Sondaggi elezioni Francia 2017: socialisti fuori dal ballottaggio

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Sondaggi elezioni Francia 2017: socialisti fuori dal ballottaggio
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Sondaggi Francia 2017: sarà Sarkozy contro Marine Le Pen?

Il 2017 sarà l’anno delle elezioni politiche francesi. Dopo cinque anni di presidenza Hollande, i francesi si preparano alle tornata elettorale con pochissime certezze. In attesa delle primarie dei due schieramenti, vediamo qual è la situazione attuale e cosa dicono i sondaggi.

La sinistra francese

La confusione in vista delle primarie del prossimo gennaio rende difficile identificare la possibile rosa di candidati papabili per la corsa all’Eliseo. L’unica certezza è che Hollande ha perso il titolo candidato “naturale” come Presidente in carica: la fiducia verso il leader socialista è ai minimi storici e anche all’interno del suo stesso partito si sono sollevate prepotenti accuse di incapacità. Il tasso di crescita economica sotto la media europea, la delicata gestione dei migranti e i molteplici attentati terroristici avvenuti in Francia negli scorsi mesi sono tutti fattori che hanno contribuito ad affondare la fiducia nelle capacità del Presidente uscente. Malgrado lo stesso Hollande non abbia escluso una sua nuova candidatura per i socialisti, la lista degli attuali candidati per le primarie è decisamente lunga: Arnaud Montebourg, ex ministro dell’Economia, Benoît Hamon, ex ministro dell’Istruzione, la senatrice Marie-Noëlle Lienemann, il sindacalista Gérard Filoche, il deputato François de Rugy e Jean-Luc Bennahmias, presidente del partito Front démocrate. Il quotidiano Le Monde ha delineato un vero e proprio fronte anti-Hollande pronto a sostenere il candidato che si rivelerà più forte contro l’attuale leader socialista.

Hollande non dove fare i conti solo con gli avversari interni. Emmanuel Macron, fondatore del partito di centro En Marche!, si sta ritagliando uno spazio importante nello scenario politico francese a scapito soprattutto dei socialisti. Macron era stato nominato ministro dell’economia dopo il rimpasto del governo Valls e si era subito distinto per la sua ispirazione liberale. A fine agosto, si è dimesso dal suo incarico di ministro per intraprendere una nuova carriera da leader politico col suo nuovo partito. Malgrado sia una figura nuova, alcuni sondaggi lo danno già davanti ad Hollande nelle preferenze dei cittadini francesi. Per quanto riguarda la sinistra radicale, ci sono ben tre candidati indipendenti: Nathalie Arthaud, Philippe Poutou e Jean-Luc Mélenchon per il Front de Gauche, per il partito ecologista la candidata più papabile sembra essere Cécile Duflot.

La destra francese

Le primarie repubblicane si svolgeranno il prossimo mese di novembre e anche qui la rosa dei candidati è piuttosto folta: Alain Juppé, ex primo ministro e attuale sindaco di Bordeaux, Nicolas Sarkozy, Presidente francese prima di Holland, François Fillon, primo ministro dal 2007 al 2012, Bruno Le Maire, ex ministro dell’Agricoltura nel governo di Sarkozy, Jean-François Copé, ex presidente dell’UMP, Jean-Frédéric Poisson, presidente del Partito Cristiano Democratico e il deputato Hervé Mariton. Nonostante la lunga lista di nomi, i più accreditati per la corsa alla candidatura sono Sarkozy e Juppé. Quest’ultimo gode di particolare simpatia fra i socialisti moderati delusi da Hollande e poco fiduciosi in Macron, ma detiene una certa influenza anche fra i repubblicani che non vedono di buon occhio Sarkozy. L’ex-Presidente sta infatti attraversando dei guai giudiziari a causa di diverse irregolarità per la sua campagna presidenziale del 2012 e questa situazione, malgrado la popolarità di cui gode all’interno del partito, può spostare diversi voti in favore dei candidati “puliti”.

Potenziale mina vagante fra i candidati di destra è François Bayrou, presidente del partito Mouvement démocrate (MoDe): nel caso in cui Sarkozy dovesse vincere le primarie repubblicane, Bayrou si candiderebbe alle presidenziali da indipendente, mentre se a prevalere dovesse essere Juppé, appoggerebbe il candidato repubblicano che viene considerato più moderato. Altro candidato outsider per la destra è Nicolas Dupont-Aignan, presidente del partito gaullista e nazionalista Debout la France. Protagonista assoluta della destra radicale francese rimane, invece, Marine LePen. La leader del Front National rimane l’avversario da battere per le prossime elezioni francesi. Complici i fallimenti di Hollande e la paura di nuovi attentati, le argomentazioni populiste e anti-europeiste della Le Pen hanno fatto breccia nell’elettorato rendendola il leader più popolare fra i francesi. Forte dei suoi numeri, il Front National non parteciperà alle primarie di coalizione e presenterà la propria leader come candidato indipendente.

I sondaggi francesi sulle elezioni del 2017: 4 scenari

Le rilevazioni pubblicate da Le Figaro a inizio settembre prendono in considerazione molteplici scenari, in base agli esiti delle primarie. Vediamo insieme quelli più interessanti:

1) Uno scenario prevede Hollande come candidato socialista, Sarkozy come repubblicano e la presenza di Macron. Le Pen passerebbe al secondo turno col 26% assieme a Sarkozy col 20%. Al 16% troveremmo Macron davanti a Hollande fermo all’11% con Mélenchon. Bayrou si assicurerebbe un buon 9%, sottratti a Sarkozy dall’elettorato repubblicano.
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2) Uno scenario ribaltato prevede invece Juppé come candidato repubblicano. Vediamo Marine Le Pen passare al secondo turno di votazioni col 28,5% accompagnata da Alain Juppé col 25%. Terzo in ordine di preferenze troviamo invece Macron col 15% che supera Hollande (all’11%) di ancora quattro punti percentuali. A superare l’attuale Presidente sarebbe addirittura anche il candidato di Front de Gauche Mélenchon col 11,5%.
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3) Sarkozy come candidato repubblicano e Macron non si presents. Con queste premesse, a passare al secondo turno sarebbero sempre Le Pen col 27% e i repubblicani con Sarkozy al 25%. Hollande rimarrebbe fuori dai giochi con il 13% accompagnato da Bayrou sulla stessa soglia.
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4) Senza Macron con Juppé candidato repubblicano. In questo caso, sarebbe Juppé a passare come primo al secondo turno col 33%, con Le Pen al 29%. Hollande si fermerebbe solo al 14%, seguito da Mélenchon al 12%.
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Quello che appare evidente da queste rilevazioni è che i socialisti con Hollande non hanno speranze di passare al secondo turno. Inoltre, la potenziale candidatura di Macron ruberebbe molti più voti ai socialisti che ai repubblicani, favorendo questi ultimi in maniera considerevole. Gli equilibri e i numeri dei repubblicani sono fortemente influenzati anche dalla decisione di Bayrou di candidarsi o meno: la vittoria di Juppé alle primarie garantirebbe in ogni caso più preferenze.

L’unica certezza rimane Marine Le Pen: qualunque fosse la rosa degli avversari, la leader nazionalista passere sempre il primo turno. Non sarebbe comunque scontata la sua vittoria al ballottaggio: storicamente, quando il Front National è riuscito a passare al secondo turno socialisti e repubblicani hanno sempre confluito i propri voti verso il candidato avversario per evitare la vittoria dei Le Pen.

In quel di Firenze, trascorro la mia vita fra Internet e il volontariato. Dopo una laurea in Economia all'Università di Bologna, ho trovato l'equilibrio paretiano nella mia vita iscrivendomi alla specialistica in Scienze della Comunicazione. Da grande vorrei trasformare le mie passioni nel mio lavoro.

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