30 motivi per cui ricorderemo il 2016 del tennis

di
2016 del tennis
@facebook.com/andymurrayofficial/

1) La scalata di Andy Murray, che in 5 mesi annulla 8000 punti di svantaggio da Nole Djokovic e diventa il nuovo numero 1 del mondo, nonché “Maestro” per la prima volta, nuovamente campione di Wimbledon e oro  olimpico.

2) La stagione double face di Djokovic: una conferma di dominio fino al Roland Garros – con cui completa finalmente il Career Grand Slam – e un crollo verticale da giugno in poi. Calo di tensione e problemi extra tennistici hanno mandato in tilt il robot serbo.

3) La consacrazione di Milos Raonic, mai bellissimo da vedere ma ormai grande giocatore a tutti gli effetti, con una continuità che gli permette di chiudere l’anno alle spalle dei due mostri sacri.

4) L’ennesimo lampo di Stan Wawrinka, che accende la luce a intermittenza ma quando lo fa è devastante. Australian Open nel 2014, Roland Garros nel 2015 e US Open nel 2016: se l’erba non gli fosse così ostile si potrebbe pensare a un clamoroso poker nel 2017.

5) Lo stakanovismo esagerato di Dominic Thiem, instancabile per i primi sei mesi dell’anno in cui ha giocato – e vinto – tanto guadagnandosi la top 10, ma poi spremuto già a metà stagione. Chissà se imparerà la lezione, a giudicare dalla schedule dei primi mesi del 2017 parrebbe di no.

6) Il trapianto di capelli di Rafa Nadal, reduce da un’annata nera come la precedente: la doppietta Monte Carlo-Barcellona sembrava segno di un risveglio che invece non c’è mai stato, complice anche l’infortunio al polso durante il Roland Garros.

7) Le follie di Nick Kyrgios, richiamato più di una volta all’ordine dall’ATP fino a quando la misura non è risultata ormai colma: una squalifica di otto settimane e un invito – discutibile – ad affidarsi a un bravo psicologo.

8) L’esplosione di Lucas Pouille, sbocciato all’improvviso e ora grande speranza transalpina per l’immediato futuro. Da qui a darlo per futuro fenomeno c’è un abisso ma con i vari Monfils, Tsonga, Gasquet, Simon ormai over 30 la Francia aveva bisogno di un nome nuovo.

9) “L’assenteismo” di Federer, k.o. causa infortuni e costretto a rinunciare a due prove Major, cosa che non capitava dal 1999, quando Donnarumma ancora gattonava e guardavamo giochi senza frontiere.

10) Sempre in tema Federer, l’arrivederci dello svizzero alla top 10 dopo 14 lunghissimi anni di militanza. 734 settimane tra i migliori, la prima volta nell’ottobre del 2002: con lui c’erano Hewitt, Agassi, Haas, Safin, Henman, Ferrero, Grosjean, Novak e Costa.

11) La prima volta di Alexander Zverev, vincitore del suo primo titolo ATP a San Pietroburgo e pronto a muovere i primi passi come futura stella del tennis maschile.

12) Lo strano caso di Martin Klizan: chiude con uno score negativo di 14 vittorie e 15 sconfitte, ma è 35 della classifica con 1230 punti. 1000 di questi li ha ottenuti vincendo i 500 di Rotterdam e Amburgo, due settimane di gloria per mantenersi.

13) Il nuovo ritorno di Juan Martin Del Potro, uno talmente forte da non piegarsi nemmeno alla sfortuna e ai polsi di cristallo. Nemmeno il tempo di riprendere a giocare ed è già argento olimpico, trascinatore in Davis e top 40. Bentornato Delpo, ora non lasciarci più.

14) Nicolas Mahut numero 1 di doppio, un bel premio per un giocatore che fino a qualche anno fa sembrava sempre accompagnato dalla nuvoletta di Fantozzi – è entrato nella storia per aver giocato il match più lungo di sempre, perdendolo – e che nelle ultime stagioni si sta togliendo tante soddisfazioni insieme al compagno Pierre Hugues Herbert.

15) L’eterno Paolino Lorenzi, numero 1 d’Italia a 35 anni e con pieno merito. Non è un bel segnale per il tennis azzurro, ma forse il toscano può servire da esempio ai ragazzi più giovani che si affacciano al professionismo.

16) Questi due-tre colpi qui.

17) La magia di Angie Kerber, la regina della WTA contro ogni pronostico. Steffi Graf trova l’erede che non ti aspetti: due titoli Slam più una finale, quando tutti si aspettavano ben altre protagoniste.

18) L’aggancio di Serena Williams alla sopracitata Graf: 22 titoli Major per entrambe, solo Margaret Court ha fatto meglio con i suoi 24 trofei. Per l’americana però non è stata una stagione poi così rosea, ha giocato poco, ha perso la vetta del ranking ed è parsa molto più vulnerabile che in passato.

19) Il caso Meldonium che è costato a Maria Sharapova una squalifica fino al prossimo aprile. Una vicenda che lascia molti dubbi sull’incredibile ingenuità della siberiana e che ha tenuto banco per molti mesi, con molte colleghe che non hanno risparmiato commenti “carini” verso Masha.

20) La sorpresa Dominika Cibulkova, 160 centimetri – scarsi – e nuova “Maestrina” della WTA. Era quasi spacciata nel round robin, poi il miracolo e la straordinaria vittoria in finale contro la numero 1 del mondo.

21) Il punto interrogativo Garbine Muguruza. Primo Slam in carriera ma anche tanti pessimi risultati, in una stagione che Parigi a parte non l’ha mai vista brillare. Garbine ci sei o ci fai?

22) La furia ceca che si abbatte ancora una volta sulla Fed Cup: la formazione di Petr Pala vince ancora la competizione a squadre, a fare la differenza Karolina Pliskova – finalista a New York – e Barbora Strycova, a conferma di un gruppo straordinario.

23) La gravidanza di Victoria Azarenka, partita a tutto gas nei primi mesi dell’anno salvo poi fermarsi e comunicare la dolce attesa. Tanti auguri mamma Vika.

24) L’ingresso in top 10 di Roberta Vinci, che si accoda così a Pennetta, Schiavone ed Errani diventando la quarta azzurra a compiere l’impresa. Sembrava vicina ad appendere la racchetta al chiodo invece sarà in campo anche nel 2017.

25) La settimana d’oro – in tutti i sensi – di Monica Puig. Le olimpiadi, si sa, sono sempre un torneo particolare, ma che alla fine della fiera la medaglia più ambita finisse sul collo della portoricana era impensabile per chiunque.

26) La delusione Belinda Bencic, persa tra chili di troppo e infortuni a ripetizione, scivolata fuori dalla top 40 e protagonista di un intrigo amoroso con Alexander Zverev che però non pare ricambiare l’apprezzamento della svizzera.

27) Le rivelazioni Jelena Ostapenko e Naomi Osaka, diciannovenni e dal talento interessante. La lettone ha già palesato un certo caratterino, la giapponese invece ha la curiosa peculiarità di non saper parlare… il giapponese!

28) Eugenie Bouchard. In campo non benissimo, però sui social sa sempre farsi apprezzare, e con lei anche la sorella Beatrice.

29) L’ultima – praticamente certa – apparizione di Sara Errani e Roberta Vinci in coppia per un torneo di doppio. Hanno improvvisato la reunion per provare l’assalto a una medaglia olimpica, non è andata bene e l’era Cichis adesso è finita per sempre.

30) Aga la maga.

Segnala un errore

Classe 1991, nato a Palermo e cresciuto a pane (e panelle), Milan e fumetti Disney. Folgorato da Federer durante Wimbledon 2003, ho iniziato ad interessarmi anche al tennis, praticandolo da autodidatta e con pessimi risultati. Divoratore di pizza, appassionato e ossessionato da ogni tipo di statistica, studio Comunicazione ma odio comunicare.

Commenta

Ultimi

Torna su