Guida dell’ultimo minuto al Giro d’Italia 2016

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Con i numeri si va dritti al punto, o almeno così pare. E allora, per dire: c’è il Giro d’Italia 2016, il 99°, che parte venerdì 6 maggio da Apeldoorn, Olanda, e si conclude 3463.1 km dopo a Torino, il 29 maggio. Ci sono 198 atleti per 22 squadre, 21 tappe e 3 giorni di riposo. C’è anche la dodicesima partenza dall’estero – tris Orange con Groningen 2002 e Amsterdam 2010 – e dopo tre frazioni in Olanda il gruppo volerà a Catanzaro, dove inizierà la lunga e insidiosa risalita della penisola. Davanti ci sarà tutta l’Italia, più o meno, e tutti i 42.200 metri di dislivello previsti.

Numeri o no, sarà una faticaccia. Alfredo Binda, pratico, l’avrebbe messa così: per andare in bici servono i garùn, servono le gambe. Siete liberi di non credere al ciclismo epico di Binda, ma sappiate che è il ciclista con più Giri d’Italia vinti, ben 5 (d’accordo, non è solo. Ma gli altri due si chiamano Fausto Coppi ed Eddy Merckx, quindi fate un po’ voi).

Il percorso del Giro d’Italia 2016

In tutto ci saranno 2 crono individuali e una cronoscalata (tappe 1, 9 e 15), 7 frazioni pianeggianti, 7 di media montagna e 4 difficili giornate sulle vette più alte tra Dolomiti e Alpi, inclusi i 2744 metri di altitudine del Colle dell’Agnello, Cima Coppi, la vetta più alta del Giro d’Italia 2016.

Ad Apeldoorn una crono individuale di 9.8 km aprirà la tre giorni olandese, che continuerà con i piattoni di Nijmegen ed Arnhem, entrambi nel mirino degli sprinter. Dopo una giornata di trasferimento, il gruppo ripartirà dalla Calabria per la quarta frazione. Occhio subito alla sesta, però: quello di Roccaraso sarà il primo arrivo in salita della corsa rosa, dove potrebbe iniziare la battaglia tra i big.

Il fascino del Giro, d’altra parte, risiede tra le altre cose nella sua imprevedibilità, di come e quanto tappe sulla carta meno insidiose possano rivelarsi trappole. Insomma, promemoria per chi sogna la Maglia Rosa: occhio alle frazioni appenniniche della prima e seconda settimana, dove, com’è noto, la corsa non si vince ma si può perdere. Alla nona, poi, sarà ancora crono: spazio alla spettacolare prova a tempo del Chianti (40.5 km), che precederà la seconda giornata di riposo.

Le salite inizieranno a farsi cattive dalla 13esima frazione, in Friuli, vero antipasto della terza, decisiva settimana. È verosimile che i giochi si faranno proprio allora, e a tal proposito puntate un circoletto rosso intorno al 21 e 22 maggio per la doppietta dolomitica. Per capirci: alla 14esima ci saranno, di seguito, i passi Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau e Valparola. La frazione successiva, Castelrotto-Alpe di Siusi, sarà lunga solo 10,8 km, ma saranno tutti all’insù e tutti contro il tempo. Cronoscalata? Esattamente.

Fermi. Se pensate che da lì a Torino sarà una passeggiata, forse è meglio rivedere i calcoli. Dopo il terzo e ultimo giorno di riposo (23 maggio), resteranno sei frazioni, la metà delle quali in montagna. Occhio a queste: 16esima, Bressanone-Andalo (132 km), ma soprattutto 19esima, Pinerolo-Risoul (161 km, con il Colle dell’Agnello e sconfinamento in Francia) e 20esima, da Guillestre a Sant’Anna di Vinadio, 134 km con Col de Vars, Col de la Bonette, Colle della Lombarda e arrivo in salita. Chi resta in piedi arriva a Torino.

Giro d’Italia 2016, chi sono i favoriti?

Meglio dirlo subito: Alberto Contador, il vincitore dell’ultimo Giro, non ci sarà. Il 33enne spagnolo di casa Tinkoff – con sette grandi giri in bacheca: 3 Vuelta, 2 Tour, 2 Giro – sarà impegnato alla Boucle, a luglio. La lotta per la Maglia Rosa, sulla carta, sembra ristretta principalmente a tre nomi: Vincenzo Nibali (Astana), Mikel Landa (Sky) e Alejandro Valverde (Movistar).

Lo squalo torna alla corsa dopo un’assenza di due anni: allora, nel 2013, a vincere fu proprio lui. Vincenzo Nibali deve in parte riscattare il suo ultimo Tour, più opaco o comunque non paragonabile al trionfo del 2014. Tutti conoscono la qualità, finissima, del 31enne siciliano, tra i migliori scalatori in circolazione e abilissimo anche in discesa (per info, date uno sguardo al Lombardia 2015…).

Mikel Landa, 26 anni, è alla sua prima stagione con Sky e sarà il capitano del team britannico. Intorno allo spagnolo ex Astana c’è grande attesa: le sue lacrime al Giro 2015 – dove spese tutti i suoi cavalli al servizio di capitan Aru con encomiabile spirito di sacrificio – forse bruciano ancora un po’. Ne vedremo delle belle.

Alejandro Valverde, dopo 18 partecipazioni alle grandi corse a tappe, si presenta per la prima volta al Giro. Il 36enne murciano di casa Movistar ha vinto ad aprile la Freccia Vallone, e a dispetto dell’età dimostra (ancora) di essere uno che se la gioca a prescindere dal tipo di corsa e dal tipo di avversari. Valverde è un osso durissimo, che se non vince comunque si piazza. Attenzione: dalla sua vanta un’esperienza enorme.

Nell’anno del Leicester ogni pronostico è lecito, e tutto può succedere. Occhio allora anche a Hesjedal, Uran, Majka e Dumoulin, con quest’ultimo che alla Vuelta 2015 ha già dimostrato di cosa è capace in un grande giro.

Il Giro d’Italia 2016 sembra essere più diversificato e completo rispetto alle ultime edizioni, sia in termini di terreni che di partecipanti. Oltre alla sfida sulle salite attira molto il cast di sprinter: da Elia Viviani (Sky) a Marcel Kittel (Etixx-QuickStep), da Caleb Ewan (Orica GreenEdge) ad Andre Greipel (Lotto Soudal), ma anche Sacha Modolo (Lampre Merida), Sonny Colbrelli (Bardiani CSF), Arnaud Demare (FDJ), Giacomo Nizzolo e Boy van Poppel (Trek Segafredo). Le tappe da giocarsi saranno 7.

Ah, Fabian Cancellara non vincerà il Giro d’Italia. Però sì, c’è anche lui. E altro che numeri. Servono i garun.

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Made in Cancellara

Napoli, luglio '87. Due mesi prima gli Azzurri vincono lo scudetto, lui arriva in ritardo. Una laurea in Storia contemporanea, ma scopre che la Storia non si ripete. Poi redazioni, blog, libri, ciclismo, molti aerei, il tifo, la senape, la vecchia Albione, un viaggio di 10mila km in camper in capo al mondo. Per dimenticare quel ritardo sta provando di tutto.

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