Sondaggi elezioni Francia 2017: sfida Le Pen-Macron

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Ultimi sondaggi sulle elezioni francesi

Secondo la media dei sondaggi francesi riportata da Termometropolitico.it, la corsa a due per l’Eliseo è già realtà: Marine Le Pen è la prima candidata con ben il 26,4% delle preferenze con Macron poco distante al 25,2%; poche speranze per il gollista Francois Fillon fermo al 19,2%, mentre Hamon coi socialisti e la sinistra di Mélenchon rimangono semplici spettatori rispettivamente col 13,6% e l’11,33%. Malgrado il vantaggio al primo turno, secondo la media dei sondaggi di marzo la Le Pen uscirebbe sconfitta contro Macron con uno scarto considerevole: il 38,4% della leader del Front National contro il 61,6% del fondatore di En Marche!. Anche nel caso di un insperato recupero di Fillon, il ballottaggio con la Le Pen porterebbe alla vittoria del gollista, anche se meno schiacciante: il 42,5% contro il 57,5%.

Elezioni francesi 2017: il dibattito tra i candidati

Lo scorso 20 marzo la rete televisiva TF1 ha trasmesso un dibattito di tre ore fra i cinque principali candidati alle elezioni presidenziali. A 34 giorni dal voto, Fillon, Macron, Mélenchon, Le Pen e Hamon si sono affrontati faccia a faccia in una tribuna televisiva sui temi più ricorrenti di questa campagna elettorale. A uscire vincitore dallo scontro in diretta nazionale sembra essere stato Macron, attaccato molto spesso da Le Pen durante l’intero dibattito. Il candidato rinnovatore è riuscito a reggere la pressione e a rispondere in maniera adeguata a tutte le osservazioni sollevate dagli altri candidati. Al di là degli slogan lanciati per i temi dell’istruzione e dell’economia, il dibattito più acceso si è concentrato sui temi della laicità e dell’integrazione, con Marine Le Pen che è riuscita ad esporre in maniera chiara e incisiva il programma radicale del suo partito. Macron e gli altri candidati hanno risposto interrompendola spesso durante il suo intervento, ma l’impressione è che la leader del Front National sia stata molto più efficace degli avversari nell’esprimere le propria posizioni. C’era anche grande aspettativa sulla reazione dei candidati alla domanda sugli scandali che stanno caratterizzando la campagna elettorale: gli ospiti non hanno approfittato dell’occasione per attaccare apertamente Fillon, con suo gran sollievo. Mélenchon ha voluto prendere le distanze, precisando:

Quando si dice che la campagna elettorale è stata inquinata da alcuni affaires, mi dispiace, ma non riguarda me. Qui ci sono solo due persone coinvolte: il signor Fillon e la signora Le Pen. Ma noi non abbiamo nulla a che fare con questo, quindi non ci mettete sullo stesso piano.

Al termine del dibattito, ElabelBFMTV ha effettuato un sondaggio su un campione di 1.157 spettatori per capire quale dei candidati fosse stato più convincente rispetto agli avversari. Secondo la rilevazione, Emmanuel Macron è quello che più ha convinto il pubblico campione con il 29% di preferenze. Distante di ben nove punti percentuali è il secondo, Jean-Luc Mélenchon al 20% seguito a ruota da Francios Fillon e Marine Le Pen, entrambi al 19%. Fanalino di coda è Benoit Hamon, ben distante dai diretti avversari con solo l’11%. Alla domanda “chi ha il migliore progetto per la Francia?” il pubblico ha scelto con decisione Macron con ben il 30% di preferenze. Seguono a debita distanza Fillon al 20%, Le Pen al 19%, Mélenchon al 16 e Hamon al 14%.
Dallo stesso sondaggio, è interessante osservare anche i dati relativi alla domanda “chi ha le qualità necessarie per essere Presidente?”: malgrado il testa a testa serrato nei sondaggi, a questa domanda Macron batte nettamente Le Pen con il 31% contro il 17%. La leader del Front National sarebbe addirittura dietro a Fillon al 24%. Confermate invece le aspettative sui leader di sinistra Mélenchon e Hamon, fermi rispettivamente al 15% e all’11%.

Gli scenari a un mese dal voto

Il ballottaggio fra Macron e Le Pen sembra lo scenario più scontato. Il candidato “rinnovatore” sembra aver conquistato la fiducia dell’elettorato neutro francese, complici gli scandali che hanno travolto Fillon e la debacle dei socialisti post Hollande. L’entusiasmo percepito dopo la vittoria di Hamon alle primarie socialiste è ben presto scemato a causa della campagna dirompente di Macron che ha segnato un elemento di rottura col passato molto più incisivo rispetto al successo inaspettato del candidato socialista. Malgrado la svolta all’interno del Ps sia evidente, gli elettori apparentemente non si sentono più rappresentati dai partiti tradizionali e identificano nel leader di En Marce! un elemento di cambiamento su tutti i fronti, forte anche di della sua retorica populista. Dall’altra parte, il “Penelope Gate” che ha colpito Fillon non ha fatto altro che accrescere l’impopolarità dei politici tradizionali verso i cittadini. Il candidato gollista ha dapprima perso la fiducia dei propri elettori e poi quella di buona parte del suo stesso partito. Il centro-destra francese si appresta ad affrontare queste elezioni ormai quasi rassegnato alla sconfitta, dopo che anche i centristi MoDem di Francois Bayrou hanno apertamente dato il proprio sostegno a Macron. Il ballottaggio del 7 maggio sarà quindi uno scontro diretto fra i leader dei due partiti anti-sistema: da una parte il rinnovamento europeista di Macron e dall’altro l’antieuropeismo populista di Le Pen. Emmanuel Macron uscirebbe nettamente vincitore contro la leader del Front National: come successo in passato con Le Pen padre, la paura di una deriva francese anti-europeista e xenofoba potrebbe spingere buona parte degli elettori a votare a favore del candidato avversario.

In quel di Firenze, trascorro la mia vita fra Internet e il volontariato. Dopo una laurea in Economia all'Università di Bologna, ho trovato l'equilibrio paretiano nella mia vita iscrivendomi alla specialistica in Scienze della Comunicazione. Da grande vorrei trasformare le mie passioni nel mio lavoro.

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