Le 10 cose migliori fatte dal Governo Renzi7 min read

11 Dicembre 2016 Politica Politica interna -

Le 10 cose migliori fatte dal Governo Renzi7 min read

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Le 10 cose migliori fatte dal Governo Renzi
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L’esperienza del Governo Renzi si è conclusa dopo 1020 giorni. Pur essendo un governo di coalizione, è stato il quarto esecutivo più longevo della storia italiana. Più dell’attuale Presidente dimissionario sono durati solo i governi Craxi I e i Berlusconi IV e II. Al di là dei 1000 giorni raggiunti e superati, quali risultati positivi è riuscito a portare a casa Renzi?

1) Introduzione di nuovi reati di danno ambientale

Nel maggio 2015, il Senato approva in via definitiva la nuova legge sui reati ambientali. Vengono individuati cinque nuove tipologie di ecoreati: il disastro ambientale, l’inquinamento ambientale, il traffico e l’abbandono di materiale radioattivo, l’impedimento del controllo e l’omessa bonifica. Le pene prevedono da uno a sei anni di carcere a seconda del reato e della gravità dell’impatto ambientale. Sono stati inoltre raddoppiati i termini di prescrizione per i suddetti reati e ne è prevista la sospensione in caso di ravvedimento operoso. Novità importante è anche la possibilità di condanna al ripristino dello stato originale dei luoghi, qualora ve ne fosse la possibilità. Particolari aggravanti sono previste nel caso ci si trovi di fronte ad associazioni a delinquere di stampo mafioso o se i responsabili coinvolti esercitano funzioni pubbliche in materia ambientale.

2) Il pacchetto anti-corruzione

Sempre nel maggio del 2015, il Governo riesce a far approvare in Senato un disegno di legge volto a contrastare la corruzione e i reati contro la pubblica amministrazione. La nuova legge si compone di dodici articoli e si divide in due parti, una riguardante i reati contro la pubblica amministrazione e l’altra relativa ai delitti di false comunicazioni sociali. In particolare, contro la PA sono individuati specifici reati con la relative condanne: per il peculato da 4 a 10 anni e 6 mesi; da 6 a 10 anni per la corruzione propria e da 1 a 6 anni per quella impropria; l’induzione indebita prevede dai 6 ai 10 e 6 mesi; per la corruzione in atti giudiziari sono invece previsti dai 6 ai 12 anni, elevabili fino a 20 nei casi più gravi. L’iter della legge anti-corruzione è stato molto travagliato ed ha ottenuto l’approvazione definitiva solo 797 giorni dopo la sua presentazione. Lo stesso Presidente del Senato Grasso, primo firmatario del ddl, nei mesi subito precedenti aveva espresso la necessità di approvare al più presto la nuova legge visti i continui rinvii. Solo una presa di posizione netta del Governo verso i propri parlamentari di coalizione ha permesso l’approvazione definitiva.

3) Reintroduzione del reato di falso in bilancio

Grazie allo stesso pacchetto di norme anti-corruzione è stato reintrodotto anche il reato di falso in bilancio, depenalizzato durante il secondo Governo Berlusconi: per le società non quotate, le pene andranno da 1 a 5 anni; per le società quotate, invece, le pene andranno da un minimo di 3 ad un massimo di 8 anni; per le piccole imprese è previsto da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 3 anni.

4) Revisione del Patto di Stabilità Interno

Con la modifica del provvedimento adottato dal 2012 dal Governo Monti, il Governo Renzi ha sbloccato per gli enti locali la possibilità di nuovi investimenti sul territorio. Il Patto di Stabilità era stato introdotto da Monti per rispondere alle richieste europee di stabilità finanziaria, legando le mani di Comuni e Regioni: i paletti imposti per assicurare il pareggio di bilancio degli enti erano talmente restrittivi che alcune amministrazioni sono state costrette ad operare tagli anche sui servizi essenziali. Con le modifiche approvate quest’anno, l’obiettivo del pareggio di bilancio rimane, ma viene lasciata più libertà di manovra garantendo anche la possibilità di nuovi investimenti da parte degli enti locali.

5) Gli 80 euro in busta paga

Per quanto sia da molti criticata ed equiparata ad una manovra di voto di scambio, i lavoratori dipendenti tutt’oggi percepiscono i famosi 80 euro in più nei loro stipendi. L’iniziativa del conguaglio in busta paga è stato uno dei primi grandi annunci del Governo Renzi: l’intento è sempre stato quello di rilanciare i consumi attraverso un contributo diretto per i consumatori coi redditi più bassi. Grazie al potere d’acquisto in più, la loro alta propensione al consumo dovrebbe portare ad un incremento aggregato dei consumi non indifferente. Bisogna comunque evidenziare che, secondo i dati Istat 2015, per il 2014 non si è vista una effettiva incidenza degli 80 euro in più sui consumi delle famiglie ma, piuttosto, si è visto un incremento dei risparmi. Secondo alcuni analisti, l’effetto positivo sui consumi si vedrà solo nel medio-lungo periodo, quando la paura verso l’instabilità economica futura sarà diminuita. Proprio in questa previsione, il bonus degli 80 euro è stato reso strutturale con la legge di stabilità del 2015.

6) Nuova linfa per la cultura

La lista degli interventi per la tutela e la promozione culturale in Italia è piuttosto varia. Si parte nel 2014 col Decreto Cultura targato Franceschini: approvato nel luglio dello stesso anno, il decreto prevede nuovi orari di apertura dei musei italiani, con la conferma di una domenica gratuita al mese in tutte le gallerie e nei siti d’interesse storico e artistico, agevolazioni fiscali e detrazioni per le donazioni finalizzate al restauro ed al recupero di beni culturali (così detto Art-Bonus), ulteriori agevolazioni fiscali per i cinema e la riduzioni del 30% del carico fiscale per le ristrutturazioni alberghiere. Inoltre, su proposta del Governo, nel maggio 2016 il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha dato il via libera per stanziare 3,5 miliardi di euro destinati agli ambiti della ricerca e della cultura. L’ultima iniziativa di quest’anno riguarda prettamente i giovani: per rilanciare i consumi culturali fra le nuove generazioni, il governo ha stanziato un bonus di 500 euro per i neo-maggiorenni (574 mila giovani) da spendere entro dicembre 2017 esclusivamente per musei, parchi, gallerie d’arte, eventi culturali, cinema e teatro.

7) Piano per la banda larga

Nell’aprile 2016 è stato presentato da Renzi stesso il primo piano nazionale per la banda larga, da implementare con la collaborazione dell’Enel. Proprio l’azienda per le energie ha presentato un programma per portare alla copertura di 224 città, per un totale di 7,5 milioni di case, che prevede uno stanziamento complessivo di 2,5 miliardi di euro. A giugno si è tenuto il primo bando di Infratel, la neonata azienda che gestirà la futura rete fibra per conto dello Stato, per la creazione e mantenimento di nuove infrastrutture per la banda larga nelle regioni Abruzzo, Molise, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto. La copertura di intervento richiesta dal bando riguarda soprattutto aree di fallimento di mercato, dove nessun operatore si è mai impegnato ad investire per la creazione di reti veloci.

8) Le unioni civili

La legge sulle unioni civili, di cui avevamo già parlato in precedenza, è uno dei risultati più apprezzati e più contestati del Governo Renzi. Malgrado l’approvazione del ddl Cirinnà abbia finalmente garantito alcuni diritti essenziali alle coppie omosessuali, in tantissimi hanno criticato l’approvazione di una legge “a ribasso” piegata alle dure prese di posizione dell’area più conservatrice delle forze del governo di coalizione: la cancellazione dell’obbligo di fedeltà e la rimozione della “famosa” stepchild adoption dal testo originale sono state frutto di lunghe contrattazioni col Ncd del vice-premier Alfano, ma hanno comunque permesso alla legge di essere approvata.

9) La legge sul “dopo di noi”

Un risultato raggiunto da Renzi quest’anno è stata l’approvazione del ddl “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare”. La nuova legge sul “dopo di noi” stabilisce la creazione di un fondo per l’assistenza e il sostegno ai disabili rimasti privi dell’aiuto della famiglia e diverse agevolazioni per privati, enti e associazioni che decidono di stanziare risorse a loro tutela. Vengono inoltre previsti nuovi sgravi fiscali, esenzioni e incentivi per la stipula di polizze assicurative, trust e su trasferimenti di beni e diritti post-mortem. Prima del giugno 2016 non era previsto alcune regime di assistenza per le persone disabili rimaste senza il supporto della famiglia.

10) La legge sull’autismo

Nell’agosto del 2015, in Senato viene approvata in via definitiva la prima legge italiana sull’autismo: si prevede l’aggiornamento triennale delle Linee di indirizzo per prevenzione e cura, estendendole non solo alla vita del bambino autistico ma anche all’adolescente e adulto; l’autismo viene ufficialmente inserito nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), garantendo così l’uniformità di trattamento dei malati nelle varie Regioni; infine, si impone l’impegno del ministero della Salute a promuovere non solo la ricerca di tipo biologico e genetico, ma anche di tipo riabilitativo e sociale. L’inclusione dell’autismo nei Lea garantirà soprattutto la possibilità di usufruire di servizi particolari sia a domicilio che in ambulatorio, favorirà l’individuazione precoce del disturbo e permetterà di delineare programmi terapeutici riabilitativi personalizzati, training delle famiglia e diverse collaborazioni con le scuole.

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Fiorentino di nascita, Web Marketing Specialist per diletto e Nerd di professione. Si nutre di cultura pop e vive la sua vita perennemente in direzione ostinata e contraria. Per Le Nius supporta l'area editoriale, in ambito politica, e l'area social. matteo@lenius.it
3 Commenti
  1. Armando

    E stato uno dei pochi presidenti a prendersi un sacco di responsabilità e a far approvare un paio di punti di leggi che erano anni e poi dicono che non ha fatto nulla pero gli 80 euro si li prendono sulla busta paga forza Renzi sei grande sono un tuo fans

  2. Maria Carla Lodi

    Molti cittadini non si rendono conto o fanno finta di dimenticare tutte le leggi approvate dal governo Renzi - dovrebbe trovare un modo veloce ed efficiente per ricordarle a tutti: io sono andata a cercarmele perché Renzi mi piace ma quando mi dicono “che ha fatto in tutto questo tempo?” non ho la risposta pronta Inoltre i Renzi-detrattori sono molto aggressivi come tutti quelli che vanno per frasi fatte

  3. Salvo

    Inutile evidenziare allora che il debito pubblico è aumentato dal 2011 di oltre 300 mld di €, il rapporto deficit/PUL superato il 130%, nonostante la BCE fornisse denaro a costo pressoché nullo il PIL italiano è quello cresciuto meno dei 27 Paesi EU, hanno speso decine di miliardi per l’emergenza migranti senza essere stati capaci di un ricollocamento in altri Paesi EU, tra pochi mesi scatteranno le clausole di salvaguardia che faranno aumentare l’IVA…ma va tutto bene, anzi benissimo.

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