Pagelle Sanremo 2016: promossi e bocciati del Festival

di
pagelle-sanremo-2016-1
@panorama.it

Il sessantaseiesimo Festival della canzone italiana procede. Con una lentezza straordinaria, ma procede. 
E noi vogliamo un attimino mettere da parte tutte quelle cose che, con la canzone italiana, non c’azzeccano niente.

Per cui non parleremo di quel genio indiscusso di Virginia Raffaele che non ne sbaglia una, o di Gabriel Garko che invece le sbaglia tutte. Non parleremo di Eros Ramazzotti o dei Pooh che ieri sera hanno alzato clamorosamente l’età media, già abbastanza alta, sul palco dell’Ariston di una 50ina di anni (escludendo quella al di sotto del palco, che invece avrebbero abbassato da 150 a 97).
Nessun riferimento, quindi, alla manata sul culo di Madalina da parte del nostro Carletto Conti o di un Antonio Razzi che spunta tra le prime file.

Quello che c’azzecca meglio di tutto con la canzone italiana si sa: sono i cantanti. 
Eccoli, tutti e venti, sottoposti al mio atroce giudizio competente.

Pagelle Sanremo 2016: Lorenzo Fragola

Gliene dicono di tutti i colori e probabilmente hanno ragione. La canzone è pericolosa, nel senso che ti si ficca fastidiosamente in testa se superi il primo minuto di ascolto perché non fai in tempo a recuperare il telecomando per cambiare.
Voto: 5 e mezzo, perché l’ho visto nascere

Dear Jack

La realtà della musica pop nazionale è fatta di questi personaggini qui: piccoli tamarri che se non sanno come riempire il testo di una canzone scelgono di ripetere venti volte lo stesso motivetto. Mezzo respiro ancora, ancora? Ti prego basta.
Voto: 3 e mezzo, perché almeno non c’è più Bernabei

Giovanni Caccamo e Deborah Iurato

Due sconosciuti insieme fanno un Big. Lui sarebbe anche bravino, ma lei è insopportabile. Peccato.
Voto: 4, ma è solo matematica (7 per Caccamo, 1 per la Deborah)

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@borse.leichic.it

Noemi

Sembra che anche lei sia stata trascinata nel tormentone dell’#escile. Sta al gioco, come dimostra il suo “sta senza pensier” urlato al termine dell’esibizione all’Ariston, su esplicita richiesta di quei geniacci di The Jackal.
La sua canzone è bella, prova ad essere un po’ troppo Fiorella Mannoia ma ci sta bene.
Voto: 7 e mezzo, perché finalmente è tornata cazzuta

Stadio

Qualche problemino di voce ce lo abbiamo avuto anche qui, il risultato finale è un po’ troppo Vasco Rossi. La canzone, comunque, ha un testo molto bello.
Voto: 6+, perché almeno ci hanno risparmiato il vero Vasco Rossi

Arisa

Probabilmente la sua è una delle migliori canzoni del Festival, e in quanto a intonazione e trasporto non ce n’è per nessuno. Sì, però come si concia…
Voto: 7+, perché quando canta almeno non parla

Enrico Ruggeri

Sembra più giovane adesso di quando nel ’93 ha vinto con Mistero. Sarà per questo che a quasi sessant’anni canta ancora del primo amore. Sul ritornello della canzone me ne vengono in mente altre cinquanta, però almeno è una botta di vita rispetto alle altre con cui compete.
Voto: 6 e mezzo, per il chiodo

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@sanremonews.it

Bluvertigo

Tra le interpretazioni disastrose di sicuro vincono loro. Con Morgan ogni volta è una sofferenza, ma la canzone in sé è bellissima.
Voto: un imparzialissimo 7 che potrebbe aspirare al 10

Rocco Hunt

Zumbe nsiem’ a nuje. Va bene, basta che poi mi lasci stare. 
È una canzone appiccicosa, sono due giorni che canto ueicap guagliù, passerà?
Voto: 5, per il carisma

Irene Fornaciari

È una persona che mi incuriosisce un sacco. Se la incontrassi vorrei farle così tante domande che non saprei da dove cominciare. Qualcosa tipo: che cosa fai nella vita quando non partecipi a Sanremo?
Voto: 6-, per la tenerezza infinita.

Dolcenera

Non la reggo. In nessuna versione e soprattutto in questa che ricorda vagamente “A natural woman” della Franklin.
Voto: 4 e mezzo, perché una volta ha cantato una canzone che mi piaceva

Clementino

Chi? Clementino. Ah.
Voto: 4, per la mia ignoranza in materia

Patty Pravo

…e amicizia lunga. A un certo punto, una dovrebbe smetterla di andare a Sanremo. O di ricostruirsi la faccia. O di cantare canzoni di amori indimenticati e indimenticabili.
Voto: 6, perché io comunque al confronto non sono nessuno

Valerio Scanu

Mi sento in dovere di ringraziarlo per la sobrietà nel vestirsi, non me lo sarei mai aspettato visti i suoi terribili precedenti. La canzone è bella e profonda, l’esibizione perfetta. L’unico problema è lui.
Voto: 5 e mezzo, per il taglio di capelli.

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@media.tvblog.it

Francesca Michielin

Non ho fatto caso alla canzone perché ero lì a pensare: mi piace la mise hipster oppure no? Alla fine ho deciso che mi piaceva, ma la canzone era già finita.
Voto: 6+, per l’outfit

Elio e le Storie Tese

Fottuti geni. Grandissimi come sempre. Dei 7 “andarelli” finirà che non ne ricorderò nemmeno uno, ma la trovata è sicuramente sopra le righe. Amore infinito.
Voto: 9, per tutto

Alessio Bernabei

Chi? E soprattutto, perché? 
Noi siamo infinito, lui invece limitatissimo.
Voto: 3, sperando che dai Dear Jack non esca più nessuno

Annalisa

Lei è gnocca e pure brava. Ma la riscopro anche intelligente, perché finalmente ha capito che doveva smetterla di cantare canzoni di merda e si è messa a scrivere qualcosa anche lei. Il risultato è accettabile, dai.
Voto: 7, per il bel nome

Zero Assoluto

Thomas e Matteo li ascoltavo in segreto quando ero adolescente. La canzone è uguale a tutte le altre che hanno scritto e cantato tempo fa: quindi ci piaciucchia.
Voto: 5, per nostalgia

Neffa

Tutte le aspettative che avevo sono state deluse nel vederlo mano nella mano con Dolcenera. Neffa, non si fa.
Voto: 5, perché sono gelosa

Da biologa pentita, procedo in direzione contraria al buon senso e mi rifugio a Milano per studiare Scienze della Comunicazione, dopo anni di vagabondaggi alla ricerca della pace interiore. Così, la riscopro nella Tequila, nei concerti al Magnolia, nelle canzoni coi finali tristi, nelle newsletter di Rockit e nelle pagine del Rolling Stone. Adoro ossessivamente X-Factor e odio il fatto che Sanremo coincida con la sessione invernale.

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