L’unione monetaria dei coloni di Catan e l’Europa

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@kevin slavin

I Coloni di Catan è un gioco famosissimo: creato nel 1995 da Klaus Teuber, ha venduto più di 22 milioni di copie, vinto premi in tutto il mondo ed è spesso menzionato come rappresentativo dei giochi alla tedesca.

Voglio dimostrare che a Catan una moneta unica non può esistere, e non solo perché rovinerebbe un gioco a cui siamo affezionati in molti. L’istituzione dell’Euro, a quanto pare, sta procurando altrettanti problemi all’Unione Monetaria Europea.

I Coloni di Catan: il gioco in breve

La terra di Catan si stende incontaminata davanti a te, e stai progettando di portarvi la civiltà. Per riuscirci innanzitutto vi edificherai due colonie e, grazie a queste, potrai coltivare grano, allevare bestiame, oppure raccogliere legno, argilla, pietra.

Il piazzamento iniziale delle colonie è molto importante, poiché la possibilità di dare vita ad un artigianato o ad un’agricoltura fiorente dipendono da quanto spesso riesci ad ottenere con i dadi il numero collocato vicino alle tue terre. Non è questione di fortuna ma di statistica: quando si tirano due dadi a sei facce il numero 8 esce più spesso del 12. Le terre producono un bene (o due, se vi hai edificato una città) solo quando la somma dei due dadi dà il numero ad esse adiacente.

E tu hai bisogno di materie prime sia per costruire nuove strade e colonie, sia per trasformare le colonie già esistenti in città, per costruire porti, per arruolare cavalieri.

Nell’espansione Marinai puoi addirittura costruire dei ponti di barche e raggiungere isole dove esistono ricchi filoni auriferi e opportunità mai viste prima per ottenere un bonus in punti vittoria. Con il tempo ognuna delle colonie potrà creare un esercito di cavalieri, strade, nuove colonie, città e porti, acquisendo punti vittoria. La colonia più veloce ad accumulare i punti vittoria richiesti dallo scenario sarà proclamata vincitrice.

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@rwhannan

Il commercio a cambi flessibili tra i coloni di Catan

L’isolamento non piace ai coloni (né ai marinai) di Catan, ed è per questo che anch’essi, al pari degli uomini delle tribù del Neolitico di Stone Age, ad un certo punto scoprono i vantaggi del libero scambio e la soddisfazione di scambiare una materia prima in eccedenza con una di cui si ha un disperato bisogno perché le proprie terre la producono poco o punto.

Nel gioco base le ragioni di scambio sono liberamente determinabili tra i giocatori in base alla legge della domanda e dell’offerta. Per esempio, in un turno Giovanni ha scambiato un legname con Even, ottenendone in cambio un’argilla. Nel turno successivo, Even si ritrova con poca argilla e quindi, pur volendo accontentare Giovanni, in cambio della propria argilla chiede non solo un legname, ma anche una pietra, magari confidando nella necessità di Giovanni di avere subito nuova argilla per creare un nuovo tratto di strada.

Tra le colonie di Catan per ogni materia prima vige un prezzo variabile in termini di altri beni: possiamo definirlo, con qualche forzatura, tasso di cambio flessibile, cioè variabile. Il tasso di cambio è il prezzo di una valuta in termini di un’altra valuta; per esempio, nel momento in un scrivo per 1 € occorrono, nel mercato Forex, 1,13 $ americani. Questa è la cosiddetta quotazione certo per incerto, che si usa nei mercati valutari da quando è stato introdotto l’Euro.

A Catan però si scambiano beni e non valute: non esistono Dollari Americani ed Euro, né Yen e Rand Sudafricani. A Catan ci sono legna, pietre, argilla, pecore, grano. La sostanza non cambia e, se invece di unità contabili valutarie usiamo un bene come il grano, il fatto che esso venga scambiato con due argille fissa il tasso di cambio argilla/grano a 0,5. Infatti con un’argilla compreremmo soltanto mezzo grano.

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@supermiagolator

Un aumento del numero di grani richiesti per un’argilla è definito apprezzamento dell’argilla o, simmetricamente, deprezzamento del grano. Proseguendo con l’esempio precedente, in uno scambio successivo il tasso di cambio argilla/grano potrebbe salire a 1, indicando che ora una argilla vale di più, si è apprezzata, perché è richiesto più grano, precisamente 1 anziché mezzo, per comprare la solita argilla.

È evidente che se una colonia avesse molte riserve in grano e necessitasse di argilla per costruire strade, sarebbe disposta ad offrire anche molto grano in cambio di poca argilla. Il cambio argilla/grano si assesterebbe su valori alti perché molto grano comprerebbe poca argilla. Però, il fatto che tutti vorrebbero da lui grano finché lo cede a poco, porterebbe, nel lungo periodo, ad un deprezzamento del cambio argilla/grano nel momento in cui il grano dovesse scarseggiare.

Le trattative movimentano molto il gioco I Coloni di Catan, ed esiste comunque un limite superiore al di là del quale il deprezzamento di beni non può andare. Se infatti un giocatore si ritrova con una riserva di “valute”, cioè beni, superiore a 7, corre il serio rischio di vedersela depredata dai briganti, nel probabile caso di un lancio di 7 con i due dadi. Egli farà allora di tutto per liberarsi di questi materiali, svendendoli e quindi contribuendo a deprezzarne il valore rispetto agli altri beni.

Torniamo all’esempio: Giorgio ha in mano ben 6 grani, li offre tutti per 2 argille, portando il cambio argilla/grano a 3. Una vera e propria crisi valutaria, come accadono spesso alle nazioni povere, le cui valute sono stampate in eccedenza rispetto ai beni disponibili nell’economia reale e il cui valore crolla in occasione di speculazioni. Succede anche a Catan!

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@yoppy

Il commercio a cambi fissi tra le colonie di Catan

Ammettiamo ora invece, per assurdo, che un’improvvisa riforma delle regole del gioco porti a questa semplice variante: i coloni, stanchi delle incerte trattative derivanti dall’avere cambi flessibili, decidono che il commercio avviene soltanto a cambi fissi. Per ulteriore semplicità, e per fissare bene le idee, un grano varrà esattamente quanto un’unità di qualsiasi altro bene ed i cosiddetti “cross” valutari tra gli altri beni saranno, matematicamente, posti anch’essi uguali ad 1.

Per semplificare all’estremo, se il cambio grano/argilla vale 1 ed il cambio grano/pietra vale anch’esso 1, il cambio argilla/pietra, cioè il cross ottenuto confrontando pietra ed argilla con il grano come comun denominatore, non potrà, matematicamente, che valere 1. Abbiamo così creato la nostra unione monetaria di Catan. Inoltre, una ben condotta operazione di polizia ha eliminato definitivamente i briganti dal gioco.

Che cosa accadrebbe al commercio ed alla valuta unica di Catan? Probabilmente, alla lunga, le Colonie vorranno ben presto tornare alle vecchie regole di cambi flessibili oppure, in alternativa, il gioco I Coloni di Catan diverrà così noioso che potresti desiderare di liberartene.

Supponiamo infatti che la colonia rossa, favorita dalla particolare conformazione del proprio territorio, risulti favorita, sin dal piazzamento iniziale, nell’accumulazione di merci di diversi tipi. In altre parole, la colonia rossa è la più ricca già dopo pochi lanci di dado.

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@Robert Meeks

In una partita normale a I Coloni di Catan, questo vantaggio verrebbe parzialmente controbilanciato dal fatto di venirsi a trovare, prima o poi, nelle condizioni di cedere questi beni ad un tasso di cambio svantaggioso per ottenere i beni di cui ha ancora bisogno per vincere. Vuoi per una eccessiva accumulazione, vuoi per la minaccia dei briganti.

Con un cambio arbitrariamente fissato questo non potrebbe avvenire e, anzi, i paesi meno ricchi dovrebbero entrare in competizione tra loro per acquistare i beni prodotti dal giocatore più ricco, commerciando le loro materie prime migliori uno contro uno, indipendentemente da domanda ed offerta delle stesse.

Il risultato è facilmente prevedibile: o la colonia rossa riuscirà ad avere molto presto e ad un ottimo prezzo quello che gli manca proprio grazie al commercio con i suoi avversari, divenendo sempre più ricca, oppure le altre colonie decideranno di non commerciare più per salvaguardare i propri interessi. Il libero scambio in Catan andrebbe a farsi benedire, sostituito da lobby economiche, dazi e protezionismo.

Una volta perduti i benefici del commercio internazionale, tutte le colonie si arricchirebbero più lentamente oppure si assisterebbe ad un ritorno a guerre e colonialismo per accaparrarsi con la forza ciò che il commercio non fornisce più. Ma non sarebbero allora preferibili i cambi flessibili?

Questo post vuole essere un’insolita dimostrazione della tesi di coloro che sostengono, dati alla mano, che una moneta unica può esistere soltanto tra economie che non abbiano recriminazioni economiche da avanzare le une contro le altre, vuoi perché sono molto simili tra di loro, vuoi perché desiderano diventarlo attraverso un sistema politico, finanziario, fiscale inequivocabilmente equo e redistributivo. Diversamente, la moneta unica rischia di inasprire le diseguaglianze e peggiorare la situazione politica.

Non ti sembra proprio quello che sta accadendo nella Unione Monetaria Europea?

Te lo spiego meglio: un paese, la Germania, si avvantaggia della propria posizione di forte esportatore sugli altri che debbono subirne le conseguenze non potendo svalutare il cambio (povertà, ingiustizia sociale, perdita del tessuto industriale e dei diritti politici e lavorativi), oppure decidono di uscirne. Brexit.

Se questa chiave di lettura ti sembra interessante per capire la realtà, ti suggerisco le dissertazioni di uno dei pochi, lucidi e rigorosi, analisti della situazione economica di Eurolandia: Alberto Bagnai. Potresti leggere, per esempio, il suo Il tramonto dell’Euro. Ti sarà più chiaro perché il tuo salario sta calando o, almeno, perché non vale la pena trasformare I Coloni di Catan in un gioco a cambi fissi.

Appassionato giocatore ed istruttore qualificato di Scacchi, ma non abbastanza da farne l'unica ragione di vita. Appassionato ed esperto di finanza personale ed investimenti, ma non abbastanza da restare bancario per tutta la vita. Appassionato di lettura e scrittura, abbastanza da farne un contenitore per tutti gli altri interessi.

4 Comments

  1. Una cagata spettacolare di articolo, nell’unione europea vige un mercato di libero scambio, non puoi imporre dazi o altri blocchi economici alle altre nazioni

  2. Caro moroboshi, basta che un Monti qualsiasi distrugga la domanda per bloccare l’afflusso di merci dall’estero. La cosa poi ha effetti anche all’interno, ma quello che è importante capire è che uno stato povero si può trovare escluso dagli scambi commerciali internazionali anche senza dazi o barriere.
    Prima di parlare ti consiglierei di seguire i consigli di lettura.

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