.

Nadal, invece, manca una semifinale Slam da quasi tre anni e deve vendicare la brutta sconfitta di un anno fa contro Nando Verdasco. Sulla sua strada potrebbe trovare il giovane Zverev al terzo turno, Monfils agli ottavi e Raonic nei quarti. Un Nadal in buone condizioni può farcela, ma ne ha ancora oppure è in riserva perpetua?

Quali saranno gli outsider del torneo maschile?

Nick Kyrgios non può essere considerato un vero outsider, ma è talmente matto che può essere capace di tutto e quindi occhio che prima o poi la bomba esploderà – anche se non sappiamo ancora in che senso. Alexander Zverev ha chiuso il 2016 con una buona classifica ma se davvero è il campione che progetta di diventare allora è il momento di dimostrarlo: obiettivo quarti di finale. Attenzione al russo Karen Khachanov, già un titolo ATP in bacheca nonostante i soli 20 anni e un tabellone potenzialmente appetibile. Non faranno grande strada ma meritano un’occhiata lo statunitense Reilly Opelka – spilungone di 2 metri e 11 – e Alexander Bublik, russo di nascita ma sedotto e conquistato dal Kazakistan, che lo ha arruolato tra le sue fila.

Quali saranno le grandi delusioni dell’Australian Open 2017?

Tomas Berdych, che probabilmente non farà tanta strada. Jo-Wilfried Tsonga, pronta a diventare papà e forse per questo con pensieri ben diversi nella testa. Gael Monfils, perché ha giocato la sua miglior stagione in carriera e forse a lui sta già bene così. Grigor Dimitrov, perché ha fatto un torneo fantastico a Brisbane e si è tornato a parlare troppo di lui, per equilibrare le cose si scioglierà malamente su un Gasquet qualsiasi e confermerà di essere tutta fuffa.

Come si comporteranno gli italiani?

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@sportface

Averne anche uno solo al terzo turno sarebbe positivo, ma è difficile. Al di là della speranza, Luca Vanni ha pescato male e contro Berdych non si può pretendere tanto; Paolo Lorenzi può battere Duckworth all’esordio per poi giocarsela con Troicki – contro cui però ha perso pochi giorni fa; Andreas Seppi è favorito contro Mathieu ma subito dopo gli toccherebber Kyrgios. Thomas Fabbiano è il secondo qualificato di casa nostra e coltiva una speranza contro l’americano Young; infine l’enigma Fabio Fognini che è indecifrabile: può anche battere Feliciano Lopez e Benoit Paire e giocarsi un terzo turno contro Thiem oppure fare frittata immediatamente.

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Classe 1991, nato a Palermo e cresciuto a pane (e panelle), Milan e fumetti Disney. Folgorato da Federer durante Wimbledon 2003, ho iniziato ad interessarmi anche al tennis, praticandolo da autodidatta e con pessimi risultati. Divoratore di pizza, appassionato e ossessionato da ogni tipo di statistica, studio Comunicazione ma odio comunicare.

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