All’improvviso Nestorovski

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nestorovski palermo
@palermocalcioit

Lo scorso 22 luglio il Palermo perdeva 3-1 in amichevole contro gli ungheresi del Balmazújváros, compagine militante nella seconda divisione magiara. Si è trattato dell’apice negativo di un’estate tutt’altro che positiva e piena di brutti segnali per i tifosi rosanero.

Tutti i protagonisti dell’ultima salvezza se ne erano andati o erano in procinto di farlo e i nuovi arrivati suscitavano più che altro perplessità. La rosa sembrava piena di lacune, soprattutto in attacco. Non a caso il “bomber” estivo era stato Andrea Rispoli, un terzino, a segno anche contro gli sconosciuti ungheresi.

Durante le ultime settimane di mercato gli sforzi del direttore sportivo Daniele Faggiano si sono concentrati soprattutto sul reparto avanzato. È arrivato Alino Diamanti a dare imprevedibilità e a prendere di fatto la scomoda eredità di Vazquez, ma poi si è anche cercato una prima punta.

La storia del centravanti si è presto trasformata in una commedia con un cast affollatissimo. Borriello all’inizio, poi la suggestione Balotelli, Daniel Ciofani, Iemmello, Falcinelli, Djurić, Galabinov, Lafferty, Palacio, Bergessio, fino ad arrivare agli ultimi improbabili nomi tipo Berbatov o Adebayor. Sicuramente ne dimentico qualcuno e molti di questi sono state idee fantasiose di qualche giornalista più che vere trattative. Sta di fatto però che alla fine non è arrivato nessuno di loro.

A quel punto a Palermo si sono dovuti arrendere alla situazione e fare di necessità virtù. Il centravanti era già in casa, di fatto da gennaio. Bisognava affidarsi a lui. Bisognava riporre fiducia in Ilija Nestorovski.

Ma chi è Ilija Nestorovski?

nestorovskiIl problema era che in molti a Palermo, leggendo biografia sportiva del macedone, non riuscivano ad averne, di fiducia. Nato a Prilep, in Macedonia, nel 1990, Nestorovski ha iniziato a giocare nel Pobeda, la squadra della sua città natale, dove ha esordito molto giovane e si è messo in mostra, tanto da essere acquistato qualche anno dopo dai cechi dello Slovácko. Non un grande club, ma sicuramente un passo avanti rispetto al livello del campionato macedone.

In Repubblica Ceca le cose però non vanno al meglio. Pochi gol, un paio di prestiti infruttuosi, tra cui uno in patria, e molta delusione. Nel 2013 avviene la svolta. Viene girato all’Inter Zaprešić, squadra militante nella seconda serie croata e inizia a segnare. Senza più fermarsi. 20 gol nel 2013-2014, 24 l’anno successivo in cui conquista coi compagni la promozione in massima serie, 25 la scorsa stagione, nonostante il salto di categoria. Il totale dice 69 gol e tre titoli di capocannoniere consecutivi.

Il Palermo se lo è assicurato già a gennaio, grazie ai buoni uffici di Davor Ćurković, l’agente FIFA che ha portato in rosanero tanti altri giocatori dall’Est-Europa e di cui Zamparini si fida molto. Pur potendo esibire numeri importanti, in molti comunque non si fidavano. Il livello del campionato croato non è paragonabile a quello della Serie A e le prime uscite tra amichevoli e Coppa Italia non avevano impressionato.

Nestorovski si è sempre impegnato, correndo molto e dandosi da fare, ma non aveva mai dato l’impressione di poter fare la differenza. Fisicamente è ben piazzato, ma non è certo un gigante. Tecnicamente non è disprezzabile, ma non sembra avere grosse qualità.

Poi però, all’improvviso, l’esplosione. Tre gol in quattro partite, tra la terza e la settima giornata di campionato, che sono valsi 5 punti in tre trasferte (e avrebbero potuto essere 7 senza la prodezza di Bruno Fernandes all’ultimo secondo dell’ultima gara con la Sampdoria). Il carneade balcanico è di colpo diventato un idolo dei tifosi rosanero e di tutti fantacalcisti temerari che lo avevano preso in estate spendendo pochissimo e sperando nel colpaccio.

Un fuoco di paglia o la consacrazione di un ottimo attaccante? È presto per dirlo. Quello che possiamo fare adesso è provare a capire che giocatore sia e come abbia fatto a segnare così tanto in Croazia per vedere se sarà in grado di continuare a farlo in Italia. Guardando le sue marcature delle scorse stagioni ci si rende conto che i gol segnati contro Crotone, Atalanta e Sampdoria sono proprio un piccolo compendio delle sue qualità migliori.

Alcune cose che Nestorovski sa fare bene

Contro il Crotone Nestorovski ha segnato girando in porta di sinistro un cross basso dal fondo di Alesaami. Un gol semplice dal quale però si intuisce una cosa fondamentale su di lui: si tratta di un attaccante che va servito, un terminale. Probabilmente non è un caso che abbia iniziato a segnare dopo l’arrivo sulla panchina rosanero di Roberto De Zerbi. A differenza di Ballardini (che aveva puntato più che altro sulla solidità difensiva), il nuovo allenatore sta cercando di dare un gioco propositivo al Palermo, nonostante la cifra tecnica della sua squadra non sia elevatissima.

Nelle prime uscite stagionali Nestorovski, pur impegnandosi molto, era sembrato davvero avulso dal resto della squadra. Adesso non è che partecipi chissà quanto alla manovra, ma per lo meno gli arriva qualche pallone in più. In questo lo aiuta la sua capacità di trovare sempre gli spazi giusti tra i difensori avversari. Il macedone è bravissimo ad intuire dove si trova all’interno dell’area e dove deve andare per rendersi pericoloso. Si veda ad esempio questo gol in cui, con gli occhi fissi sul pallone che sta arrivando, cambia all’improvviso direzione lasciando sul posto il difensore.

Ancora più bello da vedere e difficile da capire quello che fa nel gol qui sopra, dove risaltano tempismo e percezione di quanto avviene attorno a lui. Arriva un passaggio basso da centrocampo, lui si sposta verso l’esterno seguito dal difensore, ma a quel punto si ferma per un istante e riprende la corsa verso l’interno. L’avversario scivola col pallone che passa alla sua sinistra e Nestorovski si trova così la strada più o meno sgombra verso la rete. Volendo usare una frase ad effetto, Nestorovski non sarà bravissimo a dribblare con la palla, ma è abilissimo a dribblare con lo spazio e il tempo.

Sebbene non abbia ancora segnato in questo modo in Italia, questa caratteristica gli permette di essere pericoloso anche di testa, pur non essendo altissimo e nonostante non abbia una elevazione straordinaria.

La capacità di sapere sempre dove si trovano lui, gli avversari e la porta e il tempismo risaltano particolarmente in situazioni di confusione in area, per esempio in seguito a calci piazzati. Il gol segnato contro l’Atalanta (lo trovate nel video in basso) è un caso classico. Aiutato anche dallo schema della squadra, il macedone si materializza fuori dalla mischia e prende il tempo a tutta la difesa nerazzurra girando al volo di destro il cross di Jajalo. Nel caos sembra avere la capacità di trovare il punto migliore dove far male.

Tutto questo cercando anche di sfruttare gli errori degli avversari, una delle armi che usa spesso, in tutte le circostanze, come dimostra l’ultima segnatura italiana contro la SampdoriaDurante la discesa sulla sinistra del solito Aleesami, chiama palla e si allontana da Škriniar sfilandogli alle spalle. Dopo il liscio del difensore slovacco, non deve fare altro che stoppare e prendere la mira.

Se può cerca anche di scommettere sull’errore avversario andando in pressione sui difensori mentre cercano di impostare, rivelandosi anche molto utile in fase di non possesso. Il fiato e lo spirito di sacrificio per farlo non gli mancano come ha dimostrato fin dal primo giorno.

A tutto questo va aggiunto anche il fatto che il suo tiro, pur non essendo potente, sa essere molto preciso, anche in situazioni di scarso equilibrio dove, ancora una volta, può sfruttare la sua capacità di intuizione degli spazi.

Quello che Nestorovski non sa fare bene

Ovviamente Nestorovski è un giocatore che ha anche grossi difetti. Come detto, è un attaccante che va servito, non uno da cui aspettarsi l’invenzione. Il dribbling non è disprezzabile, ma è funzionale soprattutto negli spazi stretti, quando può sfruttarlo in velocità per prendere in contro tempo il difensore. Questo vuol dire che se la squadra non lo assiste rischia di rivelarsi quasi inutile e anche nelle sue migliori partite in Italia ci sono stati momenti in cui veniva spontaneo domandarsi se fosse ancora in campo.

Fisicamente rende centimetri e chili alla maggior parte dei centrali del campionato e difficilmente sarà in grado di segnare di forza come gli capitava ogni tanto in Croazia. Il suo pressing in Italia, per quanto utile, è spesso meno efficace per via del ritmo di gioco più elevato a cui dovrà abituarsi.

Probabilmente, in una squadra coi difetti del Palermo, non arriverà mai a quota 20 gol, ma di sicuro questo suo magic moment non rimarrà senza alcun seguito. Il suo modo di giocare, infatti, gli permette di coprire almeno in parte le sue lacune, come se avesse cercato negli anni di sviluppare un modo di attaccare più consono alle sue qualità, sebbene qualcosa si vedesse già prima dell’esplosione croata (si veda il primo gol segnato nella sua sfortunata esperienza in Repubblica Ceca).

Non eccelle in doti tecniche e fisiche ma, come abbiamo visto, conosce meglio di chiunque altro l’ambiente in cui deve muoversi. Questa abilità in Croazia, dato lo scarso livello del campionato locale, gli permetteva di essere quasi devastante sia in area che a tutto campo come dimostrano alcune aperture o passaggi eseguiti.

In Italia sarà sicuramente più difficile per lui rendere a quel livello. In questo inizio ha sfruttato l’effetto sorpresa, ma a lungo andare i difensori impareranno a conoscerlo e il livello superiore gli concederà meno occasioni di sfruttare gli errori altrui.

Nestorovski ha però già dimostrato nella sua carriera di essere in grado di fronteggiare le avversità. Già adesso potrebbe senza problemi raggiungere una decina di reti, ma non è detto che riesca ad adattare ancora il suo gioco al contesto, anche perché nelle interviste concesse fino adesso trapela la personalità di un ragazzo umile che punta a far bene per smentire i critici. Molte delle speranze del Palermo, che nel frattempo anche grazie ai suoi gol ha dimostrato di non essere proprio quel branco di brocchi senza speranza che tutti pensavano, passano dalla sua capacità di mantenere un buon score realizzativo.

In ogni caso sarà meglio non sottovalutarlo più. Anche in nazionale, dove con la sua Macedonia (nella quale conta 8 presenze e questo gol con molta probabilità ce lo troveremo di fronte nel corso delle qualificazioni per Russia 2018.

Classe 1987, un po' veneto, un po' siciliano, laureato in giornalismo. Tra redazioni e uffici stampa faccio questo mestiere già da qualche anno. Più o meno. Adoro lo sport, tifo Palermo nel calcio e Verona nel basket. Ho scritto due libri e non sono ancora riusciti a farmi smettere. Attualmente vivo a Sombor, in Serbia.

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