Capodanno Democratico, ovvero il discorso di fine anno di un segretario di sezione

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Capodanno Democratico, ovvero il discorso di fine di un segretario di sezione
@lettera43

Compagne e compagni,

amiche e amici, e perché no, camerata,

siamo qui oggi nella sezione Enrico Berlinguer del PD per farci gli auguri di un 2017 ricco di soddisfazioni, personali e politiche.

È stato un anno difficile, non nascondiamocelo, la sconfitta del referendum, la caduta del governo Renzi e l’addio di Sabrinona Ferilli nostra alla causa hanno provocato non pochi scossoni al nostro glorioso partito.

Il Movimento 5 stelle ci incalza su temi che sono da anni parte del nostro patrimonio genetico come la difesa della costituzione, la moralità della politica, gli attacchi alla CGIL. Ora hanno perfino le lotte di fazione e di corrente, le firme false e gli assessori inquisiti.

Per questo non possiamo più giocare in difesa, dobbiamo togliere alle destre e a Grillo il monopolio su temi che sono ormai molto sentiti da buona parte dell’elettorato.

Prendiamo il razzismo, come si può lasciare a Grillo e a Salvini l’esclusiva su un tema così importante?

In Emilia abbiamo già iniziato con le ronde democratiche, mica quelle che voleva la Lega, non sia mai, le nostre sono diverse, non so se avete presente un rondista ottimista e di sinistra, a parte gli anfibi, il chiodo, i risvoltini e il manganello ha dei problemi anche seri e non ragiona male.

Ora il nostro coraggioso ministro Minniti sta operando un giro di vite sull’accoglienza ai migranti, si tratta di caricare su un bell’aereo tutti quelli che non ci piacciono e rispedirli nel loro Paese… Cosa dite? Se il loro Paese non li vuole?… Non vi preoccupate, con molti dei presidenti, dittatori, tiranni vari ed eventuali ci stiamo accordando, in fondo l’Egitto ci deve già un favore…

Ma si può fare di più, perché lasciare che solo a Casa Pound si divertano come i matti, io sogno sessioni di cinghia-mattanza in tutte le feste dell’Unità, pensate allo spettacolo offerto da cento ultrasettantenni dell’Auser che si percuotono con le cinture sulle note di Raul Casadei.

Io, e in questo penso di essere in sintonia con i nostri dirigenti nazionali, penso ad un razzismo dal volto umano, democratico e al passo con le richieste della società. Penso all’olio di ricino equo e solidale, a del forni crematori a pannelli solari, a dei campi di lavoro dal basso, a delle leggi razziali graduali e a tutele crescenti che premino il merito. Gli extracomunitari ce li possiamo pure tenere, ma solo quelli bravi, tipo i cinesi in matematica.

Per questo io vi propongo, badate bene, è solo una proposta al momento, di intitolare questa nostra sezione ad un eroe dei nostri tempi, quel Luca Scatà che, pur essendo meridionale, è riuscito abilmente diretto dal nostro Governo, a neutralizzare la minaccia islamica.

Pensateci stasera, tra un cotechino ed un piatto di lenticchie, ci vediamo l’anno prossimo, e auguri.

Quest'anno ho fatto il blogger, il copywriter, il cameriere, l'indoratore, il web designer, il dottorando in storia, il carpentiere, il bibliotecario. L'anno prossimo vorrei fare l'astronauta, il rapinatore, il cardiochirurgo, l'apicoltore, il ballerino e il giocatore di poker prof.

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