10 cose da non fare a un concerto (e 5 persone da lasciare a casa)

di

10 cose da non fare a un concerto

Che sia musica italiana – la mia preferita – o straniera, è sempre tempo di concerti. Ascoltare la musica nel calduccio di casa è senza dubbio piacevole. Assistere a un live e condividere le emozioni dell’attesa, dello spettacolo e la sensazione finale di aver assistito ad almeno cinque concerti è tutt’altra cosa. Ecco allora le nostre 10 cose da non fare a un concerto, come dire, un piccolo manuale di sopravvivenza alla serata.

10 cose da non fare a un concerto

1. Non cercare in maniera spasmodica la scaletta delle canzoni dal giorno dell’acquisto del biglietto. I titoli usciranno qualche settimana prima, e non sempre saranno quelli definitivi. L’effetto sorpresa sui brani è un’emozione da non sottovalutare. Certo, se non si conosce nemmeno una virgola dei ritornelli più celebri, è meglio evitare di mugugnare per tre ore e fingere un mal di testa improvviso, cedendo il biglietto a qualcuno più appassionato. Una soluzione? Andare al concerto e limitarsi ad ascoltare.

2. Vestirsi in maniera comoda, evitando di tirare fuori dall’armadio della mamma vestiti vintage. I luoghi dove si tengono i concerti sono sempre riscaldati: meglio lasciare a casa la tuta da sci, il poncho, la mantella. Un bel paio di jeans, una felpa e una giacca (in autunno e in inverno) fanno sentire sempre a proprio agio. Le scarpe col tacco saranno considerate d’intralcio al passaggio di quanti cercheranno correndo di accaparrarsi i posti migliori (NON stiamo parlando di un concerto alla Scala). Un consiglio per il genere maschile? La maglietta della band comprata al primo concerto può stare riposta nell’armadio (potrebbe esserci anche un problema con la taglia che negli anni si è ristretta da una L a una XXS), non è necessario indossarla per far capire i propri gusti musicali. Un’ultima accortezza per il genere femminile? Le borse bianche non danno diritto a un appendino. Dovrete comunque appoggiarla in terra o tenerla sulle ginocchia tutto lo spettacolo. Dopo i concerti è sempre consigliata una doccia.

3. Se il biglietto del concerto ha già toccato il vostro portafoglio, portatevi qualcosa da mangiare da casa. La gioia della Rustichella al bar può essere rimandata al prossimo viaggio in autogrill. Come allo stadio, se pensate di comprare una bottiglietta d’acqua, ricordatevi che potrebbero vendervela senza tappo. Quindi? Il tappo nelle scarpe è il trucco più vecchio del mondo.

3bis. Non fate gli schizzinosi e dividete acqua e birra con gli amici.

4. A meno che non siate a pochi passi dal palco e dotati di una reflex, evitate di scattare foto per tutto il concerto. Tre è il numero perfetto, anche ai concerti: una all’inizio, una durante il live, una alla fine con gli sguardi provati. Il vicino potrebbe farvi gentilmente capire che il flash negli occhi è fastidioso.

5. Facebook e Twitter non sentiranno la vostra mancanza durante il concerto. Evitate la social-cronaca e godetevi lo spettacolo!

6. Cantate, ballate, ridete, piangete, ma… non parlate continuamente con i vostri amici. Chi è accanto a voi sta vedendo, anche se non ci credete, le vostre stesse cose. Potrete commentare lo show al ritorno. A meno che non abitiate a pochi passi, il viaggio di ritorno sarà lungo.

7. Non spingete le persone davanti a voi se sono più grosse. Se proprio morite dalla voglia di guadagnare qualche metro, aspettate le prime canzoni e poi piano piano sgattaiolate. Col passare del tempo le persone diventano meno gelose del posto ottenuto e potrete guadagnare qualche metro.

8. Non piangete se il vostro cantante non ha ritenuto di dover suonare la vostra canzone preferita. La scaletta è limitata, come la voce. Quando tornate a casa potete comodamente ascoltarla.

9. Non rimanere seduti le ultime canzoni, quando tutti intorno a voi si alzano. Non vi preoccupate se non sapete ballare. Cercate di ancheggiare a tempo e nessuno si accorgerà in mezzo a migliaia di persone delle vostre difficoltà. Se avete deciso di buttarvi nella mischia, non potete poi tirarvi indietro. Cercare di fuggire dalla folla e dal pogo comporta un alto rischio di prendere gomitate.

10. Se soffrite di incontinenza, cercate un bagno prima dell’inizio dello spettacolo e armatevi di pazienza. Altrimenti, durante lo spettacolo, siate disposti a perdere qualche strofa. Non troverete nessuno in coda.

E per chi è si è sparato tutte le 10 cose da non fare a un concerto, un piccolo bonus. Concerto che vai, persona che trovi. Eccone 5 da non portare mai ai concerti.

5 persone da non portare a un concerto

1. La coppietta di amici sbaciucchiosa (soprattutto se si è single).

2. Gli amici che arrivano ubriachi ancora prima di iniziare (il rischio è di passare buona parte dello spettacolo ad aiutarli a sopravvivere).

3. Il “cantante furioso” (leggendario amico di Orlando): è bello sapere tutte le canzoni, ma anche poter ascoltare la voce del proprio artista senza un coretto di sottofondo.

3bis. Meglio lasciare a casa anche gli amici che non sopportano un certo numero di decibel e si tappano le orecchie per il troppo rumore.

4. Il pogatore solitario: poga sempre e comunque, con qualsiasi ritmo. E crea imbarazzo.

5. I “campeggiatori”. Vengono così da me definitivi quegli amici che per essere in prima fila, passerebbero la notte precedente davanti all’ingresso armati di tenda, fornelletto e occhiaie.

Immagine | Martin Fisch

Segnala un errore

Tags:

Viaggiatrice, sognatrice, lettrice. Una tesi in storia contemporanea e un corso in Gestione dell'Immigrazione sintetizzano la sua vita universitaria. Girasoli e asini le sue passioni. Nello zaino non mancano mai i libri, la macchina fotografica, la passione per i viaggi e un paio di scarpe da ginnastica con cui segnare la strada.

1 Comment

  1. Leggero, divertente anche nella scrittura e soprattutto… Vero! Il decalogo va bene per quasi tutti i concerti. Grazie delle risate

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi

ghayath almadhoun

Ode alla tristezza di Ghayath Almadhoun

Pubblichiamo un testo tradotto da Pina Piccolo del poeta siriano-palestinese-svedese Ghayath Almadhoun. Un punto di vista necessario sull'Europa.
storia di maria

Eldorado Argentina | La storia di Maria

Maria Pontoni, sardo-umbra, partita dall'Italia con la barca Giovanni C e arrivata a Ushuaia il 28 agosto del 1949, dove ora vende lasagne. Una dei milioni di italiani emigrati in Argentina.
Torna su
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: